Giusto pochi giorni fa ho scritto dell’ultima campagna di Coca-Cola in vista delle prossime Olimpiadi di Londra, oggi invece mi ritrovo a scrivere dello stesso brand ma per una storia completamente diversa, maturata non nell’ambiente creativo della pubblicità o del marketing, ma nel gelido ufficio legale del brand.

CocaColla.it chiude, per una lettera inviata dalla multinazionale.

Qui il comunicato stampa dei ragazzi di CocaColla:

CocaColla.it è un blog che dal 2010 si occupa di arte, design, advertising, lifestyle e trend della rete, dedicato a chi ama l’arte contemporanea in ogni sua espressione.
Il nostro blog in questi due anni ha avuto talmente successo che è diventato uno dei punti di riferimento per il design e per la street-art. Grazie al quotidiano impegno e alla costante dedizione del nostro team, CocaColla è entrato nelle chart italiane di settore, toccando gli 1,5 MILIONI di visitatori unici nel primo anno di vita.
Contiamo più di 7000 liker su Facebook e 1000 follower su Twitter. I nostri articoli sono stati letti in 202 paesi sparsi per il mondo.

CocaColla è diventato talmente famoso che anche la Coca-Cola Company si è accorta di noi e un paio di settimane fa, per mano del loro ufficio legale, ci ha fatto recapitare due lettere di diffida, chiedendoci di ritirare le pratiche avviate per la registrazione del marchio e la cessione nei loro confronti del “nome a dominio” www.cocacolla.it. Non sono da ritenersi esenti i nostri profili social.
Pena citazione a giudizio.

La motivazione è la seguente: … che la registrazione e l’utilizzo da parte sua del nome a dominio www.cocacolla.it determina l’insorgere di un grave rischio di confusione per i consumatori che possono essere indotti a ritenere che il segno COCACOLLA ed il nome a dominio www.cocacolla.it siano volti a contraddistinguere prodotti/servizi distribuiti, organizzati o sponsorizzati dalla nostra
cliente o che comunque l’uso del segno COCACOLLA da parte sua sia stato autorizzato dalla nostra assistita in base ad accordi o altri legami contrattuali o societari, il che non corrisponde al vero. L’uso del segno COCACOLLA e del nome a dominio www.cocacolla.it da parte sua costituisce inoltre contraffazione dei celebri marchi costituiti dalla dicitura Coca-Cola della nostra assistita.
In poche parole ci chiedono di chiudere, cedere il dominio e di sospendere la pratica di registrazione del marchio. Ed in soli 15 giorni.

L’idea di chiamare il blog CocaColla nasce da uno dei nostri primissimi brainstorming, quando pensammo di mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell’artistica di base e della street-art, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell’industrializzazione e della pubblicità.
Per noi in questo nome c’era tutto quello che volevamo comunicare: tutte le nostre passioni, tutti gli argomenti che di lì a poco sarebbero diventati i temi del nostro lavoro quotidiano di ricerca e produzione di contenuti. Un nome facile da ricordare e irriverente che fa il verso proprio al soft drink più famoso al mondo.

Immaginavamo che prima o poi qualcosa sarebbe potuto accadere, quindi non appena abbiamo ricevuto le lettere abbiamo contattato uno specialista in diritto industriale e in proprietà intellettuale.
Analizzato il caso ci ha convinto che fosse meglio mollare tutto, perché andare avanti in un’azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche.
Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo mai potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale del genere.

Ormai con certezza, dobbiamo comunicarvi che il 5 Marzo 2012 chiuderemo il dominio www.cocacolla.it e tutti i profili social ad esso collegati.
Inutile sottolineare la nostra amarezza, figlia dall’ennesima situazione nella quale Davide soccombe inevitabilmente contro Golia.

CocaColla.it chiude, per una lettera

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