Una ricerca condotta da Kroll Ontrack sui servizi di data recovery evidenzia la frequenza degli incidenti IT con perdita dei dati. Nei contratti di assistenza tecnica, tuttavia, ben l’85% delle aziende non trova inclusi i servizi di recupero dati.

Secondo i risultati emersi da un recente sondaggio condotto da Kroll Ontrack – azienda leader nell’offerta di soluzioni e servizi di recupero dati, cancellazione sicura e computer forensics – sulla perdita dei dati in azienda, ben oltre la metà delle organizzazioni intervistate (55,78%) ha dichiarato di aver avuto problemi di perdita dei dati negli ultimi 12 mesi.

La ricerca, realizzata con l’obiettivo di capire meglio come le aziende percepiscono e affrontano il data recovery, ha raccolto l’opinione di IT manager, responsabili IT e degli uffici acquisti di circa 250 aziende italiane con oltre 500 dipendenti appartenenti a diversi settori – tra assicurazioni, telecomunicazioni, Pubblica Amministrazione (comprese alcune organizzazioni sanitarie), bancarie, manifatturiere e servizi.

E’ interessante notare come per quasi l’85% (84,49%) delle aziende, i servizi di recupero dati non siano inclusi nell’attuale contratto di assistenza per la gestione dell’infrastruttura hardware IT a fronte di un 84% (83,67%) degli intervistati che vorrebbe invece fossero compresi nel contratto. “Stupisce che solo il 15% delle aziende abbia i servizi di recupero dati a contratto se consideriamo che più della metà ha sperimentato una perdita di informazioni nell’ultimo anno”, afferma Paolo Salin, Country Director di Kroll Ontrack in Italia “Il dato è ancor più sorprendente se si considera che oltre l’80% degli intervistati vorrebbe avere questo servizio incluso nell’assistenza sottolineando l’importanza di essere supportati da un professionista nell’affrontare un eventuale caso di perdita di dati. Un vuoto di offerta evidente ma anche una grandissima opportunità per il canale IT che, attraverso una partnership con un operatore professionale di data recovery, può integrare i servizi di recupero dati nel proprio portafoglio servizi e nei contratti di supporto tecnico per i propri clienti.”

La ricerca ha voluto poi porre l’attenzione sui principali motivi di insoddisfazione delle aziende che si sono rivolte a presunti esperti di data recovery per risolvere il proprio problema di accesso ai dati. L’84% delle aziende insoddisfatte ha detto di non essere riuscita a recuperare i dati mentre l’8% ha lamentato tempi di recupero superiori a quelli indicati nel preventivo e per il 7% il costo si è rivelato nettamente maggiore rispetto a quello anticipato.

A fronte di una presunta ampia disponibilità di servizi di recupero dati, non si può dire corrisponda un altrettanto elevato livello di competenze e professionalità di tutti gli operatori. La selezione del fornitore sbagliato ha determinato quasi sempre l’impossibilità di recuperare i dati oltre ad incertezze sui costi e i tempi della lavorazione. Diverse aziende si sono ritrovate a dover fare i conti con un forte gap tra il preventivo ricevuto e la somma effettiva pagata. Senza considerare i casi nei quali l’intervento si è prolungato ben oltre i tempi preventivati.

“Purtroppo, sperimentiamo il problema della scarsa professionalità e dell’improvvisazione tutti i giorni, attraverso il racconto diretto di clienti e di rivenditori delusi e irritati da precedenti spiacevoli esperienze. Kroll Ontrack si è guadagnata la fiducia del mercato puntando sulla massima trasparenza sia dal punto di vista tecnico che commerciale” – afferma Salin – “Per esempio, la nostra camera bianca, l’unica professionale in Italia per il recupero dei dati, può essere visitata virtualmente attraverso i filmati disponibili sul nostro sito Internet. Dal punto di vista commerciale, la nostra procedura di recupero dati definisce subito nel dettaglio tempi e costi dell’intervento, non adotta “prezzi a partire da” e il cliente prima di ordinare il recupero dei suoi dati conosce sempre in anticipo quali saranno esattamente i file che andremo a ripristinare e la loro condizione di utilizzabilità grazie ad una prima fase di analisi del supporto definita prognosi. E’ evidente che un servizio così strutturato azzera la possibilità di qualsiasi brutta sorpresa sia per l’utente finale sia per il rivenditore che ha deciso di usufruire delle nostre soluzioni per risolvere il problema del suo cliente.”

Tra le caratteristiche considerate più importanti per la scelta del fornitore di recupero dati al primo posto c’è il costo (31%), segue il portfolio di soluzioni proposte e i livelli di servizio (28%), la prossimità geografica (19%), le certificazioni ottenute dai vendor (10,34%). Infine, la ricerca evidenzia che Internet rappresenta la fonte più utilizzata per la ricerca di un fornitore di data recovery (45%), mentre il 26% preferisce partecipare a fiere per individuare il giusto partner e, infine, il 23% utilizza in buon vecchio passaparola.

“È normale che la variabile costo, soprattutto nell’attuale situazione economica, sia considerata tra i principali aspetti da valutare. Ma ottimizzare la spesa per il recupero dati senza rinunciare ad interventi professionali è possibile. I contratti quadro di Kroll Ontrack per le medio-grandi aziende offrono le migliori condizioni economiche alle organizzazioni che desiderano mettere a budget questi interventi, risparmiando”, continua Salin, “La prossimità geografica non è un problema, gestiamo richieste di assistenza su tutto il territorio nazionale e l’ampia gamma di servizi offerti include anche il recupero dei dati da remoto tramite la tecnologia brevettata Ontrack Remote Data Recovery”.

Una curiosità. La ricerca ha voluto valutare anche la percezione delle aziende sulla tecnologia ritenuta più sicura per lo storage dei dati. Il 42% degli intervistati considera la virtualizzazione la tecnologia più affidabile, seguita dai sistemi RAID per il 39% e infine, staccato, dal cloud computing per il 19%.

“La risposta conferma la virtualizzazione come tema del momento. Tuttavia percepire la virtualizzazione come tecnologia più affidabile non significa che essa sia immune da perdita dei dati” commenta Salin “Fortunatamente, il recupero dati da virtual machine è possibile ma bisogna considerare che la virtualizzazione aggiunge un ulteriore livello di complessità. Kroll Ontrack è stata la prima azienda al mondo ad aver sviluppato tecnologie e competenze specifiche per il recupero dei dati in ambiente VMware e oggi possiamo vantare un know-how impareggiabile sui sistemi di virtualizzazione più diffusi sul mercato.”

“In qualità di leader nel settore data recovery la nostra strategia prevede lo sviluppo e il perfezionamento continuo delle tecniche e degli strumenti di recupero dati. Grazie agli oltre 25 anni di esperienza sul mercato internazionale, agli oltre 50.000 casi gestiti ogni anno e a un team di esperti siamo in grado di eseguire qualsiasi tipo di recupero per rispondere al meglio alle esigenze dei nostri clienti e dei nostri partner.”, conclude Salin.

Kroll Ontrack: il 56% delle aziende italiane ha subito una perdita dei dati negli ultimi 12 mesi

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