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Reportage
Michael Jackson è morto: è polemica sul web
La morte di Michael Jackson sul web
Ieri, all’età di 50 anni è scomparso uno dei re della musica Pop, Michael Jackson, ad Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. Si è spento per un attacco di cuore.
E sul web, proprio nel giorno della morte, si è scatenato il putiferio.
Tra falsi annunci e speculazioni, spicca il gossip blog Perez Hilton, che, venendo a sapere la notizia dell’attacco cardiaco di Jacko, non ha esitato a pubblicare un post in cui ipotizzava che dietro la notizia del malore ci fosse un intento pubblicitario da parte di Michael Jackson in vista del suo prossimo tour. Come se non bastasse ha pubblicato la foto riportata di seguito, scatenando l’ira dei fans di Jackson.
Perez Hilton ha ora postato un update nel post incriminato, spiegando che (per forza di cose) non si è trattato di un’iniziativa pubblicitaria, ma il danno ormai è stato fatto, tanto che Pete Cashmore di Mashable, in questo post, attacca duramente Perez Hilton, non in veste di fan di Michael Jackson, ma come blogger, accusando Perez di aver minato la credibilità dell’intera blogosfera con il suo provocatorio articolo.
Michael Jackson e Twitter
Relativamente all’infelice iniziativa di Perez Hilton su Twitter si è scatenata l’ira sia dei fans di Michael Jackson, sia dei semplici appassionati di musica.
Infatti migliaia di utenti hanno spontaneamente sparso il messaggio di non seguire più Perez Hilton su Twitter, una sorta di boicottaggio (a cui anche io ho partecipato), usando l’hashtag #unfollowperez.
Nel momento in cui Michael Jackson è stato trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Ucla (Università di California a Los Angeles), si è scatenato un putiferio su Twitter, le notizie relative alla sua sorte sono state fatte rimbalzare a suon di 140 caratteri da milioni di persone, tanto che il server del servizio di microblogging non ha retto andando giù per parecchio tempo a causa del sovraccarico generato dall’evento.
Anche attualmente, si stima che il 30% dei Tweets contiene le parole “Michael Jackson” o più semplicemente “MJ”.
Michael Jackson e gli spammers
Nel corso della prima parte della giornata di oggi, Websense riporta in questa alert che vista la massiccia richiesta di informazioni e contenuti riguardanti la sorte di Michael Jackson, gli spammers si sono messi in azione cercando di sfruttare il fenomeno per rifilare maleware e codici malevoli di ogni tipo all’interno di siti internet o blogs creati ad hoc e comunque contenenti materiali relativi a Jacko.
Inoltre, sempre la stessa agenzia, mette in guardia sulle email fraudolente inviate dagli stessi spammers, che sembrano linkare a video su YouTube, ma in realtà puntano a tutt’altra destinazione. Per cui se l’utente clicca sul link, invece di vedere un video relativo alla morte di Michael Jackson, verranno reindirizzati su un sito Maleware che introdurrà nel pc dei virus.
Fate attenzione!
L’ultima immagine di Michael Jackson
Questa sembra essere l’ultima immagine di Michael Jackson disponibile a livello temporale sul web, e lo raffigura mentre viene trasportato in ospedale dai paramedici.
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Yahoo: 360 chiude, progetti ed occasioni perse
La Reuters qualche giorno fa titolava in questo modo: “Yahoo interessata ad entrare nel mondo dei social network” e continuava con “Yahoo sta pensando di comprare società che le consentano di diventare un attore importante nel mercato dei social network e rinnovino i suoi prodotti. Lo ha confermato il responsabile del settore tecnologico dell’azienda Ari Balogh” .
Che dire, non male come progetto, se non si pensa al fatto che Yahoo ufficialmente è già nel mondo dei social networks ancor prima di Facebook e MySpace, quindi il problema all’interno della compagnia di Sunnyvale riguarda 2 cose in particolare: definizioni e memoria, principalmente, oltre che capacità tecniche ed occhi aperti.
Definizioni: come mai? Perchè da quando esiste internet esistono i profili Yahoo, è di fatto un social network, usato in stragrande maggioranza da persone provenienti da Asia e Paesi arabi, la lingua dominante è l’inglese ma moltissime persone lo usano in una maniera “particolare”, solo per comunicare, attraverso la chat e Yahoo Messenger, non hanno l’abitudine di avere un profilo completo su Yahoo, niente foto, niente info. Quando si tratta di mostrare un profilo propriamente da social network, la prima cosa che fanno è inviare il proprio link Friendster, mostrando un profilo completo ed aggiornato.
Quindi a mio avviso, è venuta a mancare in Yahoo una guida per l’utenza, una sorta di programma per invogliare gli utenti ad avere profili funzionali all’interno del network.
Tempo fa, qualche anno fa, è spuntato fuori Yahoo 360, che si andava ad aggiungere ai soliti profili, ma a quanto pare il programma sta ora chiudendo (come annunciato in questo post ), lasciando aperta solo una sezione geo-specifica per il Vietnam, visto che in questo Paese Yahoo 360 rappresenta la piattaforma bloging più utilizzata.
La storia si ripete.. proprio perchè Yahoo crea cose nuove non valorizzando ciò che ha già sotto il naso, infatti Yahoo 360 segue lo stesso amaro destino di Yahoo Mash, chiuso la scorsa estate.
Sotto il “governo” del nuovo CEO Carol Bartz, molti altri servizi di Yahoo hanno chiuso, come Geocities, Farechase e Briefcase.
Memoria: e cioè? Ricordati Yahoo di quando avevi una quota di mercato maggiore di Google, e di quanto ti sei adagiato su di essa. Ricordati che sei stato il primo Social Network, ma non ti sei evoluto.
E in più nessuno si è mai preoccupato di monitorare l’utilizzo dei profili da parte degli utenti: infatti Yahoo è diventato il covo di spammers di ogni genere, ma principalemente quelli che indirizzano verso siti porno spacciandosi per avvenenti ragazze, ovviamente inesistenti.
I profili Yahoo ne sono pieni, se si guardano 10 profili, sicuramente 5 o 6 sono fittizi.
E questo si traduce inevitabilmente in quote di database buttate al vento, server in più acquistati… In gergo prettamente economico: una perdita secca !
Ultimamente un piccolo passo avanti è stato fatto, aggiungendo un piccolo lifestreaming al profilo. Basato evidentemente sul feed rss di MyBlogLog.
E proprio da MyBlogLog arriva un’ altra riflessione, ma volendo anche da Flickr.
Quanto sarebbe meglio per Yahoo fare una sorta di unificazione dei profili?
Tenendo in qualche modo a parte Flickr, autonomo, visto il gran successo del network di photo sharing.
Che ne dici Yahoo di un’impostazione del genere?
Quindi l’ipotesi potrebbe essere: un unico profilo che accentri tutte le attività, l’unico link ad un profilo esterno sarebbe quello di Flickr.
Il volume di traffico, ed a mio parere, l’apprezzamento degli utenti sarebbe triplicato.
E’ inutile avere un profilo per MyBlogLog, un profilo per Yahoo Buzzes ecc ecc.. sarebbe molto più funzionale accentrare il tutto, per poi avere, all’interno di un unico profilo, delle pagine dedicate ad ogni servizio in cui l’utente è attivo, usando apposite tabs.
Lo schema delle tabs che già è presente nei profili Yahoo va più che bene.
Inoltre, poniamo il caso dell’utente che si iscrive per la prima volta a Yahoo.
L’utente si registra e viene indirizzato sul suo profilo, vuoto, ha già a disposizione un username, una casella mail e Yahoo Messenger, ma si trova davanti a delle altre opzioni, quali Flickr, Yahoo Buzzes, MyBlogLog, Yahoo Pipes.. che cosa sono?
L’utente clicca sui nomi di questi servizi, li esplora, e se li ritiene utili li utilizza, sennò sceglie di non visualizzarli nel profilo, in maniera molto semplice.
Utenti già esistenti: Gli utenti già esistenti devono essere avvisati prima tramite mail, con una ricca guida, ma scritta in maniera molto semplice, che illustra i cambiamenti, con l’aggiunta di un video tutorial. Da parte della company invece il tutto dovrebbe essere accompagnato da una fase di “Word of Mouth” e “Buzz Generation” tramite comunicati stampa al mainstram, blogs personali di chi lavora in Yahoo e video che annunciano il cambiamento e mostrano screenshots del futuro profilo unificato.
A mio modesto parere sarebbe una mossa che rilancerebbe alla grande Yahoo, nel settore di mercato del social networking, in cui è sempre stato, ma che non ha saputo sfruttare.
Come già ho avuto modo di dire a proposito di Google Wave, il futuro dei servizi online, specialmente quelli forniti dai colossi della Silicon Valley, è quello di aggregare il più possibile i servizi a cui gli utenti sono iscritti.
Prendiamo il caso di Friendfeed, un utilissimo aggregatore sociale che sfrutta i feed di vari servizi, quello dei blogs, o addirittura versioni custom, per comporre un lifestreaming personalizzato.
Ma la particolarità sta nel fatto che Friendfeed è nato anni dopo Yahoo, non ha lo stesso peso, ha dovuto lavorare da zero.
Yahoo invece ha già tutto precostituito, deve solo far aguzzare l’ingegno a chi sta dietro all’organizzazione dei servizi, li deve spronare a lavorare in maniera creativa, seguendo e “rubando” da quello che sono le tendenze attuali dei suoi concorrenti.
Per prima cosa, bisognerebbe dare una bella pulita all’interno dei profili fake, e riorganizzare il team antispam e farlo lavorare sullo specifico, come già avviene su Yahoo Answers, in cui gli abusi vengono segnalati e puniti.
Nel disegno di riorganizzazione dei profili ovviamente rientra anche Yahoo Answers, che se ne starebbe in una sua tab dedicata in alto, invece di avere un ulteriore “semi-profilo” che richiama il principale, come avviene attualmente.
Ovviamente ogni servizio targato propriamente Yahoo, quindi escluso Flickr, dovrebbe essere rappresentato all’interno del profilo.
Altra nota dolente: la chat!
In Yahoo esiste una versione internazionale della chat, e nel nostro caso nazionale, una italiana.
Quindi? A livello di organizzazione?
Un profilo Yahoo, ed un profilo della chat italiana di Yahoo.. 2 profili, stessa persona, volendo diversi nickname.. disorganizzazione!
L’unificazione delle chat non sarebbe un’idea malvagia, creando un’apposita stanza chiamata Italia all’interno della macrocategoria “Regional” , e a ben pensarci esiste già la stanza Italia, ma è unicamente frequentata da persone di altre nazionalità e dagli immancabili Spam Bot, che continuano 24 ore su 24 imperterriti a far finta di essere donnine allegre che si spogliano in webcam, per poi indirizzare gli utenti su siti di terze parti.
Quelle poche volte in cui ho effettuato l’accesso alla chat internazionale Yahoo sono stato preso letteralmente d’assalto da spammers vari che mi proponevano link di ogni tipo. Un rimedio è segnalare gli stessi come spammers, ma vista il numero infinito di questi bots appare una sfida impari.
Devo dire che ultimamente le cose sono un pò cambiate, ma non troppo.
Prima di accedere ad una qualsiasi stanza della chat, l’utente viene convogliato su un controllo captcha, che ha contribuito a limitare i danni, ma non ha impedito il moltiplicarsi di questi molesti utenti.
L’accesso alla chat internazionale
Innanzitutto, per accedere alla chat internazionale bisogna scaricare la versione internazionale del client Yahoo Messenger, disponibile su Yahoo.com e non su Yahoo.it .
Poichè, come dicevo, le chat sono differenti, e quella italiana è decisamente inferiore a quella internazionale, a quanto mi risultava tempo fa è stata come “appaltata” a Lycos.
Quindi tramite Yahoo Messenger richiedo l’accesso alla chat, mi viene visualizzata una pagina di caricamento, che in maniera abbastanza scaltra mi mostra lo stato di avanzamento (molto breve) e punta a farmi vedere della pubblicità mentre aspetto..
Geniale, se non fosse che la pubblicità non viene assolutamente visualizzata.. Al massimo una volta ogni 10/12 caircamenti. Forse la pubblicità è troppo pesante da caricare per il tempo che ci mette la chat a caricare?
Le ragioni possono essere le più varie, fatto sta che non si vede alcuna pubblicità, c’è solo una scritta Advertisment che compare nel bianco della pagina, nulla più.
Attualmente sto effettuando l’accesso per poter documentare quello che scrivo con degli screenshots, e noto con piacere che il capthca è stato integrato all’interno della pagina della stanza che intendo raggiungere invece che mostrare un link lungo 3 righe che poi porta all’immancabile angosciosa apertura di Internet Explorer.
Una volta confermato il codice di sicurezza, si entra finalmente nella chat.. Ovviamente i primi 3-4 messaggi che arrivano ad investire il nuovo utente sono di spam, è bene segnalarlo con l’apposito pulsante ed ignorare il tutto.
Ultimamente hanno affinato la tecnica, invece di mandar subito un link ad un sito lungo 2 o 3 righe (c’è ovviamente il relativo codice di affiliazione) cercano di intrattenere una conversazione, ma anche questa strampalata.. segno che viene messa su da script appositi.
Come si scopre lo script?
Il primo messaggio è sempre allettante: Ciao, ho 20 anni, sono femmina, vivo a Las Vegas..
Però ! L’utente ignaro di queste dinamiche è portato a pensare di essere veramente fortunato, ma basta poco per scoprire che si tratta di un bot.
Basta scrivere una domanda sciocca e stupida, anche in italiano, tipo, “ma a te piace il calcio?” “guardi i cartoni animati?” e la risposta arriva puntuale, ma non c’entra nulla, neanche lontanamente, con la domanda.
Un esempio pratico in questo screenshot
La pubblicità latente anche in chat
Alcune volte succede che nella parte bassa della finestra della chat, il footer per intenderci, appare un bel banner pubblicitario in formato leaderboard, che riporta prodotti e servizi Yahoo, alcune volte però.. La media è la stessa della pubblicità che dovrebbe essere visualizzata al momento della connessione con la chat.
Praticamente non viene visualizzata quasi mai. E ancora, ripeto, una perdita secca per Yahoo.
Inoltre, anche Yahoo ha il suo network pubblicitario, Yahoo Publisher Nework (ancora inspiegabilmente non disponibile per l’Europa) che la stessa compagnia potrebbe sfruttare proprio sui suoi stessi servizi, invece di cercare di pubblicità latenti che non producono alcuna revenue.
Come si vede dallo screenshot qui sotto, al posto della pubblicità, c’è l’immancabile spazio bianco.
La notizia della Reuters riportava l’intenzione di Yahoo di acquistare, spendere denaro ed attivare partnerships varie, ma il mio modesto parere è che Yahoo dovrebbe far tesoro di quello che ha ed ottimizzarlo, renderlo usabile, aggregarlo in maniera vincente. Tutto ciò non dipende da strategie marketing o business, dipende solo dall’intelligenza di chi pianifica la struttura dell’intera piattaforma, da colui, o coloro, che non dovrebbero far chiudere la compagnia a riccio cercando di spendere, ma dare un’occhiata alle tendenze attuali dei servizi online, e soprattutto dare un’occhiata al principale competitor, che è Google.
Cosa sta facendo Google intanto?
Google rilascerà Google Wave, ed ha già lanciato il suo social network con Google Profiles..
Come dicevo poco fa, aggrega, unifica!
Le quote di mercato di Yahoo secondo Comscore
Yahoo è il secondo motore di ricerca americano, con una quota di mercato, ad aprile, pari al 20,4%.
Google, invece, ha incrementato la sua percentuale di mezzo punto, salendo al 64,2% e stabilendo il record storico per l’azienda californiana.
Yahoo ha guadagnato 118 milioni di dollari nel primo trimestre, ma le sue vendite hanno perso il 13% in un anno, scendendo a 1,58 miliardi di dollari.
Conclusione
Anche il concetto stesso di blog è superato in rete, ora si parla di Lifestreaming, e quindi di aggregazione di contenuti, è il caso che Yahoo cerchi una modernizzazione ed un’ ottimizzazione invece di lasciare buchi neri a livello di usabilità e revenues?
Io credo proprio di si, è ora che Yahoo ristrutturi tutto invece di perdere altro denaro, sul breve, medio e lungo termine.
La battaglia dei motori di ricerca è persa, la partnership con Microsoft non porterebbe risultati faraonici.. l’unica cosa da fare è valorizzare il patrimonio degli users già in possesso di Yahoo, me compreso!
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Guida al marketing su Twitter
Pochi giorni fa Twitter ha annunciato sullo Status Blog che gli utenti hanno la possibilità di seguire un massimale di 1000 utenti al giorno, questa regola è stata introdotta per impedire lo spam, che anche su Twitter si diffonde come su ogni servizio degno di nota sul web.
Questa nuova regola, combinata con tutti i parametri già esistenti all’interno del servizio di microblogging rendono impossibile ai marketers e a coloro i quali vogliono autopromuoversi racimolare migliaia di followers, seguendo a loro volta molti utenti. Un atteggiamento largamente diffuso fino ad oggi.
Un dettaglio non trascurabile, anche se le cifre a quanto pare si ridurranno, è che molti marketers, bloggers o liberi professionisti del web usano la “reciprocità” in Twitter: se un utente comincia a seguirli, loro seguono a loro volta.
E questo per ottenere alcune cose, quali?
1) Fare soldi: L’obiettivo è quello di monetizzare gli utenti Twitter linkando e raccomandando prodotti o servizi, propri o di terze parti, lo fanno tramite tweets che contengono affiliate links diretti, oppure tramite messaggi ai propri followers, usando la @username, con lo stesso tipo di link.
2) Migliorare la propria reputazione. Accumulare followers con l’obiettivo di migliorare la loro reputazione in un settore specifico come il marketing sociale o i mezzi di comunicazione. I followers inoltre, vengono poi reimpiegati in altri social media come Digg e Facebook.
3) Ottenere più traffico sul proprio sito/blog. Più followers significa più visitatori, più iscritti al feed rss o alla newsletter.
4) Viralizzare il contenuto del proprio sito/blog condividendolo con i propri followers.
Molte persone pensano che per ottenere questi risultati sia necessario avere una lista sconfinata di followers a cui propinare links e post del proprio blog. Il paradigma è semplice: più gente ti segue, più hai la possibilità di avere traffico gratuito ed ottenere questi 4 risultati.
Ma questa strategia di “marketing” realmente funziona?
C’è chi si affida ancora a questa procedura, c’è chi sta cercando altre soluzioni.
Intanto c’è da considerare che la strategia di seguire su Twitter migliaia di persone allo scopo di ottenere una reciprocità e divenire una sorta di “social media rockstar” porta ad ottenere followers di bassa qualità, non realmente interessati ai vostri contenuti.
Non sono classificati come “targeted followers”, cioè realmente interessati e in qualche modo in stretta comunanza ai vostri contenuti.
Sono come dei bot, degli organismi automatizzati. O al massimo usano qualche plugin Wordpress come Twitter Tools per promuovere i propri contenuti su Twitter ma non partecipano realmente ed in prima persona all’attività di condivisione.
Se dovessimo fare paragoni tra questo tipo di utenti e quelli che si iscrivono a miling list al fine di ottenere un tool gratuito, bhè questi sono il tipo di utenti che usano un indirizzo mail temporaneo per ottenere il tool gratuito per poi scomparire, lasciando nella mailing list un indirizzo mail inutilizzato e totalmente inutile.
Quindi utilizzare twitter in un’ottica marketing vuol dire pensare alle conversioni e non al numero di followers. Come per i lettori del proprio blog o gli iscritti al proprio feed, anzi come ogni attività sul web, necessità di utenti “di qualità” , loyal readers, e in qualche modo fans.
Il follower Twitter non targetizzato non condividerà ulteriormente i vostri tweets, non li leggerà neanche.
Un elenco “accuratamente coltivato” di 1000 seguaci può battere un elenco di 10000 followers automatici anche ad occhi chiusi.
Una interminabile schiera di followers di bassa qualità è molto facile da racimolare, ma ha il solo pregio di farvi sembrare “belli ed interessanti” agli occhi di users sprovveduti, e lo stesso possiamo dire per gli amici su Facebook, o per quanto riguarda FriendFeed, e qualsiasi altro social media.
Relativamente all’alto numero di followers, amici virtuali e finti addicted di ogni tipo, si potrebbe tentare la fortuna etichettandosi come “Social Media Experts”, pubblicare un ebook, mostrare sotto i riflettori il numero di followers allo scopo di ottenere una sorta di gratificazione ed ingannare l’utente inesperto sfoggiando numeri altissimi proprio nelle pagine del sito dedicate alla vendita di un prodotto, quale ad esempio, il classicissimo e famigerato ebook in pdf che narra di mirabolanti avventure social-mediatiche basate, in realtà su auto-responders. Un pò misero, non c’è che dire..
L’attività dei propri followers conta. Qundi ponetevi queste domande:
- Sono realmente interessati?
- Rispondono alle vostre sollecitazioni?
- Condividono ulteriormente i vostri contenuti?
- In caso voi abbiate un blog, si trasformano in abbonati al vostro feed rss, per avere una fruizione ancor più agevolata dei vostri post?
- Vi hanno fornito mai un feedback del vostro lavoro?
A proposito dei Retweets: E’ meglio avere 50 retweets da una gamma di 50/100 followers che però non si rivelano influenti nella tua stessa nicchia o avere 10 retweets da followers che possono essere considerati opinion leaders in una certa nicchia e quindi hanno solo follwores di alta qualità che inevitabilmente cercano i vostri contenuti o prodotti come acqua nel deserto?
In poche parole, Twitter non dovrebbe essere utilizzato come “link-blasting” ma come creatore e agevolatore di relazioni durature basate sulla necessità e sulla condivisione, ma a livello quanto più possibile effettivo, per quanto riguarda interesse e utilità.
Non basatevi sui grandi numeri, ma continuate a tenere a mente il concetto di “TARGETED TRAFFIC“.. Se qualcuno si interessa di focacce e cicogne, difficilmente potrà trovare interessante, ad esempio, una scheda tecnica di un Acer Aspire One.
E’ utile fare anche un parallelo a questo punto, tra questi suggerimenti per un uso marketing di Twitter, e i vari servizi di advertising presenti in rete. Infatti, se ci fate caso, la prima promessa che viene fatta agli advertisers dai network pubblicitari è quella del targeted traffic for your site. Della serie: piazziamo i tuoi annunci pubblicitari su siti della tua stessa nicchia, per cui i visitatori di questi siti al 99% saranno interessati al tuo e ai tuoi contenuti.
Quindi possiamo definire un punto fermo nella strategia di promozione della propria attività/immagine su Twitter con questo assunto: Badate alla qualità dei vostri followers, non alla quantità.
In qualche modo c’è ancora chi punta ai grandi numeri su Twitter come su altri social media, e per chi ancora punta su questa strategia, consiglio di avere un minimo di concezione del Who is Who e seguire, in attesa o speranza di essere seguiti, solo gli autentici guru del proprio settore.
E già che ci siete, usate gli utenti che seguite su Twitter per racimolare tutte le info utili possibili sulla vostra nicchia, inoltre già in passato ho avuto modo di parlare di Twitter come un motore di ricerca raccontando di un caso relativo al golfista strapagato Tiger Woods.
A proposito di questo è opportuno spendere qualche parola in più. Ultimamente c’è chi online ha lanciato una sorta di warning parlando della velocità di indicizzazione di Google riguardo a notizie e contenuti dei blog più affermati o meno, in particolare si diceva: “Quanto ci mette Google ad indicizzare contenuto fresco?”
Secondo le esigenze di chi ha la necessità di avere updates praticamente in tempo reale, anche troppo.
E qui entra in gioco Twitter.
Perché il servizio di microblogging raccoglie sia mainstream sia bloggers, contenuti, updates e notizie, oltre che aggiornamenti di stato puri e semplici, ed usando strumenti quali il sopracitato Twitter Tools o gli innumerevoli strumenti di sharing creati ad hoc per Twitter gli aggiornamenti si ricevono o si ricercano praticamente in tempo reale, man mano che vengono postati, e di solito, un buon blogger o usa uno strumento automatizzato oppure impiega veramente pochi secondi per condividere i suoi post su Twitter.
Anche questo aspetto di Twitter può essere un’efficacissimo strumento di marketing, arrivare alle news prima che addirittura il potente Google le indicizzi. Quasi delle anteprime su ciò che verrà indicizzato dopo un tot di tempo.
Un fattore su cui attualmente vale la pena contare, è che l’abitudine del Retweet sta prendendo sempre più piede, il bottoncino Retweet ha praticamente soppiantato quello strautilizzato di Digg, e c’è chi addirittura lo propone all’inizio del post a destra o a sinistra, proprio come avveniva con quello di Digg, per poi mostrare un ulteriore link alla fine dell’articolo.
La tendenza appare ormai consolidata su molti blog, soprattutto quelli affremati, che possono contare, questa volta positivamente, sul numero di retweets mostrato nel bottone.
C’è una fondamentale differenza tra il numero di followers che un singolo individuo ha su Twitter ed il count del numero di retweets: il numero di followers, se non si tratta di utenti interessati, motivati e che interagiscono, a livello di marketing è fine a se stesso, mentre il conto dei retweets rappresenta azioni utili, efficaci e produttive messe in atto da utenti realmente interessati a condividere il contenuto trovato con i propri followers.
Nel caso del numero elevato di followers non targetizzati non si hanno azioni concrete degne di nota, mentre i retweets sono esattamente il contrario, linfa vitale del marketing su Twitter.
Un secondo assunto può essere fissato, anche se devo dire che è un riadattamento di un vecchio adagio del blogging “ THE CONTENT IS KING ” .
Come sempre, anche osservando gli account Twitter delle cosiddette “blogstars”.
Un esempio made in Italy, senza spostarci tanto. Se vi interessate di nuovi media, sicuramente avete sentito parlare di Robin Good di Master New Media, ecco, l’esempio più calzante è questo. Robin si è affermato grazie ai suoi contenuti, scritti, video e quant’altro ed ora vanta una comunità di 3.012 Followers su Twitter. Questa è la prova che non serve andare in giro per Twitter e seguire chiunque per attrarre contatti non veri, ma bisogna fare un buon lavoro sul proprio sito e coinvolgere le altre persone grazie alla propria intelligenza ed all’interesse suscitato.
Anche io seguo Robin su Twitter, fin da quando sono approdato con il mio blog sul sito di microblogging, credo sia il primo utente che ho cominciato a seguire, ma non certo perché speravo nella reciprocità e quindi poter sfoggiare tra i miei followers un VIP come Robin Good, ma solo perché sono estremamente interessato nei suoi tweets, per cultura personale direi.
Per i bloggers è inevitabile dire che il grosso del lavoro da fare per la propria promozione su Twitter deve essere fatto sul blog, con buoni contenuti, una ricca community di followers su Twitter, come su Facebook e in tutti i social media che possono integrare la promozione di contenuti, arriverà in maniera del tutto naturale, quasi in automatico.
Un modo efficace per misurare l’interesse, o comunque la reattività dei vostri followers è molto semplice, provate a porre una domanda, un quesito che riguardi un ambito della vostra nicchia di mercato, la risposta a questo quesito sarà uno dei parametri per individuare l’interesse dei vostri followers alla materia che trattate, sia essa un blog settoriale o un prodotto.
Chi tra i Twitter users gode di una reattività maggiore? Ovviamente le star. Spesso succede che la gente si fornisca di un account Twitter solo per mettersi in contatto ed interagire con loro, quindi, come vedete, ancora una volta, c’è l’azione alla base di tutto, un fare qualcosa in senso interattivo, guidata da una volontà precisa. Gli “auto-followers” non fanno tutto ciò, sono solo numeri.
Ovviamente nessuno nasce nella propria nicchia di mercato o settore come una star, non resta quindi (come dicevo poso sopra a proposito dei contenuti) che munirsi di tanto impegno e costruirsi una reputazione più che buona nel proprio settore, così da attrarre le “azioni concrete” di cui ogni marketer su Twitter ha bisogno. Ovviamente gli stessi concetti si applicano se stiamo parlando del vostro nome o del vostro nuovo brand.
L’attività quotidiana di un buon marketer su Twitter comincia lontano da Twitter stesso, comincia nel proprio ufficio, sul proprio blog, i followers verranno.
Inoltre, un altro buon suggerimento è quello di interagire con le persone che noi seguiamo, non solo quelle che interagiscono con noi, ma principalmente tutte le altre. In parole povere, far vedere una presenza umana e curiosa dietro al nostro account, una presenza in qualche modo costruttiva, e non solo una fonte inesauribile di links. Piano piano anche le persone che non vi seguivano si dimostreranno più interessate a ciò che giornalmente producete su Twitter, sempre se lo riterranno valido e costruttivo, e la reattività dei vostri followers aumenterà di conseguenza.
Cosa può fare di più per voi un buon gruppo di followers su Twitter, un gruppo interessato, reattivo e motivato? Semplice: aggiungere popolarità al vostro nome, brand, sito o servizio. Ogni persona possiede dei contatti, una cerchia di amici, una cerchia di lettori o utenti, quindi un feedback motivato della vostra attività presso la propria cerchia stretta di contatti porterà più visibilità al vostro lavoro, più credibilità al vostro nome, una crescita alla vostra azienda.
Come possibile obiettivo, potete dirigervi su due tipologie principali di Twitter users:
1) Le persone che hanno il potere di aiutare il tuo business e crescere.
2) L’utente medio che potrebbe divenire un potenziale cliente
Il tutto dipende da quale obiettivo si intende ottenere dalla propria presenza su Twitter, dipende inoltre dalle aspettative relative al tempo. E’ molto importante infatti avere pazienza, non cercare immediate conversioni dei click in vendite o feedback positivi, ma costruire la propria immagine poco alla volta dando ancor prima di ricevere.
E’ da preferire la strategia di fare network con delle personalità influenti già affermate, a fare networking veramente non solo seguirli sperando in una sorta di reciprocità, che, se ingaggiati dai vostri prodotti/contenuti/servizi li promuoveranno al difuori di Twitter, perché possono contare su un’audience già consolidata e su una piattaforma già lanciata.
Perché sto dicendo questo? Perché il vero influenzatore, il vero marketer, per diventare tale non ha provveduto ad attrarre a se followers di tutti i tipi, ma ha costruito la sua reputazione un passo alla volta potendo in fine contare su un pubblico motivato ed attento, ha seguito una strategia non basata sui grandi numeri, ma sul target, la nicchia.
Nello specifico chi è meglio avere “dalla propria parte” su Twitter?
Bloggers, webmasters, editori, giornalisti e titolari di aziende sono un buon punto di partenza, persone che hanno siti internet o comunque l’opportuintà di comunicare ulteriormente se ben motivati, se ispirati da un buon contenuto, prodotto o servizio.
E comunque che siano nel vostro stesso campo o si occupino di questo relativamente a media mainstream o 2.0.
Ma non bisogna dimenticare di interagire con la loro “Twitter experience”, di “comportarsi bene” con loro. Stabilire una relazione (ovviamente professionale o intellettuale) porterà il concetto di reciprocità a vostro favore: parteciperanno alla vostra experience, vi supporteranno, condivideranno i vostri contenuti se ritenuti validi. Avranno una base tangibile, effettiva e stimolante che innescherà in loro la stima necessaria e vi renderanno un gran servizio.
In pochi punti tutto si riassume in questo:
1) Followers, anche pochi, ma buoni.
2) Costruite la vostra immagine poco alla volta, pensate alla qualità (Content is king)
3) Non abbiate fretta, se valete, i risultati arriveranno
Se pensi possa essere utile, segui il mio blog su Twitter
Twitter Marketing - Using Twitter to Promote Your Business from Greg Gaskill on Vimeo.
Image Credit: Erica Marshall
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Due reporter di Current Tv ancora detenute in Corea del Nord
Current Tv finora è rimasto in un assordante silenzio riguardo la vicenda dell’arresto delle due reporter, la cinese-americana Laura Ling e la coreano-americana Euna Lee, le quali sono state arrestate dai militari della Corea del Nord all’inizio del mese, dopo che le stesse avevano attraversato la frontiera che separa la Cina dalla Corea del Nord.
Le due reporter erano lì con un obiettivo, quello di raccontare il dramma dei rifugiati che giornalmente cercano di sfuggire dalla povertà.
Gli unici resoconti riguardo all’arresto sono emersi solo la settimana scorsa, quando il New York Times ha segnalato la detenzione.
Nei giorni scorsi, la Reuters ha riferito che le due prigioniere sono state trasferite nella capitale Pyongyang, dove sono proseguiti gli interrogatori.
L’agenzia cita una fonte interna al giornale coreano JoongAng Ilbo, la quale riferisce che:
” Una fonte della Corea del Sud ha detto che dopo la cattura, i funzionari di intelligence degli Stati Uniti hanno formalmente chiesto alla Corea del Sud la cooperazione nella raccolta di dati delle due reporter di Current Tv.
Gli Stati Uniti hanno cercato il modo di non negoziare direttamente il rilascio con la Corea del Nord, almeno prima che la notizia arrivasse in mano ai media.
Finora le informazioni raccolte sono veramente poche, ed il tutto è ulteriormente complicato dal fatto che gli Stati Uniti non hanno un formale rapporto diplomatico con la Corea del Nord.”
L’articolo prosegue dicendo che le due reporter hanno attraversato il fiume Tumen, al confine tra Cina e Nord Corea, con l’intento di realizzare un vero scoop giornalistico, insieme ad un cameraman americano e ad una guida cinese, e questi ultimi due sono stati pure arrestati dalle autorità cinesi.
Le due donne potrebbero essere accusate di spionaggio, un crimine che potrebbe tradursi in un minimo di 20 anni di reclusione, ma sembra più probabile che saranno rilasciate come una sorta di gesto di buona volontà da parte della Corea del Nord, almeno secondo le fonti citate sopra.
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Aggiornamento sul gruppo Facebook che prometteva ricariche telefoniche
Proprio mentre l’ultimo post, che descriveva questa truffa bella e buona, veniva alla luce, le cose sono drasticamente cambiate al suo interno, forse la Vanna Marchi della situazione si è accorta di averla sparata veramente grossa, o forse è stata avvertita.
Sicuramente non è stato segnalato il gruppo, in quanto questo avrebbe comportato la chiusura e non la modifica. Anzi secondo me avrebbe comportato la denuncia, ma lasciamo stare, se qualcuno vorrà provvederà, i tempi di prescrizione sono abbastanza ampi…
Qui sopra potete vedere come si presentano ora gli elementi fondamentali del gruppo, ed anche ora, non c’è la possibilità di lasciare commenti di sorta, sconcertante.. Crede di farla franca con così poco?
Ricordate di stare sempre alla larga da questo genere di gruppi, che sembrano essere la nuova frontiera dello spam!
–> Non sai di che si tratta? Non conoscevi questo gruppo? Ne parlo in QUESTO POST
ULTERIORE AGGIORNAMENTO: La creatrice del gruppo, Martha Zucconi Rossi, se cercata nella ricerca di Facebook, non può essere più trovata, sparita.. ma si può comunque vedere parte del suo profilo grazie alla copia cache di Google, almeno per un altro pò di tempo, clicca qui.
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Ricariche telefoniche tramite Facebook, non è una bufala, è una truffa bella e buona!
Negli ultimi tempi se ne sono viste di tutti i colori su Facebook, gruppi più o meno folkloristici che promettevano le statistiche dei visitatori del proprio profilo (ne ho parlato anche qui), altri che promettevano di sapere chi e per quanto tempo guarda il tuo profilo e le tue foto.. Insomma, i numeri più svariati: per far leva sulla curiosità della gente, ma con lo scopo più o meno fraudolento di mettere su una vastissima mailing list sul social network.
Il nesso di tutto è “invita tot amici e vedrai che qualcosa di miracoloso avverrà”. Ma oggi, dopo aver ignorato l’ennesimo invito a gruppi famigerati come quelli sopracitati, ricevo un invito ad un gruppo che l’ha veramente sparata grossa, infatti si chiama
SCOPRI COME RICARICARTI IL CELLULARE GRATIS CON FACEBOOK (min. 15 amici)
La solita megabufala.. Ma non solo, qui si propone un corrispettivo in denaro a fronte della tua prestazione, quindi nel momento in cui ovviamente quanto promesso non si verificherà, ci potrebbero essere gli estremi per il reato di truffa, se non anche altre fattispecie di reato.
Le argomentazioni più sospette sono due, e sono, oltre che irrealizzabili e menzognere, contenute nella descrizione del gruppo, eccole:
1) Visto il deflusso di utenza di facebook verificatosi nelle ultime settimane, facebook ha deciso, per richiamare iscritti, di attivare questa promozione per 90 giorni!
2) COME FUNZIONA? Molto semplice.
Invita i tuoi contatti. Assicurati che aderiscano 15 persone e ti si aprirà una finestra nella home page in cui inserire il tuo numero di cellulare e Facebook accrediterà sul tuo telefonino10 euro.
Siamo sicuri di questo deflusso di utenza? io non direi proprio!! Anzi!! I numeri parlano chiaro, il numero di iscritti dall’ Italia cresce sempre di più !!
Ma soprattutto.. ADDIRITTURA QUESTO GRUPPO HA IL POTERE DI INTERAGIRE CON LA HOMEPAGE DI FACEBOOK, A LIVELLO DI CODICE HTML, PHP O CHE DIR SI VOGLIA?
E’ DIRETTAMENTE FACEBOOK CHE ACCREDITEREBBE QUESTE RICARICHE? ANCORA UNA VOLTA, MI RITROVO A RIPETERE UNA COSA ELEMENTARE DEL CORPORATE BLOGGING, MA CHE MOLTI IGNORANO.. UNA COSA DEL GENERE SAREBBE STATA PUBBLICATA SUL BLOG UFFICIALE DI FACEBOOK, E NON SAREBBE STATO CREATO UN GRUPPO DA UN’UTENTE QUALSIASI, che nella fattispecie si chiama Martha Zucconi Rossi, che non si degna neanche di metterci (ovviamente) la faccia, poichè nel profilo come foto ha un gatto, bella trovata!
In più, la Martha, ammesso che sia il suo nome vero, non ha neanche abilitato la bacheca dei commenti all’interno del gruppo, una bella trovata per non incappare nelle lamentele, o peggio, delle migliaia di utenti delusi da questa ricarica mai arrivata!!
Per non parlare poi del danno all’immagine di Facebook, in quanto a sentire la Martha, è lo proprio il social network ad effettuare la ricarica.
Non vorrei essere nei panni della Zucconi Rossi se Facebook decidesse di costituirsi parte civile, se fosse intentato un processo nei suoi confronti.
In ultima analisi, vi suggerisco di girare a largo da questi gruppi, specialmente se vengono promesse prestazioni in denaro, ripeto, senza timore di essere smentito, è una truffa!!
Forse i soggetti che mettono su questi circhi delle pulci si sentono protetti dal fatto che Facebook non permette di vedere gruppi e profili se non si è iscritti.. o forse pensano che siamo tutti boccaloni..
Sarebbe interessante chiedere !
Di seguito riporto per intero la descrizione del gruppo:
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Visto il deflusso di utenza di facebook verificatosi nelle ultime settimane, facebook ha deciso, per richiamare iscritti, di attivare questa promozione per 90 giorni!
COME FUNZIONA? Molto semplice.
Invita i tuoi contatti. Assicurati che aderiscano 15 persone e ti si aprirà una finestra nella home page in cui inserire il tuo numero di cellulare e Facebook accrediterà sul tuo telefonino10 euro.
—–>> Ricordati di mettere 0039 davanti al tuo numero se no la ricarica non verrà effettuata!!
Puoi ripetere l’operazione tutte le volte che vuoi, ma ogni volta devi assicurarti che 15 persone si iscrivano entro 48 ore dall’inivio degli inviti! Se riesci a fare iscrivere 25 persone in 72 ore avrai 20 euro di ricarica!
Hai capito???? Approfittane!!! L’offerta dura solo per 3 mesi, vale a dire fino al giorno 10 GIUGNO 2009. Spargi la voce!!
Ricapitolando:
1) Invita piu amici che puoi!
2) Assicurati che 15 persone entrino a far parte del gruppo entro 48 ore dall’invio degli inviti
3) Ti apparirà una finestra di facebook in cui dovrai selezionare il tuo operatore telefonico, quindi inserire il tuo numero preceduto da 0039 (prefisso per l’Italia) e ti verrano accreditati 10 € sul cellulare!!!
APPROFITTANE SUBITO!
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STATENE ALLA LARGA !!
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Guadagnare su Second Life, qualche suggerimento
Quanti tra gli tuenti registrati su Second Life, i residenti, si sono loggati nella speranza di tirare su qualche soldo virtuale da convertire in dollari veri, ma dopo un estenuante ricerca hanno lasciato il loro avatar a fare le ragnatele? Bhè secondo me tanti… proprio tanti. Quelli che invece il modo l’hanno trovato, ballano, prendono il sole e stanno seduti, qualcuno lavora anche!
Eh si, qualcuno ha la “nobiltà d’animo” di lavorare per guadagnare. Altri invece hanno trovato degli hotspots dove la semplice presenza paga, il cosiddetto camping, o poco di più.
Tempo fa “La Repubblica” pubblicava questo articolo:
Inchiesta di Business Week sui paperoni del mondo virtuale
Abbigliamento, consulenze e edilizia i settori più remunerativi
Diventare ricchi con Second Life, i milionari si sono quadruplicati
di Daniele Semeraro
ROMA - Per molti è solo un gioco, una seconda vita parallela e virtuale con cui passare qualche ora di tempo libero. Per altri, invece, è diventato un vero e proprio lavoro, molto più remunerativo di quello reale. Stiamo parlando di Second Life, il mondo virtuale che conta quasi sei milioni di utenti iscritti e due milioni che “giocano” regolarmente. Ebbene, secondo un’inchiesta di Business Week si sono quadruplicati i residenti che, grazie all’inventiva e a un irrilevante investimento economico iniziale, sono arrivati a guadagnare più di cinquemila dollari americani (reali) al mese, lasciando, nella maggior parte dei casi, il lavoro reale.
L’economia virtuale. Il funzionamento del gioco è molto semplice: ci si iscrive gratuitamente, si scarica un software (per Windows o Mac e in versione alpha anche per Linux) con cui collegarsi al mondo virtuale, si sceglie un nome e un cognome, si crea il proprio avatar (cioè la rappresentazione grafica) e si può iniziare a girare per questa terra costituita da enormi isole e piena di negozi, ristoranti, attività commerciali, aree per adulti. Il mondo di Second Life ha un’economia integrata, “studiata - spiegano gli ideatori - per premiare il rischio e l’innovazione”. La moneta di scambio è il Linden Dollar ed esiste un vero e proprio sistema di cambiavalute: per un dollaro americano si ottengono circa 300 Linden Dollars. In una giornata tipo vengono scambiati circa due milioni di dollari statunitensi.
Tipi di lavoro. Trovare un lavoro veramente remunerativo in Second Life all’inizio può sembrare un’operazione alquanto complessa. Quando si comincia, infatti, i (pochi) soldi si guadagnano solamente scommettendo nei casino oppure ballando nei locali o, al limite, prostituendosi. Poi, piano piano e soprattutto con le amicizie giuste, ci si può imbattere in lavori più remunerativi come hostess, commessi, organizzatori di eventi o baristi per circa 10 dollari l’ora. Per sfondare, però, c’è bisogno di ben altro: la maggior parte dei paperoni di Second Life, infatti, è costituita da persone che hanno creato un’attività in proprio come stilisti e creatori di vestiti, costruttori di oggetti, consulenti, venditori di appezzamenti di terra.
I “paperoni”. Il primo milionario della storia di Second Life è una donna, Anshe Chung (nome virtuale Ailin Graef), conosciuta da tutti come il Rockfeller di Second Life: con un investimento iniziale di soli 9,95 dollari ha acquistato oltre 400 lotti di terra rivendendoli tra i 1.200 e i 1.600 dollari (reali) l’uno. Al secondo posto troviamo Philip Rosedale (in Second Life, Philip Linden), uno dei creatori del gioco, che all’inizio è stato la controparte di Ailin Graef, con cui negoziava la vendita di grandi appezzamenti di terra. Ha guadagnato, insieme alla sua compagnia, oltre 19 milioni di dollari.
Non solo venditori e compratori di terra, però. Reuben Steiger, nome in codice Reuben Millionsofus, ha addirittura lanciato una propria azienda virtuale, la Millionsofus. Il suo lavoro è quello di consulente di marketing per grossi clienti. Ogni giorno qualche importante azienda o qualche politico apre un proprio quartier generale in Second Life, per farsi pubblicità. Ebbene, aiutare le aziende a interfacciarsi con questo nuovo mondo sembra essere il lavoro in assoluto più remunerativo: Steiger ha stretto accordi con nomi di primissimo piano come Microsoft, Toyota, Coca-Cola e Warner Bros, per fare alcuni esempi. Solo nel 2007 prevede di guadagnare sei milioni di dollari. Sulla stessa scia anche Sibley Verbeck (nickname Sibley Hartor), fondatore della Electric Sheep Co. che dà lavoro a 55 dipendenti: oltre alla consulenza, la sua azienda disegna anche palazzi e avatar per grandi società come Aol-Time Warner, Reuters, Cbs, Sony. Per ogni lavoro la fattura si aggira intorno ai 15mila dollari. Stessa cosa per Alyssa LaRoche (Aimee Weber) che ha iniziato disegnando vestiti e organizzando feste. Con la sua azienda, Aimee Weber Studio, ha creato una marca di abbigliamento, Preen, e viene pagata dalle aziende dai 30mila ai 100mila dollari.
Non poteva mancare, lo dicevamo, il settore del divertimento per adulti. Qui troviamo Kevin Alderman (conosciuto in rete col nome di Stroker Serpentine), che ha avuto l’idea, alcuni anni fa, di ricostruire nel mondo virtuale il quartiere a luci rosse di Amsterdam. Ebbene, con un’astuta mossa l’ha rivenduto su eBay per 50mila dollari (non virtuali!).
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Ma quali sono questi hotspots?? Eccoli!
- Il camping vero e proprio: Premi il button “Search” nella barra in basso e scrivi Camping e seleziona La Cittadella, una volta lì tramite Teleport non ti resta che cercare qualche sedia da campeggio libera e sedersi. Nella Cittadella c’è il Big Camp e il Super Camp, con guadagni che arrivano fino ai 50 Linden Dollars. Per attivare il servizio dobbiamo iscriverci al gruppo di riferimento. Da “Search” clicca sul tab Groups, trova La Cittadella e scegli Join. Bisogna mettersi in fila: quando sarà il tuo turno, clicca sulla sedia con il tasto destro e seleziona Sit Here. La riscossione avviene al momento di alzarsi.
- Fare i soldi passeggiando: Nella Map scrivi Xenosaur (Cinque Terre) e immetti le coordinate 143,88,42, il Teleport ti lascierà vicino ad un totem giallo. Clicca sulla scatola (Touch) per unirti al gruppo. Clicca sul totem per cominciare a guadagnare, e per sapere quanto clicca su Info. Al logout dal totem avrai i tuoi soldi.
- Fare soldi ballando: In Map scrivi Dejavu 237,72,22 (mature). Appena arrivato sul posto scegli una pedana colorata libera e con il tasto destro seleziona Dance e il tuo avatar comincerà a ballare. Per fermarlo clicca tasto destro e seleziona Stan Up.
- L’albero della cuccagna: Vai in Ilha Bahia 104,144,22 e cerca bene tra i rami, ogni frutto equivale ad una certa quantità di Linden Dollars.
Una lista completa di questi alberelli è disponibile su Garmish 66,197,122 (mature)
- Lavorare davvero vendendo spaghetti: Vai in Underworld Italian Mafia City 116,128,29 (mature). Apparirà un chioschetto di cucina cinese, se è libero clicca con il tasto destro e seleziona Work
- Money Island (57, 63, 24) Una intera isola per guadagnare ballando, stando seduti (circa 5 L$ ogni 10 minuti) o compilando sondaggi (più remunerativo, ma vengono richiesti dati personali).
- Carduccis Mansion (58, 37, 102) Qui sembrano un pò più taccagni. Per una ora seduti di fronte alle slot (senza giocare) pagano 12 L$
- TOnline Beach (110, 56, 21) Qui puoi prendere il sole guadagnando 2 L$ ogni 10 minuti
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Craigslist favorisce la prostituzione?
Catherine è una prostituta trentacinquenne che vive e lavora a San Francisco e si basa sul famoso sito di annunci per evitare, o comunque ridurre al minimo i problemi legati alla violenza ed i rischi che sono all’ordine del giorno nella sua professione.
“Craigslist è importante per aiutarci a evitare la violenza”, dice la donna, che è anche di origine europea, e continua, “Craigslist è un modo per filtrare le persone, e permetterci di evitare quelle che possono recare problemi, e con Craigslist non vi è alcuna necessità di sfruttatori. ”
E come molte donne nella sua posizione affermano, anche lei è sicura nel dire “Craigslist è di vitale importanza! ”
E questo è il motivo per cui lo sceriffo della Contea di Cook, Chicago, Tom Dart, anche in un’intervista rilasciata a Cnet News, accusa il popolare servizio web di essere una delle maggiori fonti di clientela per la prostituzione in tutti gli Stati Uniti.
In più, sempre nella stessa intervista, Dart rivela che spesso, nei servizi a sfondo sessuale offerti dagli inserzionisti di Craigslist, sono coinvolti minorenni nonchè persone costrette a prostituirsi contro la propria volontà.
Nella denuncia presentata dall’ufficio di Dart, Craigslist viene presentato come un potente strumento di marketing per sfruttatori e prostitute che rende molto più facile per i criminali sfuggire alla polizia.
Ma il lavoro di Dart si è concentrato non su quelle persone che hanno scelto la prostituzione come fonte di reddito a livello individuale, e quindi conscio, ma a quel settore sfruttato dalla criminalità organizzata come fonte di reddito e al coinvolgimento di minori. Per quanto riguarda i minori, ha rivelato lo stesso sceriffo, che gli annunci a tal riguardo recitavano più o meno così: ” Vuoi una ragazza giovane? Abbiamo una ragazza giovane, tutto quello che devi fare è pagare un pò di più..”
In generale possiamo affermare che questa è una storia che sottolinea come una delle tecnologie più moderne del mondo è diventato una parte vitale di una delle professioni più antiche del mondo.
Ma con l’avvento di Internet come un importante mezzo di comunicazione, il web 2.0, era solo una questione di tempo ma prima o poi il sesso a pagamento avrebbe fatto la sua irruzione in siti intenet come Craigslist. E a tal riguardo ci si chiede già da tempo come mai questo tipo di annunci vengono tollerati all’interno di un sito importante come quello.
La stessa cosa che mi chiedo io ogni volta che apro le pagine locali di un noto quotidiano nazionale che ha addirittura 2 pagine dedicate ad annunci di questo genere (non scrivo il nome della testata per non incorrere in guai vari, ma non è difficile individuare di che testata di tratta, è l’unica ad avere rilevanza nazionale e ad avere pagine di questo tipo.. )
Un portavoce di Craiglists ha annunciato nei giorni scorsi che le attività criminali rilevabil tra gli annunci sono ben poca cosa rispetto a quelle legali, ma anche questo tipo di dichiarazione sembra ben poca cosa per giustificare la presenza di tali annunci.
Catherine, nel rilasciare l’intervista a Cnet News, ha chiesto di rimanere aninima, e di essere identificata tramite questo nome di fantasia in omaggio a Catherine Deneuve, in particolare nel suo ruolo di prostituta nel film Belle de Jour.
Ha insistito sul fatto che tramite Craigslist può comunicare con i clienti, e può evitare di incorrere in un tipo di clientela violenta e pericolosa, ed ha aggiunto che se il servizio dovesse in qualche modo impedire questo tipo di annunci, molte prositute tornerebbero a frequentare i marciapiedi invece di ricevere i propri clienti nelle abitazioni.
Il risvolto della maedaglia è che Craigslists è stato più volte utile alle attività investigative della polizia, che tramite finti annunci, attrae a sè criminali di ogni sorta.
Un esempio su tutti: in un articolo del 2007 il New York Times ha riferito che un annuncio su Craigslist postato dalla polizia di Seattle ha portato all’arresto di addirittura 71 persone tra cui un agente di banca, un operaio edile ed un chirurgo.
Quindi in rete il dibattito è ancora in pieno svolgimento, Craigslist annuncia l’introduzione imminente di nuove misure volte a scoraggiare l’utilizzo criminoso della sezione annunci erotici. Vedremo come Craig risolverà questa spinosa questione.
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Guida a Flickr per artisti, illustratori e designers
L’autrice della guida, Natasha Wescoat è un’ artista e illustratrice con la passione per le community e i social media.
Autrice del blog Natasha’s Art Candy, il suo sito ufficiale è all’indirizzo http://www.natashawescoat.com/
L’articolo originale si trova (in inglese) su Mashable.com
Flickr non è solo un luogo dove condividere le foto dei tuoi bambini con i nonni, ma è anche un incredibile strumento per i professionisti della creatività. La sua interfaccia user-friendly e l’eccellente velocità di caricamento rendono Flickr un interessante ed efficace strumento per uso professionale.
Se sei un artista, fotografo o un designer, è possibile utilizzare Flickr in una varietà di modi per presentare e promuovere il vostro tuo lavoro, così come connettersi con colleghi, partner commerciali, potenziali clienti, e le imprese. Le possibilità sono infinite. E non ti devi neanche preoccupare di passare ore ad uploadare ed organizzare le tue opere: Flickr ti faciliterà il tutto e tu potrai prendere parte al corso di danza del ventre, taekwondo, balletto o rumba a cui hai sempre sognato di iscriverti.
Ecco 4 modi per usare Flickr per promuovere il vostro lavoro:
1) USA LE COLLEZIONI O I SET PER IL TUO PORTFOLIO
L’organization tool di Flickr ti permette di modificare ogni lotto di foto e organizzarle in set o collezioni.
Puoi inoltre stabilire le regole della privacy per ogni collezione a tuo piacimento. C’è la possibilità di offrire la possibilità di vedere le collezioni private a tua discrezione, il che è particolarmente indicato per designers e artisti che lavorano su commissione e necessitano di una certa discrezione.
I set possono essere organizzati in maniera intelligente, come ha fatto la fotografa Linda Plaisted, che ha separato i suoi lavori in Persone, Luoghi e Oggetti.
2) USA FLICKR IN COLLABORAZION CON BLURB PER CREARE LIBRI D’ARTE
Alcuni creativi, come il talentuoso Tommy Oshima utilizzano Flickr e Blurb in collaborazione per produrre libri professionali e di alta qualità delle foto che hanno uploadato su Flickr.
Questo servizio rende veramente facile offrire ai tuoi visitatori e ai tuoi contatti professionali un libro dal design molto ben fatto.
3) USA FLICKR PER CREARE BRAND AWARENESS
Caricare delle immagini e permettere ad altri di condividerle e riutilizzarle contribuisce ad espandere le possibilità della tua esposizione.
Ma insisti sul fatto di chiedere il permesso per il riutilizzo e di attribuirti i crediti dell’opera.
L’ illustratrice Juliana Pedemonte offre le sue immagini per i bloggers, con possibilità di download, ma proteggendo i suoi diritti d’autore.
Su Flickr, puoi consentire il download delle tue opere nelle impostazioni.
4) CONDIVIDI I TUOI EVENTI (e il tuo mondo)
Puoi condividere le foto della tua ultima mostra, del tuo progetto di design o la tua ultima foto session con i tuoi amici attraverso Flickr.
Offri ai tuoi visitatori un tour virtuale del tuo studio attravero Flickr Video, lasciali entrare nel tuo mondo per avere una visione concreta del tuo lavoro e per conoscerti come creatore.
3 Cose da ricordare
1) Munisciti di un account Pro.
Con un account gratuito sei limitato a 200 foto, e non avrai tutti gli altri privilegi di un account Pro. E c’è da dire che il costo non è così elevato, 24.95 dollari l’anno.
2) Nomina e tagga le foto in maniera appropriata.
Un tag appropriato aiuta gli utenti nel cercare le immagini su Flickr o su motori di ricerca come Google.
Utilizzo di parole chiave efficaci, tag, descrizioni può aiutare ad indirizzare gli utenti verso il tuo lavoro e migliorare la probabilità di nuove opportunità.
3) Unisciti ai gruppi (che riflettono i tuoi interessi professionali)
Non si può tralasciare l’importanza della creazione di reti. Unirsi a gruppi e partecipare alle conversazioni apre tutti i tipi di nuove opportunità nel nostro business e ci dà la possibilità di migliorare le nostre competenze.Il networking è una componente fondamentale per il successo aziendale. I gruppi su Flickr come Design Is Love sono là fuori allo scopo di riunire graphic designer e illustratori per collaborare e condividere.
I gruppi su Flickr possono essere trovati per numero di iscritti, per rilevanza, per le recenti attività o per data di fondazione. Molti gruppi offrono liste di tecniche e pratiche per diventare un creativo professionale e migliore.
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