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Cuil, il nuovo concorrente di Google

by Giorgio Marandola on July 28, 2008

Cuil

Vi presento Cuil, un nuovo motore di ricerca, messo a punto e creato da due ex dipendenti di Google, Tom Costello e Anna Patterson.

Le feature in evidenza riguardano il database, rappresentato da 120 billioni di siti, la tutela della privacy degli utenti in quanto gli indirizzi ip non vengono registrati per cui gli stessi non potranno essere mai ceduti a terze parti, un approccio del motore di ricerca semi-semantico per cui Cuil riconosce le relazioni tra le parole contenute in un sito web rendendo un migliore ranking all’interno dei risultati di ricerca.
Di primaria importanza, almeno a mio avviso, è il fatto che la pagina di Cuil è totalmente a sfondo nero, il che garantisce un risparmio energetico e meno fatica per gli occhi: totalmente in contrasto con l’home di Google.

I risultati della ricerca sono organizzati in maniera diametralmente opposta a quelli di Google, in una pagina chiara e riportati in modo da ricordare la prima pagina di un giornale più che la classica classificazione in colonna.
I risultati sono distribuiti su 3 colonne, la maggior parte con piccole immagini tratte dai siti.
Cuil, poi, suggetisce anche ricerche correlate elencate per concetti: ed è questo, credo, il luogo in cui approderanno le sponsored searches.
Ms Patterson ha affermato che queste ricerche correlate sono generate interamente dagli algoritmi utilizzati dal sito e non hanno nessuna influenza causata manualmente a livello di codice.

Di solito, le queries efetuate su Google vengono gestite da centinaia di terminali, l’intuizione di Tom Costello nel dare alla luce Cuil, sta nel fatto che il 90 % delle queries vengono gestite da un solo computer. Infatti Anna Patterson ha dichiarato che il suo Cuil ha effettuato ricerche su 120 billioni di pagine web utilizzando solo 140 servers.

Inoltre la stessa Anna ha riportato una stima di Yahoo: ” Ci vogliono ben 300 milioni di dollari per entrare nel business della ricerca, ma noi abbiamo un’architettura tale da permettere lo stesso accesso con un prezzo di serie B”.
Lo ha riferito mentre la compagnia va incontro al secondo round di finanziamento attraverso venture capitals, che si aggirerà intorno alle decine di milioni di dollari e non alle centinaia come preventivato da Yahoo.
Finora Cuil ha beneficiato di 2 round di finanziamento, uno di 8 milioni di dollari e l’altro di 25 milioni, ma finora ne ha spesi solo 7 ( per buona pace del famigerato italia.it, vergogna! )

Con non poco orgoglio Ms. Patterson ha dichiarato: “D’ora in poi la gente potrà dire: ciò che non trovo su Google, lo trovo su Cuil ! ”
Paragonando Cuil al colosso di Mountain View ha affermato che il database del neonato motore di ricerca ha un database 3 volte più ampio di quello di Google.

Staremo a vedere quale sarà il destino di questo promettente motore di ricerca, che finalmente promette di fare quello che Yahoo e Microsoft non sono riusciti a fare in ambito di valida concorrenza a Google, a livello di accuratezza, ampiezza e qualità di ricerca.
Per il momento le cose sembrano girare nel verso giusto, basta cercare di raggiungere il sito per incappare nel messaggio “Torneremo presto. Il motore di ricerca è temporaneamente non disponibile” a causa dell’elevato traffico generato dall’interesse intorno a questo nuovo prodotto.

Cuil screenshot

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Yahoo riuscirà a lanciare Delicious 2.0 ?

by Giorgio Marandola on July 28, 2008

Delicious 2.0

E’ da Settembre 2007 che Yahoo sta tentando di lanciare il nuovo del.icio.us, ma questo restyling stenta ancora a vedere la luce, forse a causa delle vicissitudini in cui la società di Sunnyvale si è trovata nell’ultimo periodo (vicenda Microsoft) o forse solo per interminabili problemi venuti a galla durante questa estenuante fase di private beta.

Nel blog ufficiale di del.icio.us si afferma che la nuova versione del servizio sarà pronta tra non molto, ma ormai c’è chi ha etichettato la vicenda come la nuova barzelletta della Silicon Valley. Ma anche nel mese di Gennaio il blog di del.icio.us annunciava un lancio più che imminente, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: niente.
Secondo la fonti di TechCrunch, le principali cause del ritardo nel lancio sono legate a questioni di scalabilità del prodotto. Alcuni membri del team hanno suggerito il caching dei dati dei bookmarks allo scopo di alleggerire il carico del server del database, altri invece pensano di dover implementare una nuova serie di query del database ogni volta che un utente aggiunge un link a del.icio.us

A meno che lo staff di del.icio.us non stia cercando di creare una sorta di buzz intorno alla vicenda, cercando di aumentare la suspance e il “passaparola” annunciando l’ennesimo lancio, con risultati dubbi ed infruttuosi a questo punto, il servizio fondato da Joshua Schachter e marchiato Yahoo sta percorrendo la strada più sbagliata.
Speriamo che questa sia lavolta buona.

Per gli screenshots, clicca QUI

Delicious 2.0 screenshots

Delicious 2.0 screenshots

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Google lancia Knol, una Wikipedia monetizzabile

by Giorgio Marandola on July 24, 2008

Google Knol

Nei giorni scorsi Google ha lanciato Knol, la sua personale alternativa a Wikipedia, in un’ottica che vede la celebre casa di Mountain View, a capo di nuove beta come Lively oppure in trattativa per l’acquisizione di siti e servizi già affermati come Digg.
Un periodo di grande attività su questo fronte per Google che si sta allargando sempre di più sulla rete, tramite acquisizioni o tramite “emulazioni”.

Knol è la versione Google di Wikipedia, ma è anche monetizzabile: i contenuti sono elaborati e creati da un team di contributors che entrano in un circuito di revenue-sharing di Google AdSense per quanto riguarda le pagine da loro create.
Gli altri utenti possono modificare i contenuti, ma le modifiche devono essere approvate dall’autore originale prima di vedere la luce sul sito: si può dire che è una sorta di moderazione di Wikipedia.
Knol consente agli utenti di votare e di revisione Knols. Per avere una panoramica più esauriente su come scrivere Knols e interagire sul sito clicca QUI.

Dando la possibilità agli utenti di avere la titolarità dei contenuti e, soprattutto, poter avere i propri annunci Google AdSense nelle pagine create, Google offre un buonissimo incentivo alla produzione di contenuti di qualità.
Ma siamo sicuri che questo paradigma sia valido per tutti?
La mia esperienza mi impone di pensare a centinaia e centinaia di siti nati appositamente per ospitare AdSense, i cosiddetti AdSense oriented sites, che non sono decisamente un bello spettacolo. Spero solamente che l’attività di moderazione dei contenuti ed un buon team dietro il servizio diano quello smalto di credibilità a questo servizio e possa far guadagnare chi contribuisce in maniera meritocratica e non condizionata da logiche meramente di “accattonaggio di click”.

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CamSpace: un Nintendo Wii per tutti, ma senza console

by Giorgio Marandola on June 12, 2008

Camspace Logo

Una vera rivoluzione, per cui basta un qualsiasi oggetto e una webcam per dare vita al prorpio Nintendo Wii, senza la necessità di comprare la console. Il software che sta per essere rilasciato dalla CamTrax Technologies è in grado di tracciare, e quindi, far utilizzare dall’utente, qualsiasi oggetto tramite webcam, persino le proprie dita. Per cui l’oggetto in questione può diventare un’arma, un volante di un’auto o una cloche di un aereo.
La tracciabilità arriva fino ai 5 millimetri di grandezza e vengono supportate il 95% delle webcam attualmente sul mercato, il software, per ora gira solo su Windows.

Yaron Tanne, CEO e fondatore di CamTrax Technologies, ha sviluppato questo software da solo nel giro di tre anni nel suo appartamento di Tel Aviv, in Israele, usando e perfezionando degli algoritmi che, secondo quanto ha dichiarato, sarebbero di pubblico dominio. Ma ovviamente li ha dovuti affiancare ad alcuni totalmente nuovi.

CamSpace richiede un’ agent application da far girare in locale, al fine di emulare un mouse, una tastiera, joystick, o di altri dispositivo di input. Gli utenti devono quindi far acquisire al software gli oggetti con cui vogliono interagire con il gioco e si può cominciare.

Ma ecco il video di presentazione, anch’esso molto artigianale, ma divertente.

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