Web2.0 e Web 3.0

Finalmente si incomincia a parlare di come i grandi dovranno imparare a fare i piccoli! Le imprese guardano in maniera sempre più entusiastica alla Y Gen, la Generazione Y, anche definita come Millennials (generazione che abbraccia i nati dal 1983 al 1997, ma c’è chi tende a spostare la data di origine al 1980) i figli dei Baby Boomers, quelli definiti come Generazione X, che hanno lasciato il posto a questo esercito di cyber addicted che si muovono con agilità e senza problemi tra i social media attualmente in voga sul web.

Lo sviluppo di questa generazione e il rapido espandersi dei social media stanno modificando il modo in cui l’impresa fa affari, e si stanno (finalmente) sviluppando figure professionali ad hoc che si affiancheranno ai SEO e ai web designers con il compito di spiegare ed illustrare il modo di fare business attraverso il web2.0.
Recentemente il Business Week ha aggiornato uno studio prodotto nel 2005 intitolato “Beyond Blogs” (trad. oltre i blog) aggiungendo che oggi il titolo sarebbe “I social media cambieranno il tuo modo di fare business”. I trends sono davanti agli occhi di tutti, e i social media stanno coinvolgendo sempre più persone sia professionalmente sia per semplice piacere.

L’unico “problema” che sta facendo tentennare le imprese è la mancanza di controllo dall’alto, caratteristica fondamentale del web2.0, ma già ora, mentre questo post sta vedendo la luce, i Millennials stanno entrando a far parte della forza lavoro e le attività di Media Consulting sociale ha ricevuto una spinta verso l’alto e stanno uscendo anche libri che trattano in maniera monografica questo aspetto del nuovo web.

Secondo recenti studi il 42% delle imprese sta usando le tecnologie del web2.0 come Ajax, Flash, Flex ecc.. Anche un 32% delle P.M.I. (piccole e medie imprese) stanno seguendo la stessa strada. Il “trucco” è quello di utilizzare la giusta combinazione di strumenti 2.0, come rss, desktop widgets e via dicendo.
Per quanto riguarda la pubblicità il fenomeno Netvibes è significativo: per l’utente è tutto gratuito, sono le imprese che si accalcano e non fanno passare giorno senza partorire l’ennesimo widget per la tua pagina di Netvibes. E Tariq Krim ringrazia, tanto che recentemente ha smesso le vesti esecutive di Netvibes, rimanendo in carica solo come “former” e non “executive” per dedicarsi ad un altro progetto.

In particolare l’aspetto “comunitario” del web2.0, lo share, la condivisione, sono aspetti che vengono visti dalle imprese come dei modi più semplici per raggiungere, e in qualche modo fidelizzare, i clienti e incrementare il proprio brand awareness

In ultima analisi, le imprese, ignorando lo sviluppo delle applicazioni e dei media 2.0 potranno solo perdere, anche perchè, prendendo in esame la singola impresa il messaggio potrebbe essere: “Sbrigati! La concorrenza lo ha già fatto!”

Video credits Read Write Web

interazioni web2.0 tra utenti

Il Web2.0 e l’impresa

Ti potrebbe anche interessare:

Tagged on:             
  • http://community.showfarm.com/web/showfarm/home/sfblog/000009200806261 ovviamentelucio

    E poi secondo me “millennials” è solo una definizione che si sono inventati per creare altro target per altri prodotti

  • ovviamentelucio

    Gli adolescenti nostrani? Io li chiamo “NEXTAGERS” e cioè né donna né bambina lei, né rude né mini-imprenditore lui.
    Sono semplicemente “altro” da noi più attempatelli; anche se scopro che, per solo un anno, non posso definirmi un Millennials!
    Vabbè, aspetto di collocarmi in una nuova definizione.