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Microsoft

Bing Cashback: lo spot in tv

by Giorgio Marandola on August 29, 2009

Bing Cashback shopping

Spot sulla tv Usa per Bing Cashback

Techcruch lo definisce un “ad blitz“, un’apparizione improvvisa e non annunciata di Microsoft nelle televisioni Usa, con il fucus di pubblicizzare Bing Cashback, il programma che permette, a detta di Microsoft, di risparmiare denaro ricercando ed acquistando merce cercandola su Bing.
Questa è la prima volta che Microsoft focalizza dell’advertising sul programma Cashback, che, come ricorderete, era già presente sul vecchio motore di ricerca, Live Search, ma il tutto fu chiuso con l’arrivo di Bing e per ben precisi problemi di budget.
Ora con il nuovo motore di ricerca, il tutto è rinato con una strategia ben diversa, che comprende l’investimento in forme offline di pubblicità.

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Fune, il nuovo smartphone di Microsoft (divertente)

by Giorgio Marandola on August 21, 2009

Signore e signori ecco a voi il nuovo smartphone di casa Microsoft, si chiama Fune, dotato di sistema operativo Windows Vista ed integrazione con America On LIne (Aol).

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Yahoo e Microsoft contro Google, inutile!

by Giorgio Marandola on July 30, 2009

Partnership Yahoo Microsoft contro Google

Bella partnership ma non basta

La partnership tra Microsoft e Yahoo alla fine è andata in porto, dopo vari tentativi più o meno vani, in cui Yahoo aveva addirittura stretto un’alleanza con Google sul fronte dell’advertising, per sfuggire a quella che veniva definita come un acquisizione tra le più infruttuose della storia del web, che vedeva Microsoft nel ruolo del compratore e Yahoo della povera verginella violata dal tiranno.

E quindi via con la partnership tra Yahoo e Google sul fronte advertising (no search quindi), defezioni come quella di Zawodny ed altri prestigiosi nomi all’interno di Yahoo, con Yang messo alle strette dagli azionisti e dai media e di fatto costretto alle dimissioni. Ma a sorpresa, l’accordo con Google, veniva definito come la mossa decisiva per liberarsi del giogo Micosoft.

Poi c’è stato il lancio di Bing, e l’annuncio è stato dato nel più classico dei modi: “Bing sfida Google!
Prima del lancio ufficiale il buzz intorno a BIng lo descriveva così come le press release voleva, Microsoft che sfidava Google, ma poi, l’effettiva operatività di Bing una volta rilasciato online ha mostrato quanto ancora lontana sia Microsoft dallo sviluppare e distribuire una tecnologia di ricerca quanto meno competitiva.

Ho già documentato con tanto di screenshot le lacune della tecnologia di cui si serve Bing, che, tra l’altro solo ultimamente permette di essere tracciato dai sistemi di statistiche come “Bing”, fino ad una settimana fa, controllando gli accessi, quelli provenienti dalla pseudo-novità Microsoft venivano taggati ancora come Windows Live Search.

Fino ad arrivare ad oggi, in cui Yahoo a sorpresa, o quasi, annuncia la sua partnership con Microsoft nel settore Search Engine.

L’affidabilità e le prestazioni della ricerca Yahoo sono comparabili a quelle di BIng, davvero non competitive nei confronti di un gigante come Google.
Quindi l’accordo ha più il sapore del marketing che dell’ operazione prettamente finanziaria basata su una volontà evolutiva e realmente concorrenziale, appare solo tesa a sfruttare l’eco del buzz generato da Bing tra gli appassionati di internet (e non tra chi è più di un appassionato).
La tecnologia di ricerca Yahoo privilegia nei primi risultati, dopo quelli sponsorizzati, quelli provenienti dalla propria directory, quindi non si ha un’organicità di ricerca estendibile e flessibile come quella di Google, è quasi forzata. L’integrazione con Bing sicuramente l’arricchirà, ma non risolverà certo le lacune concorrenziali che nel corso del tempo si sono andate accumulando, non colmeranno il gap tecnologico e strategico nei confronti di Google.

Un conto è vivere e lavorare solo sul settore search engine, un conto è voler dominare il mercato, e non a suon di monopolio o integrazioni forzate come quelle di Microsoft, ma a suon di feedback positivi ed utilizzo da parte degli utenti.
Google oltre al settore search engine, ha sviluppato moltissimi altri canali, come AdSense, Wave e via dicendo, i laboratori di Google sono in continuo fermento e nonostante qualche brutta battuta di arresto, ammissibile se si hanno mille progetti l’anno, le idee continuano a venire fuori senza soluzione di continuità, all’insegna della fornitura di un servizio globale, completo ed affidabile.

Sia Yahoo che Microsoft non hanno impiegato risorse sufficienti, o forse hanno allocato male quelle disponibili, nel realizzare un ampio spettro di servizi che potessero vantare tutti lo stesso grado di operatività e valore. Hanno sviluppato quelli che sono i canali più che ovvi per società del genere come il settore search con link sponsorizzati, i servizi paralleli e Yahoo ha anche attivato una sorta di competitor di AdSense. Ma tutto ciò è stato mal amministrato o mal gestito, come anche un altro settore iperprolifico (potenzialmente) che è quello del social networking, che ho ampiamente descritto nel post di addio a Yahoo 360.

Yahoo in realtà ha solo bisogno di una riorganizzazione interna all’insegna dell’usabilità e della semplificazione. Non dimentichiamoci che servizi quali Flickr e Delicious sono di proprietà della company di Sunnyvale già da lungo tempo, ma ancora non si è vista un’integrazione neanche a livello di personal profile. GIusto qualche mese fa, ma non tanti circa 2, si è cominciato a vedere un link, quasi impercettibile che mirava a collegare Yahoo profiles (che è una miniera d’oro) a Flickr passando anche per Yahoo Messenger.

Microsoft dal punto di vista dei servizi paralleli ha il suo fiore all’occhiello in Msn Messenger, ma in tutto il resto fa decisamente acqua, e francamente tra Yahoo e Microsoft, la prima se la potrebbe cavare con una riorganizzazione, ma la seconda, fermo restando il settore OS e Browsing, dovrebbe lavorare sodo sul fronte puramente web per poter vantare una posizione concorrenziale o quanto meno una presenza apprezzabile sul mercato.

Attrarre il potenziale user su dei risultati di ricerca per poi porlo al centro di una landa di disservizi (caso Yahoo) e di non servizi (caso Micosoft) non aiuterà certo le due companies a ridurre un gap vecchio di una decina di anni, che ha visto loro adagiarsi sugli allori e Google dominare il mercato, sul piano dell’affidabilità.

Ormai siamo nell’era in cui Google è diventato una parola d’uso quotidiano, ed è contro questo che Yahoo, Microsoft, Cuil e compagnia danzante si devono confrontare/scontrare.
Basta provare a leggere ad alta voce i termini qui sotto per accorgersi di un gap ormai incolmabile. Provate.

Mi serve una ricetta.
Cerca su Google.

Un video?
Vai su YouTube

Contro:

Mi serve la recensione dell’ultimo libro di Camilleri.
Cerca su Yahoo.

Che performance ha l’ultimo Mac Book?
Cerca su Bing.

E’ come il gioco “trova l’intruso”, chiunque abbia letto queste piccole formule si è accorto che le prime sono entrate nel vocabolario quotidiano, mentre le altre stenteranno ad entrarci per i prossimi anni.

Ma se finalmente, cercando “Flickr” su Bing, avrò Flickr.com come primo risultato e non come decimo, ben vangano queste partnerships.

Realmente non le ha mai notate nessuno queste cose sia in Yahoo sia in Microsoft?

Ed un altra domanda che mi sorge spontanea è: come mai non c’è mai nessuno asetticamente critico nei confronti di tali compagnie, e quindi pur avendo una testa ed un blog, se la press release dice che Bing sfida Google, allora il post dirà esattamente questo?
Io non lavoro in Google, sono solo un fruitore dei suoi svariati servizi, dal punto di vista operativo credo sia decisamente avanti, l’unico settore che potrebbe migliorare potrebbe essere quello della messaggistica istantanea, ma sinceramente la cosa di cui sono più convinto è che se in Yahoo non cambieranno le cose al suo interno, ci sarà poco da fare partnerships, non si andrà oltre l’effetto annuncio.
Microsoft? Dovrebbe ascoltare di più, imparare da Apple, nonostante i recenti passi falsi dei nuovi iPhones.

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Windows 7 vende bene

by Giorgio Marandola on July 15, 2009

Windows 7

Windows 7: buoni i dati dei preorder

Windows 7 di casa Microsoft sta spopolando sia in Inghilterra che in Giappone, passando dagli Stati Uniti.
Amazon ha messo in preordine sul suo portale il prodotto in Inghilterra e le vendite sono andate di un gran bene, la BBC ha riportato che in 8 ore Windows 7 ha venduto di più che Vista in tutte le 17 settimane di pre-ordine.
Evidentemente gli utenti Vista non vedevano proprio l’ora di avere un sistema operativo più solido con cui lavorare, e, a detta di Mashable, le fix effettuate sul nuovo prodotto MIcrosoft sono state veloci ed efficaci.

Microsoft e l’Antitrust

La vera novità di Windows 7 è che verrà commercializzato senza Internet Explorer all’interno, una decisione questa, motivata dalle molteplici schermaglie tra Microsoft e la sezione Antitrust della Commissione Europea.

Le vendite stimate

Secondo l’organizzazione di ricerche di mercato IDC, nel corso del 2009 Windows 7 venderà 40 milioni di copie, mentre per la fine del 2010 le previsioni parlano di 177 milioni di unità vendute.

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Bing è Windows Live Search con un header diverso

by Giorgio Marandola on June 6, 2009

Bing è solo Windows Live Search

Giorni fa mi è capitato di parlare di quanto sia ridicola la ricerca su Bing, con tanto di documentazione tramite screenshots, e c’è chi ha osservato, nei commenti e tramite mail, che Bing è basato solo ed esclusivamente su Windows Live Search con qualche feature in più.

Ed oggi, aprendo le statistiche del blog, mi cade l’occhio su un accesso effettuato da Windows Live Search tramite la sola keyword “facebook” , come si può notare dallo screenshot qui sotto.

Technico Blog stats for Facebook

Di solito quando vengo raggiunto tramite keywords così specifiche clicco direttamente su di essa per verificare il piazzamento del mio blog. Una cosa abbastanza operosa quando si tratta di keywords di questo tipo, ma la sorpresa non è stata ritrovarmi ben piazzato, ma scoprire che cliccando, non si è aperta la ricerca di Windows Live, bensì Bing, “il nuovo motore di ricerca che sfida Google” con il secchiello e la paletta.

Windows Live Search su Bing

Quindi, perchè ancora si parla delle prodezze di questo Bing?
Non è altro che Windows Live Search con un header diverso, punto e basta.

L’effetto annuncio durerà quanto? Una, due settimane?

Rientriamo nei ranghi, l’operazione marketing di Microsoft è finita, abbiamo scherzato, ora ritorniamo alle cose serie.

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Bing è ridicolo ma divertente!

by Giorgio Marandola on June 3, 2009

Bing silly search engine by microsoft

Ogni volta che viene lanciato un motore di ricerca lo slogan è sempre lo stesso: Arriva il rivale di Google!!

Già in passato mi è capitato di parlare di Cuil, che prometteva di competere con Google, seguendo lo stesso spot di sempre, forse lanciato dai creatori del motore di ricerca, o forse sponsorizzato in quest modo da chi ne parla.

Questo pomeriggio mi sono dilettato con i risultati delle ricerche effettuate su Bing, un campionario di bestialità senza paragoni, praticamente i risultati sono gli stessi della vecchia ed inutilizzata ricerca Msn Search, forse ancora più malmessi.

Nonostante ciò, il motore di casa Microsoft trova la sua vera vocazione, IL MOTORE DI RICERCA COMICO!

Molti bloggers e praticamente tutto il mainstream farebbe bene a non considerare i comunicati stampa ed aspettare di testare realmente i prodotti, invece che abboccare.
Chi sarà il prossimo a sfidare Google?

Ecco alcuni screenshot che fanno ben capire il flop che attende Bing da qui ad un paio di giorni.

Più risate per tutti!

Chiave di ricerca: Serie A

Bing

Chiave di ricerca: Mashable

Bing


Chiave di ricerca: Flickr

Bing

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Usare un telefono cellulare come Webcam

by Giorgio Marandola on April 30, 2009

Video tutorial che spiega come usare un telefono cellulare come webcam per i nostri pc, con l’aiuto di un programma della Microsoft liberamente scaricabile.
Tutorial in inglese, ma molto chiara e supportata da immagini step by step esplicative.

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Jerry Yang si dimette dalla carica di CEO di Yahoo

by Giorgio Marandola on November 19, 2008

Jerry yang

Alla fine quello che molti avevano pronosticato, o comunque si aspettavano è successo, Jerry Yang, CEO di Yahoo ha rassegnato le sue dimissioni.
Yang lascerà infatti l’incarico appena l’azienda avrà trovato un suo sostituto adeguato, pur mantendo il ruolo di Chief che aveva prima di giugno 2007. La compagnia, attraverso il suo presidente Roy Bostock, ha già attivato la ricerca del successore.

Co-founder del colosso di Sunnyvale (California) insieme a David Filo nel 1994, Yang aveva preso la guida del brand da 17 mesi, ed aveva vissuto da “scomodo protagonista” il difficile momento della tentata conquista di Yahoo da parte di Microsoft.
Momento in cui la decisione di non farsi acquisire da Billy Gates aveva suscitato un vespaio di polemiche attorno alla figura di Yang, che nonostante tutto aveva mantenuto ferma la sua decisione di far rimanere Yahoo una company ed un brand indipendente da Microsoft.
Allora le ragioni della Microsoft nel tentare l’acquisizione di Yahoo erano evidenti ed erano dettate dalla continua perdita di quote di mercato nell’ambito “search engine”, e tali ragioni sono ancora più che mai esisteti.

Il momento in cui Yang ha assunto la carica di CEO di Yahoo è coinciso con una parentesi negativa per la compagnia, una situazione in cui erano necessari profondi cambiamenti ed innovazioni. Lo stesso Yang in un post sul suo blog, etichetta il periodo in cui è stato in carica come un continuo crescere in positivo, anche se lo strapotere di Google non ne ha risentito più di tanto.
Ora si è dimesso ma rimarrà nel consiglio di amministrazione come Chief.
Secondo la maggior parte degli analisti, le dimissioni di Yang aprono la strada ad un rinnovato accordo con Microsoft, almeno per quanto riguarda il settore advertising.
Il presidente di Yahoo, Roy Bostock, in merito ha dichiarato: «Jerry e il consiglio d’amministrazione hanno avuto intavolato un dialogo sui tempi della successione e ora tutti concordiamo che sia il momento giusto per la transizione a un nuovo amministratore delegato ( CEO ) che ci porti al prossimo livello».
Tra i candidati alla successione figurano la presidente operativa Sue Decker, anche se fa parte di quella stessa squadra di manager che ha fatto infuriare gli azionisti e l’ex amministratore delegato Dan Rosenweig. Ma gli azionisti potrebbero anche rivolgersi a manager esterni, come Frank Biondi che ha guidato Viacom o John Chapple di Nextel.

Come ha reagito la borsa?

Le quotazioni di Yahoo a Wall Street hanno subito un’impennata subito dopo l’annuncio delle dimissioni di Yang, il valore acquisito dalla compagnia si aggira intorno a 1.8 miliardi di dollari.

Le origini di Yahoo

Jerry Yang e David Filo hanno cominciato a lavorare su Yahoo in una roulotte all’ Università di Stanford, inizialmente era solo una raccolta dei loro link preferiti, stilata mentre preparavano i loro dottorati in ingegneria. Il primo nome adottato per il portale era «La Guida di Jerry e David al World Wide Web», e solo succesivamente decisero di denominarla con l’acronimo di Yahoo, che significa Yet Another Hierarchical Officious Oracle (Ancora un’altro oracolo gerarchico ufficioso).

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I’m a pc, le nuove pubblicità Microsoft negli Usa

by Giorgio Marandola on September 20, 2008

I'm a pc

La campagna parla chiaro, ” I’m a Pc ” ed è veramente ben fatta. E’ strettamente focalizzata sull’utente finale, che, non viene presentato come un fruitore professionale del computer, ma come il protagonista vero e proprio di questa fruizione.

” I’m a pc ” perchè ogni computer è strettamente personale, di base è uguale per tutti, ma già dalla prima settimana da quando è uscito dalla scatola, i programmi installati, l’uso che se ne fa e addirittura gli scopi per cui è stato comprato variano da individuo a individuo. Ecco perchè i pubblicitari Microsoft hanno adottato questo slogan, forse seguendo i trend del Web2.0, secondo cui un sito (come un pc) senza il contributo degli utenti rimane vuoto e depersonalizzato, ma con l’interazione degli stessi acquista valore e spessore.

Il lato meno fortunato di questa campagnia pubblicitaria è che inevitabilmente porta la mente a pensare alla serie di pubblicità della Mac in cui 2 persone rappesentavano i 2 tipi di piattaforma (Mac e Pc) ed inevitabilmente la piattaforma Microsoft veniva ridicolizzata.

Sfortunatamente un filmato molto ben fatto che racchiude tutte le pubblicità Mac di questo tipo non riporta il codice embed su richiesta di chi ha postato il video su YouTube, quindi per vederlo clicca QUI

Questa la pubblicità Microsoft, in 3 differenti versioni.

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Yahoo respinge l’ennesima offerta di Microsoft

by Giorgio Marandola on July 14, 2008

Yahoo Search Business

Yahoo ha rifiutato una nuova offerta di Microsoft, che, come le precedenti, mirava ad acquistare il settore ricerca di Yahoo (Yahoo search business).
L’offerta, che apparentemente è stato effettuata venerdi, è stata fatta in collaborazione con l’investitore Carl Icahn ed è stata una variazione della precendente offerta di Microsoft.
L’attuale offerta comprendeva, oltre ad un ovvio buyout, anche il proposito di sostituire in blocco lo Yahoo board (il consiglio di amministrazione) e l’ executive management team. In casa Yahoo, a Sunnyvale, oltre al rifiuto dell’offerta in sè, c’è anche chi ha definito la rimozione dei quadri dirigenziali come “assurdo e irresponsabile data la complessità delle cose.”

Yahoo ha ribadito che l’accordo concluso con Google è il futuro della società ed è l’unico “deal” da seguire per quanto riguarda partnerships con terze parti, quindi definendo l’offerta Microsoft non all’altezza delle aspettative.

Ma nella stessa press release, il consiglio di amministrazione di Yahoo ritiene fattibile l’acquisto dell’intera compagnia entro il 1 Agosto, suggerendo anche che l’offerta da 33 milioni di dollari, formulata tempo fa, può andare bene ora.

Per saperne di più, qui sotto il testo integrale della press release:

Yahoo! Rejects Microsoft/Icahn Search and Restructuring Proposal
Yahoo! Suggests Microsoft Make A Proposal To Acquire Whole Company

SUNNYVALE, Calif., Jul 12, 2008 (BUSINESS WIRE) — Yahoo! Inc. (Nasdaq:YHOO), a leading global Internet company, confirmed today that it has rejected a joint proposal from Microsoft Corporation and Carl Icahn for a complex restructuring of Yahoo! that would include the acquisition of Yahoo!’s search business by Microsoft.

The proposal was made on Friday evening and Yahoo! was given less than 24 hours to accept the proposal, the fundamental terms of which Microsoft and Mr. Icahn made clear they were unwilling to negotiate. After reviewing the proposal with its legal and financial advisers, Yahoo!’s Board of Directors determined that accepting the proposal is not in the best interests of its stockholders.

The Board’s rejection of the proposal was based on a number of factors, including the following:

1. Yahoo!’s existing business plus its recently signed commercial agreement with Google has superior financial value and less complexity and risk than the Microsoft/Icahn proposal.

2. The Microsoft/Icahn proposal would preclude a potential sale of all of Yahoo! for a full and fair price, including a control premium.

3. The major component of the overall value per share asserted by Microsoft/Icahn would be in Yahoo!’s remaining non-search businesses which would be overseen by Mr. Icahn’s slate of directors, which has virtually no working knowledge of Yahoo!’s businesses.

4. The Microsoft/Icahn proposal would require the immediate replacement of the current Board and removal of the top management team at Yahoo!. The Yahoo! Board believes these moves would destabilize Yahoo! for the up to the one year it would take to gain regulatory approval for this deal.

Roy Bostock, Chairman of Yahoo! said, “This odd and opportunistic alliance of Microsoft and Carl Icahn has anything but the interests of Yahoo!’s stockholders in mind. Clearly, Microsoft, having failed to advance in search, is aligning with the short-term objectives of Mr. Icahn to coerce Yahoo! into selling its core strategic search assets on terms that are highly advantageous to Microsoft, but disadvantageous to Yahoo! stockholders. Yahoo’s Board of Directors will not allow that to happen. Yahoo!’s Board remains open to any transaction that delivers full value to our stockholders - we just do not believe such a transaction should be dictated by Microsoft and a single short-term investor.”

Mr. Bostock continued, “After negotiating among themselves without the involvement of Yahoo!, Carl Icahn and Microsoft presented us with a ‘take it or leave it’ proposal under which we would be required to restructure the Company, hand over to Microsoft Yahoo!’s valuable search business and to Carl Icahn the rest of the Company, giving us less than 24 hours to respond. It is ludicrous to think that our Board could accept such a proposal. While this type of erratic and unpredictable behavior is consistent with what we have come to expect from Microsoft, we will not be bludgeoned into a transaction that is not in the best interests of our stockholders.”

Mr. Bostock also noted that Microsoft’s position that it would not deal with, or otherwise engage with, Yahoo!’s management to reach agreement on this proposal or to implement it, is completely absurd and irresponsible given the complexity of the deal - one that requires the removal of half of Yahoo!’s business from Yahoo! and then the integration of it into Microsoft.

Yahoo!’s Board points out that a transaction to acquire the whole company would be much more straightforward and involve far less risk than the new proposal or any similar alternative. The Board believes a whole company transaction could be negotiated and executed prior to August 1st. In rejecting the Microsoft/Icahn proposal, Yahoo! not only repeated its offer to sell the entire Company to Microsoft for at least $33 per share, but also offered to negotiate an improved search only transaction. Microsoft rejected both offers.

Ironically, Carl Icahn, who jointly with Microsoft developed and presented this proposal, had previously urged Yahoo! not to sell its search business to Microsoft. Specifically, in an interview on CNBC’s Fast Money program, on June 4, 2008, Mr. Icahn said, “… it’s crazy for this company now to do this alternative deal and give the store away, because obviously, an alternative deal is a poison pill because once you’ve done an alternative deal and given the search to Microsoft, you don’t need Microsoft to buy you anymore. So, that would be a poison pill….”

Significantly, the Board believes Microsoft and Mr. Icahn are overstating the value their search and restructuring proposal would deliver to Yahoo! stockholders and are substantially understating the risks. Yahoo! noted that a transaction that would separate the Company’s search and display businesses is an undertaking of great complexity. While the Board acknowledges that the current proposal contains a number of improvements over Microsoft’s earlier proposal, the Yahoo! Board’s conclusion that the current proposal is not in the best interests of stockholders is based on a number of factors, including:

– The revenue guarantees suggested, which are conditional and subject to reduction, are well below the search revenue that the Company is expected to generate on its own and in association with its announced commercial agreement with Google. That agreement alone is estimated to generate $250 to $450 million of incremental cash flow for the first twelve months following implementation, while allowing Yahoo! to remain a principal in paid search;

– The success of the remaining Company is critically dependent on Microsoft’s ability to effectively monetize search;

– Microsoft/Icahn’s proposed Traffic Acquisition Costs rates are below market;

– The proposal calls for Yahoo! to sell its industry-leading algorithmic search business and its related strategic and valuable intellectual property portfolio for no incremental consideration; and

– Many of the components of the headline value that Mr. Icahn and Microsoft put forward, such as the spin-off of the Yahoo!’s Asian assets and the return of cash to stockholders, are steps that could be taken by Yahoo! on its own and the Board continues to evaluate these options.

Mr. Bostock concluded, “Microsoft and Mr. Icahn are trying to dismantle the Company and deliver our search business to Microsoft on terms that would be disadvantageous to Yahoo! stockholders. We are prepared to let our stockholders, not Microsoft and Carl Icahn, decide what is in their best interests and we look forward to the upcoming vote.”

Carl Icahn

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