Giorni fa mi è capitato di parlare di quanto sia ridicola la ricerca su Bing, con tanto di documentazione tramite screenshots, e c’è chi ha osservato, nei commenti e tramite mail, che Bing è basato solo ed esclusivamente su Windows Live Search con qualche feature in più.
Ed oggi, aprendo le statistiche del blog, mi cade l’occhio su un accesso effettuato da Windows Live Search tramite la sola keyword “facebook” , come si può notare dallo screenshot qui sotto.
Di solito quando vengo raggiunto tramite keywords così specifiche clicco direttamente su di essa per verificare il piazzamento del mio blog. Una cosa abbastanza operosa quando si tratta di keywords di questo tipo, ma la sorpresa non è stata ritrovarmi ben piazzato, ma scoprire che cliccando, non si è aperta la ricerca di Windows Live, bensì Bing, “il nuovo motore di ricerca che sfida Google” con il secchiello e la paletta.
Quindi, perchè ancora si parla delle prodezze di questo Bing? Non è altro che Windows Live Search con un header diverso, punto e basta.
L’effetto annuncio durerà quanto? Una, due settimane?
Rientriamo nei ranghi, l’operazione marketing di Microsoft è finita, abbiamo scherzato, ora ritorniamo alle cose serie.
Ogni volta che viene lanciato un motore di ricerca lo slogan è sempre lo stesso: Arriva il rivale di Google!!
Già in passato mi è capitato di parlare di Cuil, che prometteva di competere con Google, seguendo lo stesso spot di sempre, forse lanciato dai creatori del motore di ricerca, o forse sponsorizzato in quest modo da chi ne parla.
Questo pomeriggio mi sono dilettato con i risultati delle ricerche effettuate su Bing, un campionario di bestialità senza paragoni, praticamente i risultati sono gli stessi della vecchia ed inutilizzata ricerca Msn Search, forse ancora più malmessi.
Nonostante ciò, il motore di casa Microsoft trova la sua vera vocazione, IL MOTORE DI RICERCA COMICO!
Molti bloggers e praticamente tutto il mainstream farebbe bene a non considerare i comunicati stampa ed aspettare di testare realmente i prodotti, invece che abboccare.
Chi sarà il prossimo a sfidare Google?
Ecco alcuni screenshot che fanno ben capire il flop che attende Bing da qui ad un paio di giorni.
E non si tratta di un’ omissione causata dal filtro Safe Search, ma da una rimozione espressamente richiesta e messa in atto.
Infatti se si cerca You Porn su Google.de, alla fine della prima pagina dei risultati appare il seguente messaggio:
In risposta ad una richiesta legale inviata a Google, abbiamo rimosso 9 risultati da questa pagina. Se lo desideri, puoi ottenere ulteriori informazioni sulla richiesta a ChillingEffects.org cliccandoQUI
A URL that otherwise would have appeared in response to your search, was not displayed because that URL was reported as illegal by a German regulatory body.
Quindi YouPorn in Germania viene considerato illegale… Ma come mai? Se così fosse non sarebbe dovuto sparire anche da Google.it o da Google.com?
Il dubbio rimane, a maggior ragione se si considera che YouPorn è tranquillamente accessibile dalla Germania, ad esempio, digitando l’url direttamente nel browser. Se fosse stato giudicato illegale gli internauti tedeschi avrebbero dovuto trovare una pagina che oscura il sito vietandone l’accesso in base a qualche legge.
Il provvedimento di Google.de quindi sembra essere privo di fondamenti giuridici formali, o forse lo è l’argomentazione proposta da Chilling Effects.
Ancor più se consideriamo che altri siti decisamente sulla stessa lunghezza d’onda di YouPorn, come Stumble Porn, lo StumbleUpon del porno 2.0, sono tranquillamente indicizzati da Google.de .
Il provvedimento in questione è riportato anche alla voce Youporn su Wikipedia.
Ormai i “tentacoli” provenienti da Mountain View stanno arrivando dapertutto.
Qulache tempo fa, quando il blog era ancora in vacanza, è nato Google Chrome, il nuovo browser lanciato dal colosso di Mountain View.
Un browser che, a detta dei developers dovrebbe essere più o meno riassumibile in queste poche righe:
“Google Chrome è un browser progettato per rendere più veloce, facile e sicuro l’uso del Web con un design minimo che non intralcia la navigazione.“
I pregi e le innovazioni di questo broswer vengono riportate in una piccola sidebar sul sito ufficiale e consistono in:
Una casella multifunzione
Digita nella barra degli indirizzi e ricevi suggerimenti sulla ricerca e sulle pagine web.
Miniature dei siti web più visitati
Accedi istantaneamente alle tue pagine preferite da qualsiasi nuova scheda.
Scorciatoie per le applicazioni
Inserisci le scorciatoie sul desktop per avviare le tue applicazioni web preferite.
Ma perchè il team di Google ha creato un browser? Di seguito riportiamo un estratto di ciò che ha spinto gli sviluppatori a progettare Chrome.
” Qui a Google svolgiamo gran parte del nostro lavoro utilizzando un browser. Lo usiamo per fare ricerche, chattare, inviare email e collaborare. E come tutti voi, nel tempo libero, facciamo acquisti, controlliamo il conto in banca, leggiamo le notizie e ci teniamo in contatto con gli amici - tutto con un browser. Le persone trascorrono sempre più tempo sulla Rete, e fanno cose che 15 anni fa, all’epoca della nascita del Web, erano semplicemente inimmaginabili.
Proprio perché passiamo così tanto tempo online, abbiamo cominciato a pensare seriamente a che tipo di browser fosse possibile ideare, partendo da zero e prendendo spunto dalle soluzioni migliori presenti sul mercato. Il Web si è evoluto enormemente negli ultimi anni: le semplici pagine di testo hanno lasciato il posto a sofisticate applicazioni interattive, di conseguenza ci siamo subito resi conto che era necessario un ripensamento del concetto stesso di browser. Ciò che avevamo in mente non era semplicemente uno strumento di navigazione, bensì una moderna piattaforma in cui eseguire pagine e applicazioni web.
Da un punto di vista estetico, abbiamo progettato una finestra di navigazione dal look semplice e lineare. Per molti, infatti, il browser è soltanto uno strumento per accedere a ciò che conta davvero: le pagine, i siti e le applicazioni che costituiscono l’essenza del Web.
Da un punto di vista tecnico, siamo riusciti a gettare le fondamenta di un browser in grado di eseguire le più avanzate applicazioni web in modo ottimale. Mantenendo le schede in ambienti isolati, abbiamo fatto in modo che qualsiasi anomalia all’interno di una scheda non pregiudicasse il funzionamento delle altre, e siamo riusciti a fornire una protezione più efficace contro i siti pericolosi. Abbiamo aumentato la velocità e la rapidità di risposta su tutti i fronti. Inoltre, abbiamo realizzato un potente motore JavaScript, denominato V8, in grado di far funzionare le applicazioni web di prossima generazione, impossibili da eseguire con gli attuali browser.
(ndr Stanno pronosticando la fine di tutti gli altri browsers? E’ una piccola anticipazione di ciò che sta bollendo in pentola a Mountain View? Interessante come affermazione!)
Ma questo è solo l’inizio: Google Chrome è tutt’altro che un progetto terminato. Abbiamo rilasciato questa versione beta per Windows con l’intento di allargare la discussione e ricevere i commenti e le opinioni degli utenti il prima possibile. Stiamo lavorando per realizzare le versioni per Mac e Linux e continueremo a lavorare per rendere il browser sempre più veloce e stabile.
Siamo profondamente debitori nei confronti di diversi progetti open source ed è nostra intenzione proseguire sulla strada da loro intrapresa. Tra gli altri, ci siamo avvalsi di componenti di WebKit di Apple e Mozilla Firefox e, coerentemente con quello spirito, abbiamo deciso di rendere il nostro codice completamente open source. Ci auguriamo che la collaborazione con l’intera community sia uno stimolo per l’evoluzione del Web. “
Vi presento Cuil, un nuovo motore di ricerca, messo a punto e creato da due ex dipendenti di Google, Tom Costello e AnnaPatterson.
Le feature in evidenza riguardano il database, rappresentato da 120 billioni di siti, la tutela della privacy degli utenti in quanto gli indirizzi ip non vengono registrati per cui gli stessi non potranno essere mai ceduti a terze parti, un approccio del motore di ricerca semi-semantico per cui Cuil riconosce le relazioni tra le parole contenute in un sito web rendendo un migliore ranking all’interno dei risultati di ricerca.
Di primaria importanza, almeno a mio avviso, è il fatto che la pagina di Cuil è totalmente a sfondo nero, il che garantisce un risparmio energetico e meno fatica per gli occhi: totalmente in contrasto con l’home di Google.
I risultati della ricerca sono organizzati in maniera diametralmente opposta a quelli di Google, in una pagina chiara e riportati in modo da ricordare la prima pagina di un giornale più che la classica classificazione in colonna.
I risultati sono distribuiti su 3 colonne, la maggior parte con piccole immagini tratte dai siti.
Cuil, poi, suggetisce anche ricerche correlate elencate per concetti: ed è questo, credo, il luogo in cui approderanno le sponsored searches.
Ms Patterson ha affermato che queste ricerche correlate sono generate interamente dagli algoritmi utilizzati dal sito e non hanno nessuna influenza causata manualmente a livello di codice.
Di solito, le queries efetuate su Google vengono gestite da centinaia di terminali, l’intuizione di Tom Costello nel dare alla luce Cuil, sta nel fatto che il 90 % delle queries vengono gestite da un solo computer. Infatti Anna Patterson ha dichiarato che il suo Cuil ha effettuato ricerche su 120 billioni di pagine web utilizzando solo 140 servers.
Inoltre la stessa Anna ha riportato una stima di Yahoo: ” Ci vogliono ben 300 milioni di dollari per entrare nel business della ricerca, ma noi abbiamo un’architettura tale da permettere lo stesso accesso con un prezzo di serie B”.
Lo ha riferito mentre la compagnia va incontro al secondo round di finanziamento attraverso venture capitals, che si aggirerà intorno alle decine di milioni di dollari e non alle centinaia come preventivato da Yahoo.
Finora Cuil ha beneficiato di 2 round di finanziamento, uno di 8 milioni di dollari e l’altro di 25 milioni, ma finora ne ha spesi solo 7 ( per buona pace del famigerato italia.it, vergogna! )
Con non poco orgoglio Ms. Patterson ha dichiarato: “D’ora in poi la gente potrà dire: ciò che non trovo su Google, lo trovo su Cuil ! ”
Paragonando Cuil al colosso di Mountain View ha affermato che il database del neonato motore di ricerca ha un database 3 volte più ampio di quello di Google.
Staremo a vedere quale sarà il destino di questo promettente motore di ricerca, che finalmente promette di fare quello che Yahoo e Microsoft non sono riusciti a fare in ambito di valida concorrenza a Google, a livello di accuratezza, ampiezza e qualità di ricerca.
Per il momento le cose sembrano girare nel verso giusto, basta cercare di raggiungere il sito per incappare nel messaggio “Torneremo presto. Il motore di ricerca è temporaneamente non disponibile” a causa dell’elevato traffico generato dall’interesse intorno a questo nuovo prodotto.
Secondo quanto viene riferito dal Google Mobile Blog, le funzionalità di ricerca web all’interno dei dispositivi Blackberry sono state migliorate aggiungendo le seguenti features:
- Migliore completezza: il motore di ricerca per cellulari ora incorpora risultati di Ricerca prodotto, Ricerca Blog, Notizie archivi di ricerca, e altro ancora.
- Blended results: invece di mostrare risultati di ricerca web, immagini, notizie locali in sezioni separate, il tutto ora è combinato allo scopo di migliorare la pertinenza della ricerca. Inoltre, hanno reso più facile per gli utenti concentrare la ricerca su di una di queste categorie ( da notare come i collegamenti sono ora collocati nella parte superiore della pagina dei risultati).
- Snippets più lunghi: I risultati della ricerca comprendono più snippets.
-Ricerche correlate: In fondo alla pagina dei risultati di ricerca, troverete un elenco di Ricerche correlate aiuteranno a perfezionare una query.
Google ha anche lanciato un sito dedicato alla sua attività per quanto riguarda i dispositivi mobile.
Qui sotto il video che spiega le migliorie apportate alla ricerca.
La Microsoft, proprietaria del terzo motore di ricerca web mondiale, Windows Live Search, ha stretto un accordo con la Hewlett-Packard ( Hp ), secondo cui il search engine di default nei computer venduti negli Usa e in Canada sarà proprio Windows Live Search che rimpiazzerà nientemeno che Yahoo! .
Windows Live Search verrà installato nella barra degli strumenti dei computer Hp a partire da Gennaio, ed il software indirizzerà gli utenti su siti web di proprietà della Hp, come ad esempio Snapfish. Questo aspetto ha destato non poche polemiche, in quanto la ricerca “falsata” da queste logiche di mercato ha sempre avuto vita piuttosto breve, ed è questo uno degli aspetti che ha contraddistinto la qualità di ricerca di Google rispetto a molti altri i cui software prediligono una ricerca strutturata in questo modo:
- Risultati sponsorizzati
- Propria directory
- Web in generale
Vedasi, appunto Yahoo! .
L’accordo è volto ad aiutare Microsoft a dare visibilità ai propri risultati sponsorizzati e quindi porre gli stessi di fronte ad un numero maggiore di utenti. Infatti in molti casi i risultati sponsorizzati di una directory o di un motore di ricerca vengono monetizzati da chi li ospita ricevendo pagamenti in base alle impressions e non solo in base ai click.
Angus Norton, Senior Director di Microsoft Live Search Platform ha dichiarato che i loro inserzionisti ricevono un buon numero di click through e buone performance pubblicitarie, ma non raggiungono mai il volume sperato in fase di progettazione: buone performance ma non ottimali.
Ed è proprio per colmare questo gap che le strategie di Microsoft tendono ad acquistare una posizione rilevante nel panorama pubblicitario telematico, in poche parole: hanno fiutato l’affare ed ora si sentono un pò indietro rispetto ai grandi.
E l’affare che la Microsoft ha fiutato parla di 3.88 milioni di pc venduti dalla Hp nel primo trimestre di quest’anno nei soli Stati Uniti.
La toolbar verrà costruita attraverso la tecnologia Microsoft Silverlight e modellata sulla toolbar di MSN, con dei bottoni che consentono agli utenti di avere una preview dei siti senza bisogno di lasciare la pagina corrente
Google ha gestito il 61,6% delle query di ricerca degli Stati Uniti nel mese di Aprile, rispetto al 59,8% nel mese di Marzo secondo ComScore Inc. Yahoo! ha gestito il 20,4% delle ricerche, dal 21,3%, mentre la quota di Microsoft è scivoltata al 9,1% dal 9,4%.
Il presidente della Microsoft Kevin Johnson ha detto in una nota ai dipendenti il mese scorso che Microsoft, il più grande produttore di software, si concentrerà sul consolidamento on-line del suo brand, nel migliorare i programmi di annunci e di acquisizioni per rafforzare la sua quota di mercato.