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Zoosk, conoscere singles su Facebook

by Giorgio Marandola on May 14, 2010

Zoosk Facebook

Zoosk è un servizio di dating online del tutto particolare, di solito siamo abituati a conoscere siti in cui è virtualmente possibile incontrare l’anima gemella o semplicemente conoscere gente disponibile online come entità separate, community chiuse e a se stanti.

Un esempio pratico può essere rappresentato da Meetic o SmartDate.

Zoosk invece, si differenzia dagli altri perchè è completamente interfacciato con la piattaforma di Facebook, tramite un’applicazione. [click to continue...]

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MySpace in guai seri, causa Facebook

by Giorgio Marandola on May 19, 2009

News Corporation - Murdoch

MySpace attraversa veramente un periodo non invidiabile, Google abbandonerà il dealing pubblicitario con il social network di News Corp prossimamente, e le pageview sono in rapido declino.

Nel giro di un anno il numero di utenti di Facebook ha avuto un incremento rapidissimo, ma MySpace “reggeva ancora la botta”.
Attuamente i numeri sono radicalmente cambiati nel rapporto users/pageviews tra i due colossi del social networking, secondo Comscore (statistiche di Marzo 2009) MySpace ha negli Stati Uniti 70 milioni di utenti unici, sicuramente meno dello stesso periodo di un anno fa.
Nel frattempo Facebook ha incrementato il numero di utenti di 61 milioni sempre negli USA, e cresce al ritmo di qualche milione in più ogni mese.

In parole povere, adottando il termine di TechCrunch, ” la guerra è finita ” .

La crescita del numero di utenti di MySpace è in fase di stallo e, storicamente parlando, nessuna azienda del genere ha mai invertito tale tendenza.
Il problema fondamentale di MySpace non è la guerra con Facebook ormai persa, ma il numero di pageviews drasticamente in calo, questo vuol dire che gli utenti stanno ancora visitando il sito, ma per molto meno tempo rispetto al passato.
C’è da notare che lo scopo vero dei social networks è quello di realizzare pageviews al loro interno, che sta a significare gradimento dell’utente nei confronti della community, del servizio, ed un alto coinvolgimento dell’utente finale. Ed è qusto valore aggiunto che MySpace sta perdendo.

Il livello di coinvolgimento dell’utente, da cui le pageviews, vale non da solo, ma bensì in relazione alle impressions delle pubblicità, la vera ed unica fonte di “sussistenza” delle società che gestiscono i social networks.

Il numero di pageviews di MySpace è calato da 47,4 miliardi di un anno fa, ai 38 miliardi di oggi, quindi si è avuto un calo del 20%.
Nello stesso periodo, Facebook è cresciuto da 44 miliardi a 87 miliardi di pageviews, un aumento di circa il 100%.

TechCrunch ha voluto sentire il parere di due importanti produttori di applicazioni che operano su tutti e due i colossi, ed anche loro confermano un drammatico calo nell’utilizzo dei loro prodotti su MySpace.

Entro un anno MySpace riceverà l’ultimo pagamento da Google riguardante l’accordo advertising AdSense, e dovranno cavarsela in un altro modo se vogliono continuare ad avere delle revenues accettabili.
Rimarrano con un social network che costa mezzo miliardo di dollari l’anno solo per funzionare, senza Google AdSense e con tanto lavoro da fare.

Considerazioni a margine:

Design: Facebook ha un design prestabilito e leggero per i profili, e le funzioni si inegrano senza appesantire la pagina, senza creare scompiglio o disordine, quindi ogni bacheca, ogni info page viene caricata in un tempo accettabile e l’utente è disposo ad aspettare qualche secondo. I profili di MySpace invece non hanno un layout definito, quindi ogni utente è libero di accedere a personalizzazioni che il più delle volte finiscono per appesantire la pagina fino al punto di far desistere il visitatore dall’attendere l’effettivo caricamento.
Ciò significa meno usabilità e più frustrazione, e delinea come vincente la poilitica di Facebook di gestire “dall’ alto” i cambiamenti di layout.

Maturità: L’innegabile forza di Facebook è la maturità dei suoi utenti, o almeno della larga maggioranza, che usano il proprio nome e cognome, i propri dati e le info che rispecchiano fedelmente quelle vere. Mentre su MySpace ancora c’è la vecchia tendenza spersonalizzante del nickname, che complica la ricerca, e non favorisce i contatti.
Secondo la mia esperienza su Facebook, la possibilità di cercare le persone tramite nome e cognome è un alto valore aggiunto, poichè il nickname presuppone 2 tipi di procedimento per arrivare al contatto sul social network:

1) Scambio nickname nella vita offline, in base a contatti prestabiliti e già esistenti da tempo, il nick in questo caso funge da identificativo, da alias per la persona (altro discorso vale per i gruppi musicali ovviamente) è un plus e non fa parte di un codice identificativo magari stabilito anni prima, ad esempio durante le scuole elementari. Quindi questo può rappresentare un ostacolo all’effettivo networking.

2) Imbattersi nel profilo che reca il nickname come identificativo e riconoscere la persona, associare i due concetti e quindi mettersi in contatto, caricamento e confusione del profilo permettendo.

Che dire, buona fortuna!

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Restyling grafico di MySpace la prossima settimana

by Giorgio Marandola on June 14, 2008

MySpace Logo

Il restyling della community di News Corp avrà come obiettivo la semplificazione innanzitutto dei profili degli utenti. Infatti navigando, attualmente, tra le pagine degli “inquilini”della community si può notare che molti profili hanno un tempo di caricamento spropositato, dato dal fatto che molti users forniscono il proprio profilo con infiniti video e widgets, oltre all’ abitudine di molti “spammers” di inserire flyers o locandine varie nei commenti ai profili.

Insomma, ora come ora, MySpace è un bel caos, come afferma anche Mark Hopkins di Mashable.
Si tratta del più vasto restyling su più vasta scala mai fatto da un sito Web di dimensioni simili, MySpace ha dichiarato inoltre che le modifiche riguarderanno la sua home page, il modo di navigare, il modo di modificare il proprio profilo e le funzioni di MySpaceTV aggiungendo che molti altri cambiamenti avverranno durante l’estate.

Gli addetti alle pubbliche relazioni di MySpace hanno dichiarato inoltre: “E’ più di un’operazione di sola facciata, stiamo per modificare il modo in cui le persone interagiscono con il sito e con i nostri marchi”.

Interessante il fatto che abbiano nominato “i loro marchi”, forse assisteremo ad un bel modding dei Google AdSense che sponsorizzano ogni pagina della community. Visto che solo alcuni sono stati modificati nelle dimensioni e nello stile.
Come si può vedere dal terzo screenshot in basso.

Ecco alcuni screenshots delle future modifiche (foto credits: Mashable)

MySpace New Editor

MySpace Tv Player

MySpace splash page

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Facebook blocca le pubblicità di MySpace e compagnia, ma solo dagli Usa

by Giorgio Marandola on June 5, 2008

Facebook Logo

Giorni fa Techcrunch pubblicava un articolo in cui illustrava come Facebook bloccasse la possibilità di pubblicizzare servizi paralleli al suo, insomma, la concorrenza. E lo stesso blog pubblicava uno screenshot del tentativo negato in cui il termine MySpace veniva accompagnato dalla scritta “The text contains a blocked word or phrase” . Come si può notare dallo screenshot qui sotto.

Facebook screenshot

Abbiamo fatto un po’ di indagini e sommariamente abbiamo scoperto che seguendo la stessa procedura su Facebook, seguendo il link suggerito da Techcrunch, potevamo tranquillamente pubblicizzare MySpace.

Come mostrato qui sotto.

Facebook screenshot 2

Le considerazione da fare a priori è una: nello screen di Techcrunch si può vedere in alto che l’utente che sta tentando di pubblicizzare MySpace è registrato al sito, infatti sono presenti e voci “ Profile “ accompagnata da “edit” e “Inbox”, mentre noi abbiamo provato senza accedere al servizio.

Quindi la nostra conclusione potrebbe non essere veritiera al 100%, ma eccola comunque.

Seguendo il link di Techcrunch che portava alla pagina “Crea annuncio” di Facebook siamo stati reindirizzati nella versione italiana ed abbiamo potuto seguire la procedura comodamente in italiano, quindi le cifre di Facebook riguardo al numero di utenti (italiani) a cui era rivolta la pubblicità calava drasticamente rispetto alla moltitudine di users in lingua inglese.

A questo punto la prima riflessione è che Facebook vede come eventuale “minaccia” ai suoi users solo pubblicità concorrenziali in lingua inglese e quindi abbia impostato questo filtro solo per gli ip provenienti da Paesi anglofoni, Usa in particolare.

Non ci resta che provare con un utente regolarmente iscritto a Facebook, vi terremo informati.

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