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Italia

Ferrari: primo brand italiano per reputazione online

by Giorgio Marandola on July 23, 2010

Ferrari

La Ferrari conquista il primo posto sul web. Dove il brand del Cavallino - secondo una ricerca condotta nei mesi scorsi dai Reputation manager di Act Value specializzati nell’analisi delle opinioni degli utenti sulla Rete e nella misurazione delle Reputazione online con un software proprietario di analisi semantica - gode di un appeal elevatissimo fra gli internauti. [click to continue...]

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La GFI annuncia la release di GFI FAXmaker in italiano

by Giorgio Marandola on May 18, 2009

GFI FAXmaker

L’annuncio arriva direttamente da Londra, Inghilterra: il 5 Marzo scorso la GFI ha rilasciato la versione in spagnolo, ma soprattutto in italiano di FAXmaker.
GFI FAXmaker è il server fax leader nel mercato, e consente, detto in parole semplici, di inviare un fax direttamente dal proprio client di posta elettronica, annullando così molte delle procedure classiche necessarie per poter compiere quest’operazione: andare al fax, stampa, eventuale inceppamento della carta e altra cose del genere.

Usato da 30.000 clienti e vincitore di numerosi premi, GFI FAXmaker è il miglior server fax, con un’affidabilità e una funzionalità di livello aziendale al miglior prezzo sul mercato.

Walter Scott, CEO di GFI, ha dichiarato in occasione della presentazione ufficiale:

“Nel corso degli anni abbiamo fornito ai nostri clienti soluzioni di qualità e convenienti per aiutarli a far fronte alle loro fonti di preoccupazione relativamente alla messaggistica nell’ambito della loro organizzazione. Sebbene i nostri prodotti siano accolti molto bene e utilizzati in tutto il mondo, alcuni mercati hanno spesso richiesto che i software fossero disponibili nelle lingue locali. Per noi, quindi, il passaggio logico consiste nel localizzare il nostro portafoglio di prodotti e iniziamo nel trimestre corrente con GFI FAXmaker, che sarà disponibile in italiano e spagnolo.”

L’ultima versione di GFI FAXmaker prevede inoltre numerose nuove funzionalità, ivi compresa la compatibilità con schede Brooktrout su Windows Server 2008 e una migliore compatibilità con i gruppi di Active Directory al momento della configurazione del routing.
GFI FAXmaker è molto semplice da installare, richiede pochissima manutenzione e si integra con i client di messaggistica e le soluzioni personalizzate esistenti. GFI FAXmaker si integra con il server di posta dell’azienda, consentendo agli utenti di inviare e ricevere fax e messaggi SMS mediante il loro client di posta elettronica.
GFI FAXmaker supporta la trasmissione fax via internet (Fax over IP o FOIP) e si integra con i PABX (Centralini telefonici automatici) abilitati all’IP e con la tecnologia SR 140 di Brooktrout per inviare fax via internet.

Le funzioni fondamentali di questo software si possono riassumere in questi punti essenziali:

- Nessun onere per gli amministratori di rete

- Integrazione totale con le procedure aziendali esistenti

- Supporto di Fax over IP (FOIP)

- Integrazione con Active Directory per ridurre al minimo l’amministrazione

- Supporto di Microsoft Exchange, Lotus Domino e di altri server SMTP

- Supporto di server Lotus Notes, SMTP e POP3

- Smistamento automatico dei fax in entrata o in uscita

- Il gateway SMS consente agli utenti di inviare messaggi SMS dal proprio computer

- Aggiunta di ulteriore valore a GFI FAXmaker, grazie al potente strumento di creazione di rapporti

- Compatibilità con più server di posta e con il clustering

- Server fax multilinee, potente e scalabile

- Supporto nativo di ISDN

- Archiviazione dei fax su GFI MailArchiver, SQL o su altre soluzioni

- Modulo opzionale di routing e lettura OCR

- Invio di fax da qualsiasi applicazione

- Ricezione dei fax nel client di posta elettronica, in formato fax o PDF

- Possibilità di inviare e ricevere fax tramite il proprio palmare o cellulare

- Supporto della rubrica di Outlook

- Possibilità di allegare documenti Office, PDF, HTML e altri file

- Integrazione automatica dell’applicazione e stampa unione con NetPrintQueue2FAX

- Fax circolari con la funzione di stampa unione di Microsoft Office

In definitiva, le soluzioni rivolte alle imprese tendono sempre più all’unificazione e alla semplificazione dei servizi, sia hardware che software, la GFI ha colto questo procedimento all’essenza, riunendo i servizi comunicativi sia interni che esterni dell’azienda in un unico pannello di controllo pienamente intergrabile con i devices in uso correntemente.
Un passo avanti decisivo nella semplificazione delle procedure, particolarmente indicato per chi è fedele al vecchio adagio “il tempo è denaro”.
Consigliato a tutte le imprese!

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Current Tv non se la passa bene

by Giorgio Marandola on July 2, 2008

Current Tv Logo

L’8 Maggio scorso, al teatro Ambra Jovinelli di Roma Current Tv è sbarcata in Italia coinvolgendo fin dalla presentazione i bloggers e tutti i potenziali Pod Makers, termine che richiama i Pods, ovvero i video prodotti dagli utenti che, se ritenuti idonei, andranno in onda sul canale 130 di Sky.
Lo slogan con cui Al Gore si presenta nel nostro Paese è: “Ora anche tu puoi dire la tua“.

Fin da subito l’entusiasmo ha attraversato la rete, su quasi tutti i blog che in qualche modo si occupano di nuovi media, internet e web ( il Technico Blog non era ancora nato ) si sono moltiplicati i post che hanno dato all’evento una risonanza molto vasta, tanto che il teatro è andato presto “tutto esaurito”.
I termini con cui si parlò di Current Tv erano sempre gli stessi: tv libera, tu puoi dire la tua, tv fatta dagli utenti, citizen journalism …
Ma, ora, a freddo, siamo sicuri che sia poi così “libera” ?

Innanzitutto il 70% dei contenuti di Current sono autoprodotti, così come una normale televisione, mentre agli utenti è riservata l’esigua fetta del 30%, che, come se non bastasse, è sottoposta al vaglio di una redazione, per poi andare a finire su Sky, che è a pagamento.
E se io non volessi fare l’abbonamento a Sky e non avessi internet?
Come la vedo Current Tv?

La Pay per View via satellite, come Sky, difficilmente si può avvicinare al concetto di Tv libera propriamente detto. Mi sembra francamente una forzatura.
In più, parlando di percentuali, il 30% riservato agli utenti, è filtrato, giudicato e, come ha specificato lo stesso Al Gore: ” Senza mai prendere posizione su un determinato argomento, nel rispetto del pubblico che sta davanti allo schermo ” (7th Floor)
Quindi, altre mani legate.

Le motivazioni di tutto questo controllo potrebbero risiedere nel fatto che Current Tv naviga in brutte acque per quanto riguarda gli introiti pubblicitari, e forse, lo staff dirigenziale cerca di mantenere una linea eidtoriale che virtualemente possa essere “Ads Friendly” per poter riuscire a guadagnare secondo le aspettative di bilancio. Ma sta andando veramente così?
Ripercorriamo qualche passo della storia di Current Tv dalla nascita ad oggi, a livello di introiti.

Current nasce 2 anni e mezzo fa e non certo dentro un garage, come le più sensazionali start ups americane, ma grazie ad ingenti finanziamenti e al portafogli di Al Gore, che fin da subito ha approfittato della sua “mediaticità” per attrarre il grande pubblico.
Ad oggi, l’impresa vanta circa 400 dipendenti sparsi tra U.S.A, Inghilterra e Irlanda, in Italia l’ufficio è composto da una trentina di persone nella sede di Milano.
Il suo modello di business si regge sulla pubblicità e su varie partnership, tra cui Google e Reuters (partnership già siglata fino al 2010), mentre gli inserzionisti pubblicitari consolidati sono Toyota, T-Moblie, Johnson & Johnson, General Electric, Geico e L’Oreal, che tutti insieme, rappresentano l’ 8% degli introiti del gruppo.

La crescita però non ha saputo rispettare le aspettative dell’esordio. Secondo i dati di 7th Floor, a fine 2007 il gruppo aveva un passivo di 36 milioni di euro e gli introiti nelle proprie casse ammontavano a 6.1 milioni: un bell’onere debitorio.
Nei primi 3 mesi bell’anno la situazione è ulteriormente peggiorata e le entrate sono state ancora una volta al di sotto delle attese: 2.5 milioni contro i 2.64 milioni dello stesso trimestre del 2007.
Secondo molti il gruppo sta andando incontro ad un’ inesorabile fallimento.

Fino a qualche tempo fa si paralva anche di un’eventuale quotazione in borsa, per cercare di risollevare le sorti del gruppo, e nella documentazione di bilancio presentata alla SEC (Securities and Exchange Commission) è presente l’intera storia della situazione debitoria del gruppo: negli anni 2005, 2006 e 2007 Current Tv ha accumulato debiti per, rispettivamente, 14.3 , 7.6 e 9.9 milioni. Come riferisce anche il blog di Wired in questo post.
Altri 5.7 milioni sono andati in fumo in questo inizio 2008 e Current Media addebita tale sforzo in gran parte al lancio di Current Tv proprio nel nostro Paese (Scusate tanto, non volevamo essere d’intralcio).

Vista questa situazione, sorgono una serie di interrogativi, del tutto personali e opinabili.
Potrebbe darsi che i mancati introiti pubblicitari, o comunque, queste basse revenues siano basate proprio sulla politica che Current Tv adotta sui Pods prodotti dagli utenti? E cioè, una quota limitata (30%) e la diffusione in tv solo sul satellite dopo la loro approvazione?

Nell’ era del 2.0 più che le definizioni, “tv libera” e via dicendo, contano i fatti e l’usabilità, forse in questo la politica di Current risulta abbastanza limitata.

Di qui, un’altra considerazione: quanto costerebbe a Current un cambio di regole e di immagine che desse agli utenti più “potere” e più visibilità? Una campagna pubblicitaria tutta da reinventare, la spesa non sarebbe piccola, tutt’altro, ma forse toglierebbe Current Tv da questo stato di cose e ci permetterebbe di parlare di Tv Libera con la T e la L maiuscole.

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