Location Based Services – Technico Blog http://www.technicoblog.com Techno Lifestyle Blog Fri, 10 Aug 2018 12:22:08 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 È online Insurvisor, il primo social marketplace delle assicurazioni http://www.technicoblog.com/insurvisor-assicurazioni-social.htm http://www.technicoblog.com/insurvisor-assicurazioni-social.htm#respond Wed, 14 May 2014 13:49:45 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=2718 La piattaforma è concepita per offrire a clienti ed operatori uno strumento capace di gestire l’intero ciclo di vita della polizza, dalla vendita alla liquidazione del sinistro, in un panorama online dominato esclusivamente dai siti di comparazione, dove l’offerta è limitata e l’unica discriminante è il prezzo.

Il portale consente a tutte le figure del settore – non solo agenti e intermediari, ma anche promotori finanziari, avvocati, medici legali, periti, fisioterapisti e carrozzieri – di presentarsi a pubblico e professionisti, costruire una reputazione e allargare il giro d’affari.

Debutta online il primo social marketplace delle assicurazioni. Insurvisor nasce per creare relazioni solide e su misura tra operatori e clienti in una prospettiva di lunga durata, coinvolgendo tutte le parti lungo l’intero ciclo di vita della polizza, ben oltre la semplice firma o il settore auto.

La piattaforma è concepita per offrire a tutti gli operatori – non solo agenti e intermediari, ma anche promotori finanziari, avvocati, medici legali, periti, fisioterapisti, carrozzieri e altri – uno strumento capace di generare valore, in un panorama online dominato esclusivamente dai siti di comparazione, dove l’offerta è limitata, è presente quasi solo l’RC auto e l’unica discriminante è il prezzo, non certo la qualità del servizio, la varietà dell’offerta o le specifiche esigenze dei clienti.

Ho investito in questo progetto – afferma Andrea Viganotti, imprenditore, broker e ideatore di Insurvisor – perché ho avvertito la mancanza nel mercato di una piattaforma indipendente che consenta a tutti gli operatori del settore di comunicare tra loro e col pubblico nell’era digitale.
Confido che Insurvisor ridìa una speranza e una prospettiva di futuro alle tante figure dell’ecosistema assicurativo che in questi ultimi anni hanno sofferto a causa dell’evoluzione tecnologica e della crisi economica.

I siti italiani ed esteri che si occupano di assicurazioni offrono un servizio estremamente limitato. Nessun rating o feedback da parte degli utenti o pochi e in forma anonima, ai quali oltretutto non è possibile replicare. Piattaforme come Amazon, Tripadvisor o eBay dimostrano che per soddisfare le necessità di domanda e offerta non è sufficiente gareggiare al ribasso, ma è essenziale puntare a un coinvolgimento sia degli utenti che dei professionisti.

Insurvisor si pone lo stesso obiettivo introducendo le recensioni online, strumento efficacissimo per entrambe le parti e che permette di vagliare opinioni ed esperienze diverse, valutare la qualità dell’offerta grazie a feedback e rating e far emergere al contempo le reali esigenze del cliente. Il quale, a sua volta, può dialogare con la controparte in una cornice professionale e sicura.

Con un elaborato sistema di geolocalizzazione, Insurvisor aiuta il cliente a trovare i referenti più qualificati e geograficamente più vicini, mettendoli in contatto anche tramite strumenti quali smartphone e tablet, sui quali nei prossimi mesi sarà disponibile un’applicazione mobile.

Grazie a Insurvisor, chiunque stipuli una polizza ha a sua disposizione uno strumento che lo assiste con immediatezza e semplicità in tutti i passaggi del processo di selezione, acquisto e assistenza post-vendita. Si parte con la scelta dell’offerta migliore, comparando le alternative in base a rating, feedback e costi, con la possibilità di personalizzare il rapporto grazie al contatto diretto con il broker o la compagnia; opzione che contribuisce a creare un vero legame fiduciario. Le recensioni presenti sul sito aiutano a valutare con rapidità ed efficacia a chi rivolgersi per l’adempimento di ogni passaggio, burocratico e finanziario, o chi sentire in caso di riparazioni o visite mediche.

Con Insurvisor professionisti e operatori hanno a disposizione un canale eccellente per accedere alla clientela, espanderla, differenziarla e fidelizzarla. Possono inoltre avviare contatti e sinergie con altri professionisti del campo, allargando la propria offerta.

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Location Based Services: da Foursquare alla prossima killer app a SMAU Milano http://www.technicoblog.com/location-based-services-foursquare-killer-app-smau-milano.htm http://www.technicoblog.com/location-based-services-foursquare-killer-app-smau-milano.htm#comments Wed, 07 Sep 2011 09:17:10 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=1439 Ci siamo, manca poco più di un mese alla prossima edizione di SMAU Milano (19-22 Ottobre Fieramilanocity), quella più importante dell’intero Tour a cui ho partecipato come relatore.

Quest’ anno in particolare, parlerò di Location Based Services per il business, a partire da Foursquare fino alle esperienze più disparate dagli USA fino ai brand italiani che hanno deciso di investire risorse e strategie sui lbs.
Ovviamente porterò sia casi di studio internazionali che quelli prodotti finora in Ideolo, ma la vera novità riguarderà le prime indiscrezioni riguardanti un nuovo concept che sta emergendo in ambito lbs, che ridisegna i parametri di valutazione dell’attività lato utente, e che mira ad integrarsi con le attività di vendita del brand in modo a mio avviso più completo.

Il workshop è destinato a direttori marketing e dirigenti d’azienda, ma anche a chi sta decidendo se includere servizi del genere all’interno dell’offerta commerciale della propria agenzia.

Per chi è lontano da Milano sarà disponibile il video online, così come entro breve sarà disponibile quello del mio workshop di Padova.

Le iscrizioni al workshop apriranno formalmente il 30 settembre, e c’è da aspettarsi il tutto esaurito come in tuee le precedenti edizioni, quindi, mandatemi una mail per ricevere direttamente il mio invito.

La mia mail è giorgio.marandola [at] gmail.com oppure potete usare il form di contatto.

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Foursquare apre a Groupon con i daily deals http://www.technicoblog.com/foursquare-groupon-daily-deals.htm http://www.technicoblog.com/foursquare-groupon-daily-deals.htm#comments Fri, 29 Jul 2011 14:11:51 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=1350 Groupon fa il suo ingresso in Foursquare, con Groupon Now, per rafforzare l’offerta di Daily Deals di Foursquare.

Essenzialmente quando ad una venue sono associati dei deal Groupon, questi appariranno a lato della venue come nella figura.
Ovviamente nel momento del lancio dei deals giornalieri non poteva mancare il padre di tutti i servizi del genere.

I deal firmati Groupon appariranno nella sezione Explore esattamente come gli altri specials e saranno acquistabili direttamente via app.

Attualmente Groupon Now è disponibile solo in 25 città negli Stati Uniti.

Maggiori informazioni su About Foursquare.

Scopri Saving.li il nuovo sito di coupon, sconti ed offerte.

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Foursquare specials: link al prodotto e finestra temporale http://www.technicoblog.com/foursquare-specials-link-prodotto-finestra-temporale.htm http://www.technicoblog.com/foursquare-specials-link-prodotto-finestra-temporale.htm#comments Wed, 27 Jul 2011 15:09:13 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=1346

Qualche appunto sparso sull’uso degli specials su Foursquare.

Gli specials di Foursquare, ovvero la possibilità di offrire offerte e vantaggi in cambio di un check-in o di altre determinate azioni o status all’interno del geosocial del momento, un ottimo modo per favorire ed aiutare vendite e promuovere le attività in-store.

La cosa sembra fluire naturale: io offro lo special, la gente fa check-in e lo sblocca e ne trae vantaggio; eppure ci sono determinate cose da considerare tra cui il link dello special al prodotto, la promozione dell’offerta a livello visual nel punto vendita e la finestra temporale in cui è possibile usufruire del vantaggio.

Link al prodotto

E quindi all’offerta, non sembra ma al di là di brand pages e fronzoli, chi si affaccia su Foursquare cerca di supportare le vendite e non altro, per cui anche la vecchia abitudine di “contare i followers” sembra trovare un dato in grado di surclassarla, quello delle vendite.
Il link al prodotto è fondamentale poichè lo special vive del vantaggio che viene trasferito dal brand all’utente, ma ovviamente ciò che può essere fatto all’atto pratico è “vestire lo special di senso” per poter conquistare il lato emozionale oltre che pragmatico dell’utente.
Il prodotto domina la scena in Foursuqare e necessita che la strategia si conformi ad esso, alla sua commerciabilità.

Visual

Lo sticker di Foursquare non basta, è lì per promuovere l’app non certo il punto vendita o la possibilità di ottenere vantaggi.
ciò che fondamentalmente si deve fare, ed il brand deve poter essere in grado di farlo in autonomia, è di creare un’ottima comunicazione visuale della presenza di offerte e del brand stesso sulla piattaforma, dato rilevante se si pensa all’esiguo, ma in crescita, numero di utenti italiani su Foursquare.
Ricordo ancora i primi casi in Usa di utilizzo di Foursquare da parte di commercianti, le foto che accompagnavano gli articoli di Mashable e compagnia riportavano il logo e gli specials su buoni cartacei che venivano consegnati ai clienti e vetrine che riportavano loghi e figure a tema.
Il lato visual è ancor più importante quando si agisce in centri commerciali, spazi vendita multimarca e soprattutto GDO.

Finestra temporale

Altro elemento molto importante, quanto tempo ha a disposizione il pubblico per effettuare il check-in e quindi usufruire degli specials?
Dipende da ciò che si è organizzato, poichè tornando sul numero di utenti italiani, è strettamente necessario fornire una finestra temporale ampia per poter riuscire a registrare numeri considerevoli o comunque degni di nota all’interno di una promozione.
Qui la differenza tra uno special “sbloccabile” all’interno di un evento o di una serie di momenti con una finestra temporale limitata rispetto alla permanenza di un prodotto e dello special collegato in un punto vendita o distribuzione per circa 8 ore al giorno, meglio ancora se in luoghi già ampliamente frequentati da utenti Foursquare (aeroporti, grandi stazioni, centri cittadini, centri commericali).

Il lavoro da fare su Foursquare c’è e quel che conta è che coinvolge uno studio accurato del target, dei luoghi in cui si opera e della strategia che si mette in pista, ma è un lavoro ben “retribuito” perchè possiamo parlare apertamente di ROI sui social media.

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AvMap presenta Geosat Map Converter http://www.technicoblog.com/avmap-geosat-map-converter.htm http://www.technicoblog.com/avmap-geosat-map-converter.htm#respond Sun, 10 Jul 2011 15:13:56 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=1288

Geosat Map Converter va ad arricchire le funzioni del Gps Geosat 4×4 Crossover di AvMap, il navigatore portatile che può essere usato sia fuoristrada che in città.

• In modo facile e veloce da oggi è possibile inserire nel Geosat 4×4 Crossover fino ad otto mappe personalizzate relative ai luoghi che si vogliono esplorare

• Geosat 4×4 Crossover di AvMap, frutto della collaborazione con l’Istituto Geografico Militare Italiano e la Federazione Italiana Fuoristradisti, oltre ad essere il navigatore a misura di fuoristradista funge anche da piattaforma 2.0 su cui gli utenti possono caricare e condividere mappe e contenuti dei viaggi svolti

• L’italiana AvMap riconferma la propria strategia basata sul concetto di navigazione “personalizzata”, in grado di soddisfare bisogni e passioni di pubblici specifici

AvMap, multinazionale italiana presente a livello mondiale nel mercato della navigazione satellitare, annuncia la nuova applicazione Geosat Map Converter, che permette a chi naviga in fuoristrada di georeferenziare sul proprio navigatore – Geosat 4×4 Crossover – mappe personalizzate per orientarsi ovunque e in qualsiasi momento.

Geosat 4×4 Crossover, nato dalla collaborazione con l’Istituto Geografico Militare Italiano e la Federazione Italiana Fuoristradisti, continua quindi ad arricchirsi di funzioni ‘su misura’, a conferma della strategia aziendale di creare navigatori ibridi, cioè in grado di coniugare le funzioni di un navigatore tradizionale con quelle di un navigatore specializzato che risponde alle esigenze di pubblici specifici – in questo caso gli amanti della guida off road, che spesso hanno bisogno di orientarsi in zone non ancora georeferenziate.

Con questa nuova applicazione è possibile caricare e rendere georeferenziabili fino ad otto mappe raster personalizzate all’interno del proprio Geosat 4×4 Crossover.
Una volta installato Geosat Map Converter sul navigatore, sono sufficienti pochi passaggi per caricare le mappe del percorso prescelto:

• Identificare la mappa scegliendo tra due modalità:
⇒ scannerizzare la mappa cartacea e trasformarla nel formato JPEG, TIFF, BMP, PNG o GIF*;
⇒ utilizzare una mappa elettronica;

• Georeferenziare la mappa seguendo le specifiche richieste del programma scelto (Google Earth, OziExplorer ecc.);

• Convertire la mappa con Geosat Map Converter;

• Importare la mappa nel tuo navigatore Geosat 4×4 Crossover

Simone Lazzarini, AD AvMap, commenta: “Credo che Map Converter di AvMap sia un’altra importante innovazione in grado di rispondere alle necessità dei nostri clienti appassionati di off road. Il nostro obiettivo è da sempre quello di coadiuvare la nostra professionalità ed esperienza nel campo della navigazione satellitare, con la più sofisticata tecnologia”.

I vantaggi legati all’utilizzo di Geosat 4×4 Crossover di AvMap non si fermano qui: questo prodotto è infatti una piattaforma aperta e in continua evoluzione su cui gli stessi utenti possono inserire e scambiarsi contenuti e mappe relativi a viaggi e percorsi di cui hanno fatto personale esperienza. E’ possibile per esempio mettere a disposizione della community il proprio viaggio avventura in Nord Africa, o dare consigli su come affrontare al meglio la traversata del deserto del Namib.

Cartografia e innovazione fanno parte del know how di AvMap che ha deciso di investire in questa tecnologia, migliorando il software di importazione per poter così caricare mappe topografiche, mappe di parchi, mappe per trekking, mappe tematiche, mappe storiche, o di qualsiasi altro genere.

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SMAU Padova 2011 – Location Based Services e Proximity Marketing http://www.technicoblog.com/smau-padova-2011-location-based-proximity-marketing.htm http://www.technicoblog.com/smau-padova-2011-location-based-proximity-marketing.htm#comments Thu, 28 Apr 2011 09:04:49 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=1038 L’appuntamento è a Padovafiere per il 4 Maggio 2011 alle ore 15.00, dopo il successo dell’edizione romana, il workshop su Geolocation e Proximity Marketing approda a Padova, rivisto ed aggiornato.

Il Proximity Marketing sta vivendo una seconda giovinezza, dalla definizione di Wikipedia sta nascendo una rivuluzione del suo significato e del suo operare. Il Proximity Marketing agisce non da solo, ma in una strategia che comprende una gamma di strumenti sempre più ampia, fondendosi con i social media, che stanno uscendo dai computers per trovare il loro habitat naturale negli smartphone, in prossimità di luoghi ed eventi.
Di qui la necessità di ripensare strategie, strumenti ed applicazioni.
Il nuovo trend è fondato sui Location Based Services: Foursquare, Gowalla, Facebook Places e persino Google Latitude, Groupon sta avendo sempre più successo nel nostro Paese ed alcuni grossi brand italiani hanno già allocato parte del loro budget in campagne su Facebook Deals.
Nuovi scenari, che puntano ad avvicinare i social media al punto vendita, nuovi utenti pronti ad accettare la sfida muovendosi in un ecosistema digitale ma sempre più reale.

Target – Responsabili/direttori marketing d’azienda

Le iscrizioni sono quasi chiuse, ed i posti stanno andando via alla svelta, è necessario iscriversi sul portale SMAU, clicca qui.

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SMAU Business 2011: Proximity Marketing… Reloaded! A Roma http://www.technicoblog.com/smau-business-2011-proximity-marketing-reloaded-roma.htm http://www.technicoblog.com/smau-business-2011-proximity-marketing-reloaded-roma.htm#comments Fri, 11 Mar 2011 09:04:28 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=856 Dopo la tappa di Bari, SMAU apre le porte all’appuntamento di Roma, il 30 e 31 Marzo 2011.

Il 30 Marzo, alle ore 11:00 alla Nuova Fiera di Roma, area A11 Marketing Digitale & e-Commerce, A14 Retail e GDO, arena Confcommercio, si terrà un workshop organizzato da Ideolo – Proximity Marketing Agency, che si propone di allargare e ridefinire i confini del Proximity Marketing.

Proximity Marketing… Reloaded!

Abstract

Il Proximity Marketing sta vivendo una seconda giovinezza, dalla definizione di Wikipedia sta nascendo una rivuluzione del suo significato e del suo operare.

Il Proximity Marketing agisce non da solo, ma in una strategia che comprende una gamma di strumenti sempre più ampia, fondendosi con i social media, che stanno uscendo dai computers per trovare il loro habitat naturale negli smartphone, in prossimità di luoghi ed eventi.

Di …qui la necessità di ripensare strategie, strumenti ed applicazioni.

Il nuovo trend è fondato sui Location Based Services: Foursquare, Gowalla, Facebook Places e persino Google Latitude, Groupon sta avendo sempre più successo nel nostro Paese ed alcuni grossi brand italiani hanno già allocato parte del loro budget in campagne su Facebook Deals.
Nuovi scenari, che puntano ad avvicinare i social media al punto vendita, nuovi utenti pronti ad accettare la sfida muovendosi in un ecosistema digitale ma sempre più reale.

Iscrizioni

Le iscrizioni apriranno il 17 Marzo 2011 sul sito ufficiale di SMAU, nel frattempo come promemoria ti invitiamo a seguirci su Facebook, nella nostra pagina fan inoltre, verranno caricati tutti i materiali media del workshop, a benefici di chi non poterà essere presente fisicamente a Roma.

Copy and credits

L’espressione Reloaded è liberamente tratta dal titolo del libro di Andrea Boaretto “Marketing Reloaded“, tale termine infatti riassume pienamente l’intenzione dell’autore di ridefinire le strategie e l’operatività del marketing, da parte nostra lo abbiamo adottato per sottolineare la rivoluzione che sta investendo il settore Proximity Marketing.

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Nestr.com location via Facebook http://www.technicoblog.com/nestr-com-location-facebook-nestr.htm http://www.technicoblog.com/nestr-com-location-facebook-nestr.htm#comments Sat, 11 Dec 2010 00:31:55 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=581 Della serie “location based services minori” ecco qui Nestr.com un servizio che permette di geolocalizzarsi tramite Facebook.

La grafica riporta lo stesso schema di Facebook e permette tramite app il login diretto senza registrarsi minimamente (quindi niente mail in database), dopodichè basterà inserire un indirizzo o un Paese per poter essere non-localizzati.

Quanto basta per farmi indispettire è notare che ho inserito “Repubblica Italiana” da Palermo e sono stato geolocalizzato a Cento Celle a Roma.

In più c’è da chiedersi, ma con Places, che bisogno c’è di questo servizio semi-clone?

In più, che senso ha un “sito di geolocation”, perchè di questo si tratta, senza applicazione mobile?

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Anche Twitter avrà il suo Places http://www.technicoblog.com/twitter-places.htm http://www.technicoblog.com/twitter-places.htm#respond Mon, 15 Nov 2010 01:22:09 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=473 Come da copione un altro “Big” aggiunge la geolocation in maniera più compiuta al suo servizio, è la vota infatti di Twitter, che sta mettendo a punto un sistema parallelo alla geolocalizzazione a cui siamo abituati subentrato con la nuova versione del servizio di microblogging.

Tra non molto infatti verrà data a tutti la possibilità di aggiungere un luogo associato alla propria posizione geografica, che apparirà in grigio sotto i tweets emessi da quella data posizione.

Come fare ad aggiungere un luogo su Twitter

1) Attualmente Twitter consente di aggiungere una posizione geografica che viene rilevata automaticamente, ma quando la nuova feature sarà disponibile in tutti gli account, verrà richiesto, tramite un piccolo link dopo la geolocation di aggiungere un luogo fisso, per cui cliccandoci si aprirà questa finestra.

2) Se il luogo non è già presente, Twitter ve lo comunicherà e vi permetterà di aggiungerlo, come da immagine qui sotto.

3) Dopodichè dovrete specificare il luogo geografico in cui si trova il place che state inserendo, semplicemente muovendo il cursore sulla mappa. Niente paura, la mappa tiene conto della vostra posizione rilevata in automatico, quindi il tragitto sarà breve.

4) Quindi non rimarrà che aggiungere un indirizzo ed il gioco è fatto, avrete la vostra location associata anche a Twitter.

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Foursquare e Gowalla: piovono critiche http://www.technicoblog.com/foursquare-gowalla-piovono-critiche.htm http://www.technicoblog.com/foursquare-gowalla-piovono-critiche.htm#comments Sat, 13 Nov 2010 18:50:54 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=460 Techcrunch, il celebre ed autorevole blog di Michael Arrington, non esita a criticare pesantemente Gowalla e Foursquare, un post deciso e diretto di Jon Evans.

Il nocciolo della critica riguarda direttamente le funzionalità, il claim dei loro servizi ed in definitiva il nocciolo stesso dei due servizi, definiti non divertenti e poco attraenti. il post sembra essere più che altro un flusso di coscienza di Evans, ma non è da sottovalutare, visto che i vari LBS sembrano assomigliarsi sempre di più e sembrano avere una sorta di “blocco dell’ispirazione” in una fase di mercato come questa che vede i leader di mercato scendere in campo con servizi di geolocalizzazione praticamente ogni giorno.

Facebook ha lanciato già da qualche mese Places, ma il successo atteso ancora non arriva, molti preferiscono ancora Foursquare come servizio di check-in, quindi il colosso di Palo Alto ha deciso di presentare (ancora solo negli USA), Deals, un servizio che permette di associare a dei luoghi dei coupon contenenti offerte da poter ottenere tramite un semplcie check-in.

Praticamente il vero business model dei LBS, almeno fino ad ora.

La staticità di features dei servizi già affermati, e questa corsa alla copia da parte di tutti big sta inevitabilmente portando ad un calo di interesse negli States da parte degli utilizzatori “storici”, come riportato da Pew Research.

Proseguendo nel suo post, Evans dice bene stabilendo che Foursquare e Gowalla hanno avuto un bel da fare ed un bel successo nell’attrarre early adopters, e non sono classificati come quei servizi in grado di attrarre la totalità degli utenti della rete, come Facebook o Google (progetto Latitude, che deriva da un’invenzione proprio di uno dei fondatori di Foursquare). E’ sacrosanto, chi usa i LBS è un utente attivo, giovane ed attento a quello che accade sul panorama geek, e di non secondaria importanza, in possesso di uno smartphone.

L’adozione di smartphone come iPhone o HTC si sta estendendo a macchia d’olio, e spesso le statistiche di questo genere vengono utilizzate per fornire trust all’adozione di LBS, ma non sempre l’utilizzo di uno smartphone riflette direttamente l’adozione di app di geolocalizzazione, quindi è altrettanto vero che non tutti gli utenti di Facebook o di Google sono interessati alle nuove feature geolocal dei servizi, ed i lento evolvere di Facebook Places ne è la dimostrazione, ponendo tutti sulla stessa linea di partenza, con un vantaggio sostanziare per i “vecchi player”.

La riflessione è molto semplice, se mi iscrivo a Foursquare o Gowalla, sono lì esattamente per un motivo, comunicare la mia posizione ai miei contatti, ma se sono su Facebook, non necessariamente posso essere interessato a comunicarla, magari sono più interessato a condividere pensieri, foto e video. La location in certi casi sembra quasi snaturata, o meglio, fuori contesto. O forse sono i servizi su cui viene implementata a snaturarsi?

Il post di TechCrunch per certi versi è illuminante, denota l’immobilità dei leader di mercato in questo momento di “corsa all’oro geolocal”, quello che vorrebbe augurare è un’evoluzione dei servizi già presenti per poter fornire un valore aggiunto. Anche se a guardare la concorrenza nascente non si vede qualcosa di veramente innovativo, prendiamo Facebook Places ad esempio: il servizio fa dire all’utente dove si trova, ma poi ciò che viene associato alla cosa è solo un’offerta di un’inserzionista pubblicitario, punto.

Un panorama un pò desolante, non ha le feature di gioco, i badges, niente di tutto ciò, è ridotto all’osso, ed una battaglia come quella della geolocalizzazione non si vince certo riducendo, ma solamente arricchendo. Un servizio che nasce geo deve solo evolversi ed arricchirsi, per permettere a sempre più persone di poterne usufruire in nome dell’utilità più che della vanteria di essere sondaco e punto.

Un’ulteriore riflessione meriterebbe l’interazione diretta con il territorio da parte dei LBS, finora si vedono gli adesivi dei servizi convenzionati con Foursquare, ma un’interazione più “corposa” sarebbe sicuramente in grado di imporre la propria presenza in maniera molto più evidente.

Forse la sfida ai colossi della geolocation partirà proprio dall’Italia, pare di si, stay tuned. 🙂

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Social media, brandscapes e user intention http://www.technicoblog.com/social-media-brandscapes-user-intention.htm http://www.technicoblog.com/social-media-brandscapes-user-intention.htm#comments Mon, 08 Nov 2010 13:03:41 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=440

Tornando dallo IAB Forum 2010 di Milano, quello che era un pensiero lontano e forse improponibile ormai assume una dimensione quasi emorragica: Facebook è ancora la Mecca della comunicazione online? Quel luogo conversazionale in cui bisogna, da agenzie o professionisti, inzeppare quanti più clienti possibile?

Si, lo è, ma è un brandscape, non IL brandscape.

Già allo SMAU 2010, in cui ero relatore, ho avuto modo di approfondire questa tematica con alcuni colleghi ed addetti ai lavori, quanto vale un Like su Facebook?
Ma soprattutto, quanto si avvicina all’ intention to try or to buy?

E’ un dilemma, anche se oltreoceano c’è già chi ( Facebook Fans Valued at $3.60 Each [STATS] ) ha dato un peso specifico ad ogni fan di una pagina aziendale.
Possiamo affermare con tutta franchezza che l’azienda non è presente su Facebook per vendere, rifacendoci anche alla prima tesi del Cluetrain Manifesto (i mercati sono conversazioni), l’azienda è lì per conversare, per comunicare con la propria community di affezionati e talvolta per fare customer care, in maniera pubblica e trasparente.
Ma quello che c’è nell’aria si sta diversificando, e le esigenze di misurazione sia del famigerato R.O.I. sui social media si affiancano alle necessità di stabilire quanto un like possa incidere poi sull’acquisto effettivo del bene o servizio.
A SMAU, chiacchierando con il mio caro amico Andrey Golub a proposito del suo progetto E-motional, una piattaforma di adv in video e di business intelligence a dir poco eccezionale, è uscito fuori proprio questo discorso, quanto è lontano il like dall’acquisto e quindi da un’entrata economica quanto meno “possibile” per l’azienda?
Molto, un pò troppo, ma non va da sè.

Il periodo storico, nel mio modesto modo di vedere le cose, sta rapidamente portando alla nascita di specializzazioni improvvisate nel settore social media, le web agency si riciclano in tal senso pur non conoscendo impatti e strategie comunicative su media sociali, questo comporta una visione per certi versi viziata, si perdono di vista dei contorni ben determinati che, se integrati nella strategia e negli obiettivi, posso portare ad enormi vantaggi da tutte e due le parti, per l’azienda e per l’agenzia o professionista.
Questo fiorire di professionalità che cavalcano solamente l’onda del successo del social network del momento impone una razionalizzazione a tutte quelle professionalità che lavorano nel campo già da qualche tempo: davvero è la Mecca o è solo un luogo tra i luoghi?

Le domande ce le siamo poste, ora bisogna razionalizzarle e trovare delle risposte adeguate.

Per quanto riguarda l’intention tro try or to buy, il like su Facebook può rappresentare indubbiamente un buon punto di inizio, il follow su Twitter può rappresentare la volontà del follower di voler essere aggiornato in real time sulle offerte o sui prodotti di una determinata azienda, ma lo strumento principe che rappresenta la prossimità al prodotto, può contenere l’intenzione per niente velata di acquistare tale prodotto e può comunicare agli altri dove trovarlo, è il check-in.
La geolocation è senza ombra di dubbio la rappresentanza vivente del social network strappato ai computer, messo in strada e mandato a fare shopping.
Uno strumento tecnico che ha seguito l’evoluzione della tecnologia e delle aspirazioni comunicative umane.
Fino a qualche tempo fa, si immaginava l’utente della rete come un soggetto, seduto ad un pc in una casa o in un ufficio, ora, nell’era degli smartphone lo vediamo andare in lavoro e magari scattare la foto ad un particolare curioso per poi condividerla su Facebook, lo vediamo alle prese con la famiglia o la fidanzata in una domenica al mare, in real time, in grado e con la voglia di comunicare la propria posizione, ciò che sta facendo e cosa sta pensando.
I tempi cambiano, le persone hanno a disposizione strumenti sempre più avanzati, e noi professionisti del settore non possiamo fermarci: Facebook è un brandscape che sta cedendo il passo a livello marketing a servizi di geolocalizzazione ma non per volontà di chi propone strategie marketing sui social network, ma per richiesta stessa delle aziende.
Più e più volte mi sono trovato a raccontare Facebook o vari LBS a commercianti e negozianti, ed il risultato, paradossalmente è stato molto più a favore della geolocalizzazione: capisco che è un benchmark un pò striminzito, ma una ricerca in tal senso darebbe risultati illuminanti.

Perchè abdicare a definire i social media un ambiente diverso da quello classico e “pubblicitario di vecchio stampo”, perchè decidere che l’azienda A non debba avere delle aspettative più misurate rispetto alla propria presenza sui social.
Ma soprattutto, perchè non comincare a parlare sia di Facebook in termini di conversazione pura e semplice sia dei LBS come parte integrante e iper-funzionale di una strategia social media?
Questo compito spetta a noi, e non può e non deve arrivare dalle aziende, non arriverà nell’immediato, ma sul lungo periodo, nel momento in cui no staremo già parlando della next big thing.

Tutto questo dal punto di vista dell’utenza di un servizio da ingaggiare e dal punto di vista dell’azienda da promuovere ma dal punto di vista di crea un LBS dove sta l’innovazione decisiva?

Nel modo di proporre advertising, ovvero come integrazione ed arricchimento del servizio stesso, come Ad as a Service.
In una mappa, tramite una pagina dedicata, integrata nel contenuto navigabile e consultabile, non con il solito banner ormai a mio avviso superato e non performante, tranne che in rari casi di utilizzo di rich media.

Un esempio validissimo di come un brand può essere un servizio e quindi mettere a disposizione una piattaforma integrata e produrre un servizio come advertising mi arriva dall’ottimo Paolo Iabichino, che mi segnala il post su Wired.it scritto da Luca de Fino che descrive una piattaforma creata da American Express, un caso isolato di virtuosismo e lungimiranza.

In definitiva i LBS rappresentano e stanno diventando la soluzione vincente per rappresentare effettivamente un ritorno in termini economici ad un’azienda, e permettere di far uscire molte professionalità affermate da quell’empasse di considerare le aziende come “diffidenti nei confronti dei social media”, si, molte lo sono, e talvolta pur avendo una presenza strutturata si comportano in maniera abbastanza goffa e controproducente.
Ma sono altrettanto convinto che prospettando ad un’azienda una prossimità tale al prodotto come quella propria di un LBS, quest’ultima accetterà di buon grado la pianificazione di una strategia comunicativa sui social media, potendo contare sulle diverse peculiarità dei vari Facebook, Twitter, YouTube ma anche sulla effettiva rappresentazione di un consiglio per gli acquisti conseguente ad un acquisto proprio dei LBS.

Quindi prevedo, come anche il buon Stefano mi ha fatto notare, un periodo di espansione per tutti coloro che prometteranno chissà quali miracoli su Facebook, a scapito purtroppo della qualità del servizio offerto, ed una edizione 2011 di SMAU e IAB con i primi stand dedicati ai LBS.

Il dibattito in questo senso sta portando ad una rivalutazione di Facebook in termini comunicativi a favore di altre piattaforme, la soluzione non è così drastica, si tratta di relegare ogni ambito alla sua funzione e prendere per mano l’azienda non scordandoci che la comunicazione per forza di cose deve essere integrata, il case stady arrvia ancora una volta dall’esperienza dei flash mob, molte volte il successo online porta i media a parlare del tuo marchio, ma molte volte, una buona comunicazione verso i media, ti porta ad avere successi online.
Questo periodo, per chi segue lo scenario social media con un certo occhio critico, è di transizione, vedremo cosa ne uscirà.

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Foursquare for Business – Intervista a Naveen Selvadurai http://www.technicoblog.com/foursquare-business-naveen-selvadurai.htm http://www.technicoblog.com/foursquare-business-naveen-selvadurai.htm#respond Wed, 29 Sep 2010 09:52:15 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=386 La video-intervista che ho realizzato a Roma, con la collaborazione di Alexandra Melissa Corey, Montaggio di Daniel Greenfeld.

Impresa Semplice di Telecom Italia, durante l’evento World Wide Apps di Roma, ha intervistato Naveen Selvadurai, confonder di Foursquare, sull’utilizzo del location based services dal punto di vista delle aziende.
Attualmente le aziende che vogliono utilizzare l’applicazione devono seguire un processo di “domanda e approvazione” che vede le stesse inoltrare la richiesta di utilizzo ed aspettare l’approvazione da parte di Foursquare, ma nel prossimo futuro tutto questo procedimento sarà semplificato tramite l’implementazione delle “Branded Pages” la cui creazione sarà direttamente gestita dalle aziende che, una volta iscritte, potranno agire autonomamente.

L’intervista mira a spiegare alle aziende italiane ed ai gestori di attività commerciali, come avvantaggiarsi nell’utilizzo di Foursquare, secondo le parole di uno dei suoi padri.

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Surfin’ Milan, la Caccia al Tesoro con Foursquare http://www.technicoblog.com/surfin-milan-caccia-al-tesoro-con-foursquare.htm http://www.technicoblog.com/surfin-milan-caccia-al-tesoro-con-foursquare.htm#comments Thu, 23 Sep 2010 08:30:19 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=378

Foursquare

Mimulus presenta “Surfin’Milan”, la prima caccia al tesoro integralmente progettata per i Social Media che si terrà per le vie di Milano venerdì 24 settembre dalle 15 alle 17.30. Il ritrovo per i partecipanti è fissato alle 14.00 presso l’Urban Center.

Usando Foursquare, Twitter e Facebook direttamente dal proprio telefonino, i partecipanti dovranno indovinare gli indizi, raccogliere le prove e terminare il percorso nel minor tempo possibile spostandosi tra luoghi storici, angoli caratteristici, monumenti ma anche negozi e locali intorno all’Urban Center. L’iniziativa mostrerà come i Social Media si possono usare non solo per divertirsi, ma anche per portare le persone a diretto contatto con la città e con gli esercizi commerciali, a vantaggio dell’economia locale.

Negli ultimi mesi l’interesse per i Geo Social Network, o Location-based Services, è cresciuto tantissimo. Si tratta di ambienti di social networking con in più le funzionalità derivanti dalla geolocalizzazione: sfruttando le potenzialità GPS dei telefonini di nuova generazione, gli utenti possono segnalare ai propri contatti la loro esatta posizione “fisica”, inaugurando nuove dinamiche sociali nel panorama dei Social Media. In particolare Foursquare, incoronato nuovo “Re” dei Social Media da Wired UK, sta avendo molto successo perché ha aggiunto anche la dimensione del gioco e della sfida tra amici, la possibilità di diventare “sindaco” dei propri posti preferiti e di accumulare punti e badge, le coloratissime medagliette virtuali. Foursquare propone un nuovo modo di vivere la città attraverso le logiche del gioco e del divertimento.

di Francesca Fabbri.

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Come NON usare Foursquare http://www.technicoblog.com/come-non-usare-foursquare.htm http://www.technicoblog.com/come-non-usare-foursquare.htm#comments Mon, 06 Sep 2010 14:23:11 +0000 http://www.technicoblog.com/?p=372 Social va bene, geo-social soprattutto, ma fate attenzione!

Grazie a Michela Simoncini per la dritta 🙂

Foursquare funny!

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