Oggi il blog ufficiale di Facebook, nella persona di Knot Pipatsrisawat, un software engineering della company, ha annunciato un redesign per quanto riguarda i gruppi.
E’ cominciata da oggi l’implementazione che vedrà, come di consueto, un ristretto gruppo di tester iniziali, per poi estendere la feature a tutti. Questa modifica, decisiva, è dovuta alla sempre maggiore marginalità dell’attività all’interno dei gruppi nell’attuale ambiente di Facebook.
Modifiche salienti:
- I gruppi avranno l’aspetto delle pagine fan e dei profili (maggiore uniformità del diesign).
- Le attività del gruppo, che prima erano relegate all’interno dello stesso, ora appariranno nei news feed, ma, al fine di preservare un minimo di pace sociale, appariranno nella home solo le attività dei propri amici all’interno dei gruppi.
Quindi le attiità dei gruppi entreranno a pieno titolo nelle attività di condivisione gornaliere:
La loro attività aumenterà ed i loro propositi di racimolare contatti e fare spam avranno un mezzo in più.
- Ovviamente nella sidebar a sinistra ci saranno gli appositi filtri per poter decidere cosa vedere e cosa ignorare, e questa è un’ottima cosa!
Questa sarà l’occasione buona per fare un pò di pulizia nella mole enorme di gruppi a cui ogni utente è iscritto e magari anche chi si è trovato impigliato nei gruppi bufala avrà modo di lasciare i furfanti a bucca asciutta.
Alla Conferenza annuale di San Francisco è stato presentato Wave, un nuovo strumento per comunicare di casa Google, che permette di gestire su un’ unica schermata, la messaggistica istantanea, la chat, la posta elettronica e tutti i servizi aggiuntivi targati Google.
Google Wave segue la tendenza ormai consolidata da tempo dell’aggregazione dei servizi in un’unica interfaccia.
Quando il Web 2.0 ha avuto la sua affermazione abbiamo assistito alla nascita di applicazioni che potevano essere usate su pagine web ma che avevano le stesse caratteristiche delle app che girano in locale, sul proprio pc.
Dopo un periodo di utilizzo, sperimentazione ed affermazione di questi servizi, si è passati alla larga diffusione delle A.P.I. che permettevano Mash-ups delle stesse applicazioni rendendole integrabili su qualsiasi sito o blog. In questo modo il Web 2.0 ha avuto la sua massima affermazione.
La nuova tendenza a questo punto è stata quella di aggregare, tutto, dalle notizie ai video, dai post dei blog ai servizi Web 2.0
Già ora cè chi parla di Ricerche semantiche, Web 3.0 , ma per ora io direi di collocare questa fase di aggregazione di contenuti/servizi in una sorta di area grigia, un Web 2.5
Una sorta di evoluzione naturale che ha il merito di semplificare l’utilizzo di determinate applicazioni e di renderle tutte fruibili in un solo click.
Ed è proprio questa la politica che sta adottando Google, una strategia business ovviamente, ma anche molto funzionale.
Creato, con l’aiuto di un manipolo di sviluppatori dell’ufficio di Sidney, dai due programmatori ai quali si deve Google Map, Wave è un ibrido che raccoglie in una sola schermata le e-mail, gli instant message, e tutte le soluzioni esistenti per il video e l’audio sharing.
Usando Wave gli utenti possono scambiarsi testi, immagini, video, musica e conversare, il tutto in tempo reale e lo possono fare in una situazione di gruppo avendo inotre la possibilità (come si fa con un registratore) di riavvolgere la conversazione - anche a distanza di giorni - e vedere quello che è stato discusso e casomai aggiungere dei nuovi contenuti o apportare delle modifiche a quelli già pubblicati.
Google definisce questo nuovo tipo di comunicazione collaborative conversation stream, flusso di conversazione collettiva.
Praticamente la chat di Msn Messenger (o Yahoo Messenger, AIM), ma su piattaforma Google e molto più perfezionata e social.
Che potrà essere utilizzata tra semplici amici, gruppi di lavoro transnazionali o semplicemente tra parenti sparsi per il mondo, gli utilizzi sono infiniti.
La nuova applicazione sarà disponibile al pubblico a partire dai prossimi mesi. Intanto per invogliare i programmatori accorsi a San Francisco da tutto il mondo per sperimentare il nuovo strumento, Google ha messo a disposizione dei convenuti la nuova versione, il G2, del suo Google-phone e il nuovo sistema operativo Android 1.5.
“Le comunicazioni sul web sono ferme al secolo scorso”, ha dichiarato Lars Rasmussen, che col fratello Jen aveva creato Google Map quando ancora lavorava a Where 2 Tech (che fu poi acquistata da Google), “Con Jen avevamo cominciato a discutere già un paio di anni fa di come sarebbero state le e-mail del futuro e ci rendemmo conto che non c’era ragione di mantere le conversazioni testuali separate dai video, dagli audio e dalle immagini”.
A livello di contraccolpi, si può cominciare a dare un’occhiata alle ripercussioni che questo lancio avrà sui bilanci di società come Social Text e simili. L’onda di Google si farà sicuramente sentire.
Giorni fa mi arriva uno dei mille inviti di adesione ad un gruppo su Facebook, ce ne sono di svariati, alcuni molto interessanti dal punto di vista professionale, altri meno seri, ma sempre utili per fare due risate su un vari temi, carotni animati, squadre di calcio..e chi più ne ha più ne metta..
Ma quest’ultimo invito mi ha colpito più degli altri.. Il gruppo si chiama ” Chi guarda il vostro profilo??? La risposta è qui!!!!!! ” .
Tante volte mi è capitato di chiedermi chi tra i miei 263 contatti visitasse più assiduamente il mio profilo, non è una curiosità che interessa solo me, molte persone mi hanno chiesto qualche trucchetto per sapere chi sono i visitatori più assidui del profilo.
Ma finora le mie ricerche in questo senso non hanno prodotto grandi risultati, fino a che non mi arriva l’invito a questo misterioso gruppo… Approfondiamo..
Il fondatore del gruppo promette un software miracoloso in grado di monitorare gli accessi al profilo, fino a qui nulla di strano… Ma la cosa particolare è che il software in questione si attiverà solo dopo aver invitato 20 amici al gruppo cliccando su un link che punta sul gruppo stesso…
Ad un profano potrebbe sembrare quasi normale.. ma visto che “un minimo di codice lo conosco”, le domande che mi vengono spontanee sono:
1) Se il software si dovrebbe attivare direttamente sulla pagina del gruppo, dovrebbe essere integrato nel codice stesso di Facebook?
2) Una feature del genere sarebbe stata messa a disposizione di tutti gli utenti direttamente da Facebook o sarebbe stata affidata ad un non meglio precisato utente italiano?
3) Un sistema di monitoraggio del profilo di questo genere sarebbe stato annunciato come alfa, beta, ci sarebbe stato un lancio ufficiale, oppure si sarebbe seguita questa via molto riduttiva di comunicazione?
Il gruppo ha già raggiunto i 288.492 membri, secondo me, quando sarà raggiunto il numero previsto ci sarà una bella pubblicità ad attendere tutti gli iscritti, altro che software!
E visto che il fondatore è un IT consultant, può darsi che proprio il suo sito e la sua attività siano oggetto di questa pubblicità.