Tempo fa ho avuto l’occasione di partecipare ad una bella conferenza stampa in cui Enrico Quaroni mi ha raccontato di Rocket Fuel, ne approfitto per sintetizzare con lui i punti salienti ed i vantaggi di questa piattaforma che, credetemi, è in grado di stupire per quanto riguarda sia le funzionalità che la tecnologia.

Si dice che non si smette mai di imparare e per Rocket Fuel, l’Advertising That Learns, questo concetto è più calzante che mai. La multinazionale americana nata nel 2008 a Redwood Shores, in California, e sbarcata in Italia a luglio 2013, ha l’obiettivo di imparare quanto più possibile dal mercato adv italiano per mettere a disposizione la propria offerta di bidding in tempo reale e di ottimizzazione dei servizi di “brand advertising” a tutti coloro che investono sul mercato italiano.

Rocket Fuel si occupa della commercializzazione di soluzioni pubblicitarie, ma ciò che la rende unica è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’azienda è infatti proprietaria di un algoritmo che permette di analizzare in 100 millisecondi le 11 mila variabili che caratterizzano ogni utente web e riuscire a deliverare il messaggio pubblicitario giusto, alla persona giusta, nel momento giusto, utilizzando tutti i media disponibili, su una scala finora mai vista nella storia del marketing tecnologico.

“Utilizzando questo tipo di profilazione è possibile raggiungere tutti quegli utenti che altrimenti sarebbero rimasti fuori dai confini predefiniti e non sarebbero stati convertiti in clienti effettivi” – dichiara Enrico Quaroni, Country Manager di Rocket Fuel Italia – “I dati su cui lavora l’algoritmo sono pari a 12,5 Petabyte, circa 12,5×1015, in questo modo quello che si sviluppa è un modello predittivo, con la macchina che diventa sempre più intelligente e affina i risultati, arrivando ad avere una campagna adv sempre più efficace”.

Ma i numeri curiosi legati a Rocket Fuel non finiscono qui: il numero di CPU utilizzato per elaborare i dati è di 8,424, ovvero 3 volte è il numero di CPU utilizzate dal team del CERN di Ginevra, per cercare nuove particelle fondamentali come il bosone di Higgs.

“Tra tutti questi numeri esponenzialmente grandi, relativi alla programmazione delle campagne e al funzionamento dell’algoritmo” – continua Quaroni – “c’è un numero che vale la pena sottolineare, ed è quello sul tasso di rinnovo dei clienti Rocket Fuel, che è pari al 94%”.

Con 894 inserzionisti e brand come Visa, Disney, Mercedes o Kraft che hanno già sperimentato l’efficacia della pianificazione di Rocket Fuel, c’è da star certi che arriveranno presto anche grandi case history di successo nel nostro Paese.

Rocket Fuel: Advertising That Learns, Due chiacchiere con Enrico Quaroni

Ti potrebbe anche interessare:

Tagged on: