Craigslist

Craigslist, il più famoso sito al mondo di annunci, recentemente aveva sollevato un bel pò di critiche visto che la sua parabola ascendente è da sempre stata accompagnata da una miriade di disservizi e di annunci al limite, ed oltre, della legalità. Tra le invettive più quotate contro questo sito c’è quella di favorire la prostituzione, poichè tra annunci di servizi normali si annidano centinaia di ads di prostitute o simili.

Ma a quanto pare, la reazione di Craigslist, tardiva e forse inefficace, c’è stata, infatti i rappresentanti del sito hanno adito la corte federale della California nei confronti di tutte quelle imprese che offrono sul mercato dei tools che permettono il posting automatico di annunci su Craigslist ma anche su una moltitudine di altri siti simili.

In particolare Craigslist ha preso di mira la compagnia Red Trumpet, i creatori del sito Craigsup, il marketer Eddie Temple, più un gruppo di altre persone, di cui solo alcuni nomi son stati resi noti. Nel dettaglio i legali di Craigslist accusano i convenuti di aver infranto il copyright dei marchi registrati del sito, di aver infranto il Digital Millennium Copyright Act ed il Computer Fraud and Abuse Act, oltre ad altre accuse.

In tutto ciò, Eric Goldman direttore del High Tech Law Institute presso la Santa Clara University School of Law, sulla rubrica Bits del New York Times, analizza in maniera molto interessante la causa dal punto di vista giuridico, affermando che se il verdetto sarà favorevole a Craigslist, esso costituirà un precedente di legge abbastanza scomodo, che potrebbe essere usato facilmente contro lo stesso Craigslist in un immediato futuro.

Craigslist, un giro di vite contro lo spam

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