Flickr Homepage Screenshot

Il tutto è cominciato ad opera di Caterina Fake e suo marito Stewart Butterfield, o meglio, ad opera di uno dei loro engineer. Infatti i due coniugi dirigevano una start up di giochi on line a Vancuver, British Columbia, e proprio uno degli addetti alla programmazione di questa start up ha progettato il primo tool che poi diventerà Flickr che noi tutti conosciamo.

E nel giro di pochi anni, passando per l’acquisizione di Flickr da parte di Yahoo, il sito è diventato una delle community di foto sharing più grande del web.

Caterina Fake ha più volte dichiarato: “Se ci fossimo seduti e avessimo deciso a tavolino di dar vita ad una applicazione di foto sharing avremmo fallito, avremmo sicuramente fatto troppi passi falsi”.

Quindi, secondo la co-founder del servizio, la casualità è stata la fonte di tutti i successi di Flickr, ma io direi che più che la casualità, a dettare i ritmi esponenziali del servizio di foto-sharing è stata la competenza di chi lo ha progettato e gli ha dato il taglio che ha.
In poche parole:

– Grafica eccellente, minimale, non invasiva, chiara e semplice, così da non distogliere l’utente finale dal prodotto al centro del sito, le foto.

– Semplicità di utilizzo

– Logo e colori pienamente distinguibili

– Widgets e integrazioni con servizi di terze parti, così da creare una circolazione del brand attraverso gli utenti

– Investimenti pubblicitari mirati (non dimentichiamoci che dietro Flickr c’è una start up già avviata, non è nato in un garage come YouTube)

La start up dei “coniugi Flickr” , la Ludicorp, non ha mai rilasciato il videogame su cui stava lavorando, ma è stata acquistata da Yahoo dopo poco tempo dalla creazione di Flickr e tutto il suo staff è stato trasferito a Sunnyvale, in California.
Il traffico di Flickr è cresciuto esponenzialmente del 448% aggiudicandosi 3.4 milioni di visitatori da Dicembre 2004 allo stesso mese del 2005, secondo l’agenzia Nielsen/NetRatings.
Dopo l’acquisto da parte di Yahoo, il sito è passato da 250.000 utenti registrati a più di 2 milioni, con la bellezza di 100 milioni di foto condivise.

Perfino Chad Hurley, CEO di YouTube, è diventato un fan di Flickr, ed imputa il successo del sito alla sua funzionalità base che, “ha risolto il problema di molti utenti internet, come condividere efficacemente le foto”.
Ed è da osservare come questo è il motivo per cui è stato fondato il sito YouTube, permettere agli utenti di condividere video che altrimenti non sarebbero potuti circolare tramite mezzi più convenzionali ( ovvero 1.0 ) quali la webmail.

Le innovazioni di Flickr rispetto agli altri siti di foto-sharing possono essere riassunte in:

– Gli amici possono controllare le foto appena postate attraverso la funzionalità di ricerca ed aggiungere commenti e note.

– Uno strumento distintivo consente ai bloggers di postare le foto sia sul blog che sul proprio account Flickr

– Il sistema di tag che permette l’aggiunta di “tags” così da rendere le foto più “easily searched”

Anche se il co-founder Stewart Butterfield ama ricordare che la più grande innovazione di flickr è stata quella di riconoscere la natura sociale della fotografia.

Uno degli esecutivi di Yahoo, Bradley Horowitz, in proposito ci ricorda che Flickr è stato acquisito da Yahoo ed in seguito a ciò non è mai stato promosso nella homepage Yahoo.com, riconoscendo al passaparola un valore molto più remunerativo che non il solito modus operandi pubblicitario. Ed è stato così!
Non c’è mai stato un link sulla homepage del motore di ricerca, e Flickr ha mantenuto la sua indipendenza fino a divenire il colosso che è!

Flickr cofounders Caterina Fake Steward Butterfield

Qui sotto un esempio di video postato su YouTube, realizzato usando una colonna sonora e le foto di Flickr. Una tendenza molto in voga tra gli utenti di Flickr è quella di realizzare un video mettendo in sequenza le proprie foto, dotarlo di una colonna sonora e poi postarlo sui siti di video sharing, aumentando così le possibilità che le proprie foto abbiano la dovuta visibilità o riscuotano successo.

La storia di Flickr

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