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Facebook Cafe, i brand incontrano i fans

by Giorgio Marandola on September 22, 2009

Facebook Cafe beta Logo

Facebook Cafe, brands on facebook

Facebook Cafe, un punto d’ incontro tra i brand presenti in Facebook ed il pubblico, una sorta di directory che ha l’obiettivo di fornire ai marketers presenti su Facebook un modo in più per attrarre sostenitori, fans e quindi potenziali clienti.
Il mio ultimo progetto, che bolliva in pentola già da un pò e che ora è stato lanciato online nella sua fase embrionale.

Il percorso ideale

Immedesimandomi nell’utente web che naviga alla ricerca di informazioni e punti di incontro con il brand mi trovo davanti (da un punto di vista commerciale e decisamente virtuoso) il più delle volte a:

- Sito ufficiale

- Blog ufficiale

- Community sotto forma di forum o punti di discussione e proposta (user generated)

- Profilo Facebook

- Vari social profiles brandizzati (Twitter, Friendfeed, anche se più raramente Delicious)

In questo panorama, per il brand, come per il personaggio pubblico è essenziale creare un Brandscape (così come viene definito da Marco Massarotto nel suo libro Internet PR), un luogo in cui si svolgano conversazioni, l’azienda si possa confrontare con i propri clienti, e possa partecipare attivamente alla creazione di contenuti e di proposte, il tutto all’ombra del proprio brand.
Nell’ottica di un mercato conversazionale, l’attività di un brand sui social media non è quella di vendere prodotti, ma di costruire relazioni vere e concrete con i propri clienti, i propri sostenitori e con semplici curiosi.

Il mezzo più potente per sviluppare tali relazioni rimane il passaparola (il word of mouth), che all’interno dell’ environment di Facebook avviene tramite strumenti quali il “Suggerisci ad un amico” all’interno delle opzioni delle pagine fan e la funzione “Invita altri ad iscriversi” propria dei gruppi. Il tutto corroborato dalla condivisione sul proprio profilo di pagine fan e gruppi che l’utente trova interessanti, in minor misura, agisce anche il link che appare sulla bacheca nel momento in cui riporta ad esempio: Giorgio Marandola è diventato fan di FBC brands.

Inoltre, per esperienza personale posso affermare che il widget relativo alle pagine fan di Facebook inserito nel proprio sito o blog funziona un gran bene.

Tutte queste funzioni sono build-in su Facebook, che tende a promuovere le relazioni all’interno del proprio network, a tutto ciò si aggiungono le implementazioni che un brand inserisce sui propri siti o blog che rimandano al proprio spazio su Facebook, sia esso una pagina fan o un gruppo.

A tutto ciò oggi si aggiunge Facebook Cafè, una funzione aggiuntiva, per dirla all’americana un “brand helper” o un “community building tool“, nelle mani delle aziende e dei personaggi pubblici che cercano di fornire una sorta di segnale direzionale all’utente in cerca di connessione con il brand.

Un sito o uno strumento?

In realtà si tratta di uno strumento, una community, un Brandscape in più che dirige agilmente verso la community su Facebook, infatti in fase di inserimento del brand il campo URL (come riportato nell’esempio), deve essere compilato con l’indirizzo della pagina fan di Facebook, del gruppo, o comunque dello spazio riservato al brand sul social network, vista anche l’abitudine di molti brand di creare profili personali al posto delle più consone pagine fan.

Gratuito o a pagamento?

Il servizio è totalmente gratuito, al fine di rendere fruibile lo stesso anche ai brand di piccole dimensioni, favorendo così la loro interazione con il pubblico avendo a disposizione gli stessi strumenti delle grandi marche.

Integrazioni

Google Maps

Facebook Cafe, oltre ad essere un utile strumento per raggiungere nuovi sostenitori e potenziali clienti, fornisce al brand anche un’integrazione con Google Maps, in modo da geolocalizzare e quindi contestualizzare meglio il brand sul territorio.
Anche questa funzione è tesa a favorire le interazioni tra il brand ed i sostenitori, in quanto, mette subito a conoscenza dell’utente, nella stessa Brand Page, la collocazione geografica off-line del servizio o del personaggio pubblico. In questo modo l’utente che arriva sulla Brand Page, trovando il brand collocato in un’area geografica vicina o comunque accettabile in un’ottica di erogazione del servizio, entra in contatto con l’azienda tramite Facebook con una motivazione in più rappresentata anche dall’intenzione di usufruire in maniera effettiva dei servizi della stessa.
Detto in termini più semplici, se si è alla ricerca di un bene X, e l’azienda che lo commercializza ha un profilo su Facebook Cafè, l’utente che approda sulla Brand Page troverà utile sapere che quest’azienda risiede nel suo stesso bacino geografico, anche in un’ottica di facilitazione della consegna del bene X e di contenimento delle spese di spedizione.

Disqus Comments

Ogni Brand Page ha un sistema di commenti powered by Disqus, il che consente di avere un feedback immediato sul brand direttamente su Facebook Cafè, oppure monitorare l’andamento delle opinioni relative ai brand del network sulla pagina Disqus relativa al servizio. Inoltre, i commenti relativi ad un brand saranno indicizzati dai motori di ricerca, andando ad aiutare tutti gli utenti che stanno cercando opinioni riguardo un determinato servizio o brand.

Video

All’interno della descrizione del brand o del personaggio pubblico, è possibile inserire il codice embed di un video, che sia proveniente da YouTube, Vimeo o altri servizi di videosharing, il tutto teso a fornire una conoscenza più approfondita del brand all’utente che approda sulla Brand Page.

L’utilità per le aziende

L’ utilità per l’azienda che ha uno spazio su Facebook risiede in quanto detto più sopra, e cioè, nel semplificare e favorire lo sviluppo di una community intorno al brand, aiutare l’utente nella fase di ricerca su internet, avendo un punto di incontro in più.

L’utilità per l’utente

Sta nel fatto di avere le informazioni base sul brand, geolocalizzarlo ed entrare immediatamente in contatto con la community che si sviluppa su Facebook.

Stato del servizio

Facebook Cafe è stato lanciato nella sua fase beta il 21 Settembre 2009, ovviamente ci saranno molte integrazioni e novità prossimamente, per tutte le notizie relative raccomando di seguire il Blog associato al sito.

Social Club

Potete seguire l’attività del servizio su Twitter, Friendfeed e diventando fan su Facebook.

In particolare, quando un nuovo brand viene inserito ed approvato (i brand inseriti vengono verificati uno per uno, e viene accertato che l’URL ridiriga su un account verificato su Facebook e quindi corrisponda ad un profilo ufficiale e non fake o non ufficiale) all’interno del servizio, automaticamente lo stesso viene “sindacato” su Twitter e Friendfeed, andando ad aggiornare anche la pagina fan del Facebook Cafè su Facebook.
Una feature di indubbio valore che pone il vostro brand sotto gli occhi di tutte le persone che fanno parte della community di Facebook Cafe.

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La storia di Flickr

by Giorgio Marandola on September 23, 2008

Flickr Homepage Screenshot

Il tutto è cominciato ad opera di Caterina Fake e suo marito Stewart Butterfield, o meglio, ad opera di uno dei loro engineer. Infatti i due coniugi dirigevano una start up di giochi on line a Vancuver, British Columbia, e proprio uno degli addetti alla programmazione di questa start up ha progettato il primo tool che poi diventerà Flickr che noi tutti conosciamo.

E nel giro di pochi anni, passando per l’acquisizione di Flickr da parte di Yahoo, il sito è diventato una delle community di foto sharing più grande del web.

Caterina Fake ha più volte dichiarato: “Se ci fossimo seduti e avessimo deciso a tavolino di dar vita ad una applicazione di foto sharing avremmo fallito, avremmo sicuramente fatto troppi passi falsi”.

Quindi, secondo la co-founder del servizio, la casualità è stata la fonte di tutti i successi di Flickr, ma io direi che più che la casualità, a dettare i ritmi esponenziali del servizio di foto-sharing è stata la competenza di chi lo ha progettato e gli ha dato il taglio che ha.
In poche parole:

- Grafica eccellente, minimale, non invasiva, chiara e semplice, così da non distogliere l’utente finale dal prodotto al centro del sito, le foto.

- Semplicità di utilizzo

- Logo e colori pienamente distinguibili

- Widgets e integrazioni con servizi di terze parti, così da creare una circolazione del brand attraverso gli utenti

- Investimenti pubblicitari mirati (non dimentichiamoci che dietro Flickr c’è una start up già avviata, non è nato in un garage come YouTube)

La start up dei “coniugi Flickr” , la Ludicorp, non ha mai rilasciato il videogame su cui stava lavorando, ma è stata acquistata da Yahoo dopo poco tempo dalla creazione di Flickr e tutto il suo staff è stato trasferito a Sunnyvale, in California.
Il traffico di Flickr è cresciuto esponenzialmente del 448% aggiudicandosi 3.4 milioni di visitatori da Dicembre 2004 allo stesso mese del 2005, secondo l’agenzia Nielsen/NetRatings.
Dopo l’acquisto da parte di Yahoo, il sito è passato da 250.000 utenti registrati a più di 2 milioni, con la bellezza di 100 milioni di foto condivise.

Perfino Chad Hurley, CEO di YouTube, è diventato un fan di Flickr, ed imputa il successo del sito alla sua funzionalità base che, “ha risolto il problema di molti utenti internet, come condividere efficacemente le foto”.
Ed è da osservare come questo è il motivo per cui è stato fondato il sito YouTube, permettere agli utenti di condividere video che altrimenti non sarebbero potuti circolare tramite mezzi più convenzionali ( ovvero 1.0 ) quali la webmail.

Le innovazioni di Flickr rispetto agli altri siti di foto-sharing possono essere riassunte in:

- Gli amici possono controllare le foto appena postate attraverso la funzionalità di ricerca ed aggiungere commenti e note.

- Uno strumento distintivo consente ai bloggers di postare le foto sia sul blog che sul proprio account Flickr

- Il sistema di tag che permette l’aggiunta di “tags” così da rendere le foto più “easily searched”

Anche se il co-founder Stewart Butterfield ama ricordare che la più grande innovazione di flickr è stata quella di riconoscere la natura sociale della fotografia.

Uno degli esecutivi di Yahoo, Bradley Horowitz, in proposito ci ricorda che Flickr è stato acquisito da Yahoo ed in seguito a ciò non è mai stato promosso nella homepage Yahoo.com, riconoscendo al passaparola un valore molto più remunerativo che non il solito modus operandi pubblicitario. Ed è stato così!
Non c’è mai stato un link sulla homepage del motore di ricerca, e Flickr ha mantenuto la sua indipendenza fino a divenire il colosso che è!

Flickr cofounders Caterina Fake Steward Butterfield

Qui sotto un esempio di video postato su YouTube, realizzato usando una colonna sonora e le foto di Flickr. Una tendenza molto in voga tra gli utenti di Flickr è quella di realizzare un video mettendo in sequenza le proprie foto, dotarlo di una colonna sonora e poi postarlo sui siti di video sharing, aumentando così le possibilità che le proprie foto abbiano la dovuta visibilità o riscuotano successo.

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