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G-1 , il Google Phone firmato HTC

by Giorgio Marandola on October 7, 2008

Google Phone HTC

La collaborazione tra Google, HTC e T-Mobile ha portato al concepimento del nuovo smartphone dotato del sistema operativo opensource Android (ideato a Mountain View e sviluppato da un consorzio di 34 aziende, ta cui Telecom Italia).
Il prezzo negli Stati Uniti promette scintille all’interno delle logiche di mercato: soli 180 dollari! Staremo a vedere in Italia quanto costerà.

Il lancio del nuovo Google Phone seguirà questo schema: dal 22 ottobre negli Stati Uniti, da novembre nel Regno Unito e dal 2009 nel resto d’Europa.
A livello di prezzi, la manovra di Google è un colpo all’impennata causata dall’ingresso nel mercato dell’ iPhone di casa Apple, e mira a polarizzare i prezzi verso il basso nell’ intero ambito Smartphones.

Come affermano Gianni Rusconi e Mario Cianflone, del Sole 24 Ore:

“Htc, vuole scuotere il mondo dei cellulari, colpire forte il mercato della telefonia mobile, aggredendo le enormi aree di mercato composte dagli smartphone con sistema operativo Symbian (tipicamente Nokia), e dai sempre più numerosi device con Windows Mobile di Microsoft. E stiamo parlando di numeri enormi: solo nel secondo trimestre dell’anno in corso sono stati venduti 18 milioni di cellulari con Symbian e 3,8 milioni con Windows Mobile, mentre gli iPhone sono stati meno di 900mila.”

Mentre, secondo Strategy Analytics: l’Htc con Android potrebbe superare il tetto dei 400mila pezzi venduti entro la fine dell’anno, pari a una quota del 4% del mercato americano.

La caratteristica a mio avviso più importante del nuovo googlefonino è la sua ampia connettività alla rete, praticamente è in grado di connettersi ovunque e comunque: come si comporteranno le compagnie telefoniche nostrane? Inibiranno il tutto? Si renderà necessario “sbloccare” il G-1 alla stregua dei primi iPhones che arrivavano dagli Usa?

Si accede comodamente alle mille funzionalità dello smartphone attraverso un touchscreen, che ormai è divenuto un “must” ed una tastiera Qwerty a scomparsa. Il sistema touchscreen è completamente personalizzabile dall’utente con una combinazione possibile tra migliaia di comandi. La tastiera fisica, che molti utenti preferiscono al touch puro, permette una compilazione rapida di email e messaggi.
Tra le altre dotazioni del googlefonino, da segnalare una bella fotocamera da 3.1 megapixel con zoom, un ricevitore A-Gps per la navigazione satellitare che può essere utilizzato in combinazione con Google Maps, ma anche in qui serve, come nel caso dell’iPhone un vero software per la navigazione tipo TomTom, Garmin o Navigon.

In Italia, la compagnia telefonica che la prossima primavera “metterà il cappello” sullo smartphone di Google sarà Telecom Italia Mobile, visto che è una delle società consorziate all’interno della Open Handset Alliance.

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fbOpen, Facebook sarà opensource

by Giorgio Marandola on June 29, 2008

Mark Zuckerberg Facebook

Questo il comunicato ufficiale di qualche mese fa rilasciato dallo staff di Facebook:

“We’re working on an open-source initiative that is meant to help application developers better understand Facebook Platform and more easily build applications, whether it’s by running their own test servers, building tools, or optimizing their applications. As Facebook Platform continues to mature, open-sourcing the infrastructure behind it is a natural step so developers can build richer social applications and share what they’ve learned with the ecosystem. Additional details will be released soon.”

Ed ora ci siamo, fbOpen è disponibile per il download e comprende una parte significativa della piattaforma Facebook, tra cui la maggior parte del codice che la fa muovere più le implementazioni di molti dei più utilizzati metodi e tag. Questa versione è solo un primo passo per fornire uno sguardo più approfondito alla piattaforma Facebook.

Le informazioni relative ai progetti opensource di Facebook possono essere trovate nella Facebook Opensource Page.

L’obiettivo di questa versione è quello di aiutare gli sviluppatori a comprendere meglio la piattaforma Facebook nel suo complesso e di facilitare la costruzione di applicazioni.
Quasi ironicamente, su Facebook Developers News, Ami Vora si augura che il materiale opensource venga utilizzato “come mai il team di Facebook abbia mai pensato di utilizzarlo”.

La maggior parte di questa versione è sotto licenza Common Public Attribution License (CPAL), un tipo di licenza “community-friendly” che riconosce come i servizi web siano una importante via di distribuzione di software. Inoltre, consente di collegare il vostro marchio a quello di Facebook ad ogni modifica e/o aggiornamento. Il resto del codice (FBML parser) è sotto licenza Mozilla Public License (MPL).

L’augurio del team di Facebook è quello di continuare la condivisione di ciò che si è costruito con altri sviluppatori e di contribuire a forgiare un “ecosystem” ancora più forte.
L’interazione con tutti gli sviluppatori che in qualche modo si sono interessati al progetto (come noi del resto), avviene nell’apposito Community Forum.

Questo passo verso l’opensource della propria piattaforma è, di per sè, un gran passo avanti nelle pubbliche relazioni del social network di Palo Alto, ma il progetto non esce fuori dalla logica del marketing in quanto rappresenta un validissimo modo per competere con Open Social, il competitor messo a punto da Google, MySpace, Yahoo e AOL.

Il download di fbOpen si trova QUI

La documentazione per i developers QUI

Facebook CEO

Nelle foto, il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg

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