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Blogbabel acquisita da Liquida

by Giorgio Marandola on September 9, 2009

Liquida acquisisce Blogbabel

Blogbabel, una babele tra le polemiche

Blogbabel è un servizio di monitoraggio della blogosfera italiana molto simile, anzi a dire la verità, la copia autentica ma Made in Italy di Technorati.
Nella sua esistenza, ha suscitato non poche polemiche, come riporta Downloadblog il 25 Marzo 2008:

“Diventata famosa per la classifica dei blog, classifica che ha scatenato ripetutamente polemiche, litigi, sospetti, tentativi di manipolarla e generato successivi aggiustamenti dei pesi dei vari indici utilizzati per calcolarla.”

Bene, ma nella sua intensa esistenza, sotto la gestione del suo creatore, Ludovico Magnocavallo, ne succedono di cotte e di crude.

Riassunto delle puntate precedenti (cit. Tagliablog):

1 - Blogbabel apre

2 - Blogbabel chiude

E nel comunicato sul sito si leggeva che la colpa di tutto ciò era attribuibile a Napolux e PaulTheWineGuy ed altri responsabili di non capire che la licenza d’uso dei contenuti ha poco a che fare con i motori di ricerca.

Blogbabel Sospesa con errore classico

Poi ovviamente, degno della miglior tradizione italica, il classicissimo errore della terza persona plurale, “scrivetegli, è in gran parte colpa loro” . Della serie, “parla come magni”… si però, insomma…

3 - Si comincia a vociferare che Blogbabel riaprirà

4 - Qualcuno ruba username e password per sbirciare oltre il maldestro comunicato della homepage, e diffonde screenshots della nuova versione di Blogbabel. Putiferio anche lì, neanche si trattasse di una telenovela.

5 - Il servizio riprende a funzionare

Infine, Blogbabel viene messa all’asta su eBay al ridicolo prezzo di 4.999 euro, ma l’asta, ad un certo punto viene ritirata da Magnocavallo. Le motivazioni sono riportate nel suo blog, in cui dice:

“Da qui la sospensione dell’asta che rientra nei termini previsti da ebay, dato che le due offerte in questione altro non sono state che la prosecuzione di colloqui avviati parecchi mesi fa, cui la messa in vendita di questi giorni ha solo dato una accelerata finale.”

Praticamente ha cercato di tirare sul prezzo.

Sensazione confermata da un altro capoverso:

“ha fatto intravedere ad alcuni la possibilità di acquistare qualcosa ad un prezzo basso, inferiore a quello reale e alla portata di budget tutt’altro che faraonici; dall’altro, ha spinto chi già aveva interesse ad un’acquisizione ad accelerare i tempi per cercare di raggiungere un accordo prima della scadenza dell’asta, costringendo a spingere sull’acceleratore e permettendo anche di saltare parecchie delle pastoie burocratico/aziendali (budget, approvazioni, ecc.) tipiche di processi di vendita normali.”

Quindi si tratta di 3 offerte, vediamo quali:

1 - Quella di Liquida (Gruppo Banzai), la cifra non è stata ancora resa nota

2 - Quella di Promodigital e Develer pari a 40.150 euro

3 - Quella raccontata in modo spassosissimo da Macchianera in questo post pari a 80.000 euro

Ludovico Magnocavallo in tutto ciò, rimarra in funzione a Blogbabel, così come dichiara la press release sul blog di Liquida:

Per quanto riguarda BlogBabel, lo sviluppo futuro sarà ancora supervisionato da Magnocavallo che continuerà a mettere a disposizione la sua esperienza – per molti versi unica – in questo settore.
“La consulenza di Ludovico Magnocavallo” dichiara Andrea Santagata, fondatore di Liquida, “oltre ad apportare a Liquida le competenze di un professionista di alto livello, garantisce a BlogBabel e ai suoi affezionati utenti che lo spirito del sito rimarrà intatto. Credo infatti che uno dei punti fondamentali che ha portato alla chiusura dell’accordo sia stato proprio quello di avere condiviso e immaginato insieme un futuro di crescita per Blogbabel” conclude Santagata.

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Michael Jackson è morto: è polemica sul web

by Giorgio Marandola on June 27, 2009

Michael Jackson

La morte di Michael Jackson sul web

Ieri, all’età di 50 anni è scomparso uno dei re della musica Pop, Michael Jackson, ad Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. Si è spento per un attacco di cuore.
E sul web, proprio nel giorno della morte, si è scatenato il putiferio.

Tra falsi annunci e speculazioni, spicca il gossip blog Perez Hilton, che, venendo a sapere la notizia dell’attacco cardiaco di Jacko, non ha esitato a pubblicare un post in cui ipotizzava che dietro la notizia del malore ci fosse un intento pubblicitario da parte di Michael Jackson in vista del suo prossimo tour. Come se non bastasse ha pubblicato la foto riportata di seguito, scatenando l’ira dei fans di Jackson.

Perez Hilton Michael Jackson

Perez Hilton ha ora postato un update nel post incriminato, spiegando che (per forza di cose) non si è trattato di un’iniziativa pubblicitaria, ma il danno ormai è stato fatto, tanto che Pete Cashmore di Mashable, in questo post, attacca duramente Perez Hilton, non in veste di fan di Michael Jackson, ma come blogger, accusando Perez di aver minato la credibilità dell’intera blogosfera con il suo provocatorio articolo.

Michael Jackson e Twitter

Relativamente all’infelice iniziativa di Perez Hilton su Twitter si è scatenata l’ira sia dei fans di Michael Jackson, sia dei semplici appassionati di musica.
Infatti migliaia di utenti hanno spontaneamente sparso il messaggio di non seguire più Perez Hilton su Twitter, una sorta di boicottaggio (a cui anche io ho partecipato), usando l’hashtag #unfollowperez.

Nel momento in cui Michael Jackson è stato trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Ucla (Università di California a Los Angeles), si è scatenato un putiferio su Twitter, le notizie relative alla sua sorte sono state fatte rimbalzare a suon di 140 caratteri da milioni di persone, tanto che il server del servizio di microblogging non ha retto andando giù per parecchio tempo a causa del sovraccarico generato dall’evento.

Anche attualmente, si stima che il 30% dei Tweets contiene le parole “Michael Jackson” o più semplicemente “MJ”.

Tweets su Michael Jackson

Michael Jackson e gli spammers

Nel corso della prima parte della giornata di oggi, Websense riporta in questa alert che vista la massiccia richiesta di informazioni e contenuti riguardanti la sorte di Michael Jackson, gli spammers si sono messi in azione cercando di sfruttare il fenomeno per rifilare maleware e codici malevoli di ogni tipo all’interno di siti internet o blogs creati ad hoc e comunque contenenti materiali relativi a Jacko.

Inoltre, sempre la stessa agenzia, mette in guardia sulle email fraudolente inviate dagli stessi spammers, che sembrano linkare a video su YouTube, ma in realtà puntano a tutt’altra destinazione. Per cui se l’utente clicca sul link, invece di vedere un video relativo alla morte di Michael Jackson, verranno reindirizzati su un sito Maleware che introdurrà nel pc dei virus.

Fate attenzione!

L’ultima immagine di Michael Jackson

Questa sembra essere l’ultima immagine di Michael Jackson disponibile a livello temporale sul web, e lo raffigura mentre viene trasportato in ospedale dai paramedici.

Ultima immagine di Michael Jackson in ospedale

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Dare voce a chi non ha voce: il progetto Global Voices

by Giorgio Marandola on June 30, 2008

Global Voices Logo

Questa l’idea ispiratrice di Global Voices, il progetto di informazione partecipativa globale lanciato nel 2004, e che ha visto il suo summit a Budapest il 27 e 28 giugno scorsi.
L’ iniziativa prima risale a un convegno internazionale di blogger svoltosi a fine 2004 presso il Berkman Center (Harvard). Da allora, il progetto è cresciuto fino a divenire del tutto indipendente e oggi opera come ente no-profit, così come è accaduto per altre iniziative quali Creative Commons, Center for Citizen Media o OpenNet Initiative.

Il giornalismo partecipativo è una realtà che, con lo sviluppo del web2.0, si sta affermando in maniera sempre più massiccia e ineludibile. Sempre più fonti si aggiungono al coro di voci che si alza dalla rete fino a raggiungere le multinazionali e i “luoghi di potere”. Lo stesso David Sifry, fondatore di Technorati nel suo ultimo report annuale ha sottolineato come alcuni blog stiano insidiando la popolarità dei tradizionali canali dell’informazione. Guardando a casa nostra, l’acquisizione del 30% del network Blogosfere da parte del Sole 24 Ore ne è la dimostrazione.

La vocazione di Global Voices è quella di dare spazio a quelle fonti che normalmente non riescono a finire nelle penne dei giornalisti delle testate più famose. Per questo ci si affida alla volontà di milioni di scrittori, che con un pc e una connessione ad internet hanno il potere di dare voce anche al paese più remoto.
I gravi fatti accaduti in Birmania sono solo l’ultimo importante esempio. Senza il coraggio dei dissidenti che tramite la rete sono riusciti ad eludere la muraglia fisica e digitale costruita dal regime di Rangoon, probabilmente non avremmo potuto conoscere in tempo il coraggio dei monaci buddisti, o la scelleratezza dell’esercito del regime.

«Al momento – afferma Bernardo Parrella, il responsabile della localizzazione italiana del progetto che è stato presentata proprio al summit di Budapest - Global Voices conta circa 40.000 post e 30.000 commenti, suddivisi in 347 categorie che spaziano dalle diverse regioni e nazioni a temi quali razzismo, arte e cultura, religione, agricoltura. Per ora si fanno traduzioni in 14 lingue (15 con l’edizione italiana in arrivo), mentre gli autori dai vari Paesi sono circa un centinaio, oltre 150 contando anche i traduttori puri, dove la più attiva è la la comunità spagnola, con oltre 1.600 post tradotti».

La localizzazione italiana, già in rodaggio da alcune settimane, si avvale per ora di una decina di volontari, tra cui traduttori professionisti ed esperti di nuovi media. L’inizio è incoraggiante ma non sufficiente per replicare il successo americano.
L’intenzione, infatti, è quella di fare tesoro dell’esperienza maturata con le altre versioni, e tentare di vincere la sfida che Global Voices si impone di vincere: dare voce a chi non ha voce.

Global Voices Summit Budapest

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