Tg1 su Facebook

Ormai sta diventando un caso eclatante, la misura esatta del malcontento degli italiani nei confronti dei contenuti del TG1. La pagina fan su Facebook del TG1 infatti, mal gestita e molto molto carente per quanto riguarda i contenuti, è divenuta un forum di discussione tra una moltitudine di italiani indignati.
La causa del malcontento è la scarsa qualità dei contenuti messi in onda dal TG1 quotidianamente, cosa a cui sto facendo caso anche io, perchè proprio poco tempo fa (edizione delle 20 del 12 Ottobre 2009) dopo aver riferito di notizie di cronaca, il passaggio della notizia dei Premi Nobel per l’economia ha avuto lo spazio di un breve e criptico annuncio da parte del conduttore in studio, per dare ampio spazio, con tanto di servizi approfonditi, ad un metodo di allenamento di una palestra di Roma che cerca di scimmiottare quello dei Marines e all’ennesima acquila cresciuta in cattività che fortunatamente ha imparato a volare da due umani.

Da un punto di vista più “da agenzia” c’è da chiedersi che stia dietro alla gestione della pagina su Facebook, visto che produce contenuti validi pari a zero, insiste nel postare solamente l’avviso delle edizioni online dei TG, e per di più, linkando sempre alla home del sito del TG1 e non allo streaming effettivo.

Se volete unirvi alle proteste, la pagina la trovate QUI

La pagina del TG1 su Facebook, il malcontento degli italiani

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  • http://www.technicoblog.com Giorgio

    E aggiungerei… non puoi pensare di amministrare sito e social del TG1 ed aspettarti che ci sia una community pronta a dire “ma poverini”.. “ma fate così che è meglio”…

    Se la Rai fosse un privato, motivato alla realizzazione di un obiettivo, senza lo Stato dietro e con un bilancio a cui far fare fiamme a fine anno… amici miei.. con questi presupposti sareste disoccupati!

    Probabilmente ora starai surriscaldandoti accollandomi la colpa delle mie opinioni… che naturalmente si chiamano feedback, e che sono naturalmente legati al mio pensiero, non è una colpa, o no? Ecco, questa, esattamente questa è la sottile linea rossa da varcare per comprendere i meccanismi sociali del Web 2.0 .

  • http://www.technicoblog.com Giorgio

    Quello che voglio dire io è che i feedback negativi rientrano nelle piene libertà degli utenti dei social network, come in quelle dei cittadini. Mi sembra che tu non ti aspettavi neanche lontanamente di dover avere a che fare con feedbak di questo genere, eppure ciò rientra nelle routine normali del web, specialmente nel Web 2.0 in cui l’interazione diventa vitale per le aziende.

    Francamente a questo punto mi sorge il dubbio alla radice: come mai ci siete voi, così impreparati a gestire la pagina del TG1?

    Capisco che dietro ci sono mille e mille catene di montaggio legate a leccaculismi politici, ma a quanto pare, pure voi state un bel passo avanti in fatto di raccomandazioni… stai cadendo dal pero tutto scandalizzato di fronte a feedback negativi.. eppure questi esistono fin dai tempi gloriosi del Web 1.0 e di eBay.. un pò di cultura del settore non guasterebbe..

  • Federico

    Io credo che le nostre posizioni non sono consì distanti. Come ho già detto, i contenuti editoriali del Tg1 non mi competono e pertanto non posso permettermi di giudicarli anche perchè sono chiaramente il risultato di dinamiche che sono realmente complicate da comprendere. Per il secondo punto, credo ci sia stata una incomprensione. Quando mi riferisco alla libertà degli utenti, mi riferisco solamente ai feedback negativi. Eppure sembrava di averlo scritto chiaramente. E’ altresì ovvio che la presenza della pagina su facebook sia un tentativo di avvicinare le esigenze degli utenti alla linea editoriale. Ma francamente : ” vergogna ” non mi sembra un gran tentativo di proporre una critica costruttiva. Evidentemente sono io che ho una visione del tutto distorta della realtà perchè sono un “servo”.
    Cordialità

  • http://www.technicoblog.com Giorgio

    Grazie mille della tua precisazione Federico, del resto la mia opinione, espressa nel post non cambia: i contenuti editoriali del TG1 francamente sono scadenti, e questa è un’opinione abbastanza comune.
    Dal punto di vista strettamente “di agenzia” aggiungo anche che, citando ciò che hai detto “Unico neo semmai sta nel lasciare spesso troppa libertà agli utenti” si pone in aperto conflitto con la finalità di una pagina fan su Facebook, infatti l’attività di gestione dei feedback negativi dovrebbe essere di primaria importanza per un’agenzia di comunicazione, oltre che una routine abbastanza ovvia se si amministrano i contenuti di un network come il TG1.
    Non depone certo a vostro favore lamentarsi della libertà che hanno gli utenti su Facebook, poichè la condivisione su social network dovrebbe avvicinare il brand, la redazione o qualunque altra entità economica a quello che è l’umore del proprio pubblico, in tale contesto l’ascolto e la conversazione sono i beni primari, non certo il lamentarsi della libertà degli utenti. Se non si accetta questo nel panorama del Web 2.0 allora tanto vale tornare ai siti vetrina con tanto di flash dall’infinito loading.

    A livello personale aggiungo: sentir accusare qualcuno dal TG1 di disinformazione è francamente abbastanza… divertente.

  • http://www.tg1.rai.it Federico

    Buongiorno, mi permetto di commentare questo articolo in quanto chiamato in causa direttamente in prima persona. Quella che segue è un’opinione strettamente personale e per nulla attinente alla posizione ufficiale del Tg1 in merito.
    Mi occupo della redazione internet del Tg1 e fra le altre cose anche della pagina Tg1 su facebook.
    Parto dal primo punto: Il malcontento. La mia opinione è che come si può facilmente evincere anche dalla pagina del tg5, tali pagine sono diventate parte integrante del confronto politico dove la demagogia e l’ipocrisia sono all’ordine non del giorno ma del secondo. Il fatto che vi siano perlopiù commenti negativi è facilmente spiegabile. Raramente chi è contento di un servizio esprime ammirazione mentre chi è scontento e soprattutto aizzato da un’inesistente ipotetica violazione della libertà di stampa(è una mia opinione e come tale la costituzione italiana, più volte chiamata in causa di questi tempi, mi da il secrosanto diritto di esprimere) fa presto a cercare il canale più diretto per protestare. In oltre, leggendo, si capisce chiaramente che è sempre lo stesso manipolo di 9 10 persone le quali puntualmente e con una costanza che ha del preoccupante manifestano il proprio dissenso. Quindi, se mi si permette, utilizzare in quest’ambito la frase “il malcontento di una moltitudine di italiani”, equivale a disinformare anche se dal punto di vista grammaticale corretto. (moltitudine =10/15max) O_O
    Se invece si parla della qualità dei contenuti del Tg1 in se , non mi permetto di commentare e neanche mi interessa.
    Secondo punto: La pagina Tg1 su facebook da un punto di vista” più da agenzia”.
    Chi c’è dietro: dietro vi è lo stesso gruppo di persone che opera sul sito del Tg1 e che lavorano dalla mattina alla sera anche nei giorni festivi. Un’ulteriore disinformazione in questo articolo è data dal fatto che è assolutamente falso che la pagina non ha contenuti o meglio, i contenuti sono presenti nel sito tg1.rai.it, noi ci limitiamo solamente a promuoverli e non è vero che postiamo solamente l’avviso delle edizioni, ogni giorno i servizi più interessanti vengono linkati in pagina.
    Unico neo semmai sta nel lasciare spesso troppa libertà agli utenti i quali ormai si lasciano andare a costruzioni di insulti che definire turpi sarebbe un eufemismo. Ma anche quì, nei limiti, essendo un servizio pubblico, dobbiamo lsciare la libertà al cittadino di esprimersi. Altre pagine riguardanti testate giornalistiche proprio su facebook non sono così tolleranti.
    In ultima analisi se il post recita: E’ stata resa disponibile l’edizione integrale delle 08:00 + tutti i servizi, cosa dovremmo linkare??? L’edizione integrale o i servizi uno per uno??
    A nostro avviso la soluzione ideale è linkare alla Home informando che l’aggiornamento è stato effettuato, poi sarà l’utente a scegliere cosa fruire.
    Le mie parole a differenza di altre non vogliono suscitare una polemica bensì recitano solamente dati di fatto, non millantano ipotesi di personaggi che spesso e volentieri hanno più account su facebook ed esprimono dissenso con pseudonimi differenti dando l’idea di essere tanti.
    Comunque ogni critica spero sia volta al miglioramento di un servizio, a maggior ragione se questo è pubblico. Le vostre critiche verranno poste a chi di dovere come tutte quelle che riceviamo sulla pagina, la quale ci tengo a ripetere, è puntualmente monitorata e se il direttore responsabile lo riterrà opportuno verranno apportate delle modifiche.