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Seegugio e Photo Stalker: vedere le foto di chi non è amico

by Giorgio Marandola on July 19, 2009

Proteggere la privacy su Facebook

Come vedere le foto di chiunque, anche non amico

Seegugio e Photo Stalker, sono due applicazioni Facebook che permettono di guardare le foto di chiunque anche di quelle persone che non abbiamo come amici.
Guardare le foto dell’ex, controllare gli amici dei figli adolescenti, curiosare tra gli album del vicino di casa, ma non solo, guardare gli scatti privati delle letterine, dei calciatori o dei politici.
Poter vedere i profili di Facebook delle persone che non fanno parte della nostra rete di amici fino a oggi era praticamente impossibile, ma grazie a questi due software queste barriere possono essere abbattute.

Non è decisamente una bella notizia visto che, raccogliendo le testimonianze di molte ragazze, l’esplosione di Facebook ha comportato anche l’arrivo sul social network di tanta gente che non ha nulla di meglio da fare che ficcanasare arrivando al limite della decenza.
Inoltre è successo più di una volta che i vari ex di turno abbiano usato le funzionalità di Facebook per i loro scopi di simil-stalking e controllo ossessivo.
Come ad esempio, mandare un poke alla propria ex ragazza (che precedentemente aveva eliminato l’ex dai contatti) solo per ottenere l’accesso temporaneo per una settimana al suo profilo. Richedere l’amicizia al nuovo ragazzo con fini pacifici per poi minacciarlo.
Insomma, tutto il mondo è paese, e molte volte il nascondersi dietro mouse e tastiera favorisce comportamenti al limite della dignità umana.

Seegugio e Photo Stalker (indicativo il nome del secondo software) consentono di vedere le foto di tutti gli utenti del social network più famoso del web, incluse quelle delle persone che non conosciamo e senza che queste lo vengano a sapere.

Con 850 milioni di foto caricate ogni mese, Facebook rappresenta uno dei siti più importanti dove poter condividere immagini. Queste due applicazioni, che rappresentano la nuova frontiera del voyeurismo digitale, non sono opera dell’azienda di Palo Alto, ma della rete: “Photo Stalker” è stato sviluppato dall’americano Josh Carcione, mentre “Seegugio” è completamente made in Italy. Il primo, da quando è entrato in funzione a febbraio, ha collezionato più di 2.500 fan, mentre gli utenti che lo utilizzano mensilmente superano quota 81mila. Cifre più modeste per l’applicazione italiana: gli utenti attivi mensilmente su “Seegugio” sono circa 34mila.

Il problema a questo punto è la privacy. “Seegugio” e “Photo Stalker” violano il privato degli utenti? Come si legge nella bacheca Facebook di Seegugio, l’applicazione “non ti fa vedere tutte le foto presenti, ma solo quelle possibili” inoltre “non fa nulla che non si possa già fare su Facebook e quindi rispetta le policies di privacy del social network”. Josh Carcione, ideatore di “Photo Stalker”, spiega che il suo programma “mostra solo gli album che gli utenti consentono di vedere. Se qualcuno sceglie di riservarli solo agli amici Photo Stalker non funziona”.

Infatti, quando si crea un album, Facebook dà la possibilità agli utenti di proteggere le proprie foto: nelle impostazioni c’è un area riservata alla privacy dove si possono bloccare le informazioni e renderle inaccessibili agli sconosciuti. Le impostazioni standard, però, consentono l’accesso a tutti. E’ qui che entrano in gioco le due applicazioni ficcanaso. “Seegugio” e “Photo Stalker” giocano sulla disattenzione degli utenti che dimenticano di proteggere i propri dati. Le restrizioni sulla privacy, quando sono impostate, infatti creano un muro anche per i due programmi.

“Le due applicazioni non violano la policy di Fecebook sulla privacy. Questa però non corrisponde alle norme di legge”, commenta l’avv. Antonino Polimeni, esperto di diritto di Internet. “E’ il sistema del noto social network a consentire ripetute e continue violazioni del nostro ordinamento. La legge italiana, in relazione alla pubblicazione di fotografie che ritraggono una persona, prevede nella maggior parte dei casi che questa autorizzi espressamente la diffusione della propria immagine. Pensiamo a tutte le persone ritratte in foto insieme all’utente che le pubblica, magari anche non iscritte a Facebook: qualcuno ha mai chiesto loro l’autorizzazione alla diffusione?”

Ricordate di rendere visibili gli album fotografici solo agli amici dopo averli creati, e se non lo avete ancora fatto, correte a cambiare i settaggi della privacy, è facilissimo, e se non sapete come fare, contattatemi nei commenti di questo articolo o tramite Facebook, cliccando sull’icona FB in alto a destra in questa pagina.

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Facebook presenta i Vanity Url

by Giorgio Marandola on June 10, 2009

Facebook Vanity Url

Quello che viene definito come “URL landrush“, ovvero un’ ottimizzazione in senso molto SEO dei profili e delle pagine fan di Facebook è stato annunciato come operativo per il 13 Giugno 2009.
Il blog ufficiale di Facebook in questo post, riportava le specifiche di questo mutamento di forma (e valore) degli Url di profili e pagine.

Ma a stretto giro di post, la nuova update, riportata da Inside Facebook, avverte che questa nuova feature sarà disponibile solamente per le pagine con più di 1000 fans.

Cambio in username, dettaglio

Quindi per i uovi Url esistono poche semplici guidelines:

1) Le pagine devono avere più di 1000 fans. Le specifiche più dettagliate sono qui.

2) Non si possono ottenere Url con termini generici, e che quindi rispecchiano ricerche molto frequenti, come “pizza” o “fiori”.. insomma Facebook incoraggia ad utilizzare usernames che rispecchino a pieno la propria identità.

3) Facebook non permetteà agli utenti di cambiare o trasferire il proprio username.

5) Facebook sta permettendo agli effettivi proprietari dei marchi registrati di poter mettere al sicuro attraverso questa specifica form.

Quindi anche Facebook si muove nell’ottica di garantire un’identità precisa ed univoca ai brands ufficialmente presenti nel social network, cosa che sta  interessando molto anche Twitter. Il motivo è lo stesso, la lotta ai Fake, che anche su Facebook trovano terreno fertile ed in molti casi hanno creato anche scompiglio e polemiche.

Facebook Vanity Url

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Twitter lancerà i Verified Accounts

by Giorgio Marandola on June 7, 2009

Twitter Verified Accounts Beta

Twitter sta per lanciare un’importantissima feature all’interno della community, la verifica degli account, per cercare di arginare il fenomeno dei cosiddetti “impersonatori”, che aprono account a nome di gente famosa per poi sfruttarli in maniera illecita, promuovendo ad esempio, pay per click allo scopo di guadagnare soldi sfruttando il nome celebre.

Come riportato in questo post sul blog ufficiale di Twitter, il fatto di impersonare personaggi celebri allo scopo di trarne profitto o visibilità è contrario al TOS di Twitter.
Quindi lo staff ha deciso di bannare o sospendere gli account fittizi o addirittura trasferirne il controllo ai legittimi proprietari del nome impersonato.

La nuova opzione è stata resa nota in seguito alla querela da parte di Tony La Russa, manager dei St. Louis Cardinals.

Il sistema di Verified Accounts verrà lanciato in versione Beta, e comprenderà all’inizio pochi accounts, tra cui personaggi pubblici, personaggi famosi, ed istituzioni varie, in seguito sarà disponibile per tutti.

Un sistema innovativo che si rivelerà sicuramente efficace su Twitter, ponendo fine agli impersonificatori.

Si comincia quest’estate, staremo a vedere.

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Yahoo: 360 chiude, progetti ed occasioni perse

by Giorgio Marandola on May 31, 2009

Yahoo Search Marketing

La Reuters qualche giorno fa titolava in questo modo: “Yahoo interessata ad entrare nel mondo dei social network” e continuava con “Yahoo sta pensando di comprare società che le consentano di diventare un attore importante nel mercato dei social network e rinnovino i suoi prodotti. Lo ha confermato il responsabile del settore tecnologico dell’azienda Ari Balogh” .

Che dire, non male come progetto, se non si pensa al fatto che Yahoo ufficialmente è già nel mondo dei social networks ancor prima di Facebook e MySpace, quindi il problema all’interno della compagnia di Sunnyvale riguarda 2 cose in particolare: definizioni e memoria, principalmente, oltre che capacità tecniche ed occhi aperti.

Definizioni: come mai? Perchè da quando esiste internet esistono i profili Yahoo, è di fatto un social network, usato in stragrande maggioranza da persone provenienti da Asia e Paesi arabi, la lingua dominante è l’inglese ma moltissime persone lo usano in una maniera “particolare”, solo per comunicare, attraverso la chat e Yahoo Messenger, non hanno l’abitudine di avere un profilo completo su Yahoo, niente foto, niente info. Quando si tratta di mostrare un profilo propriamente da social network, la prima cosa che fanno è inviare il proprio link Friendster, mostrando un profilo completo ed aggiornato.
Quindi a mio avviso, è venuta a mancare in Yahoo una guida per l’utenza, una sorta di programma per invogliare gli utenti ad avere profili funzionali all’interno del network.
Tempo fa, qualche anno fa, è spuntato fuori Yahoo 360, che si andava ad aggiungere ai soliti profili, ma a quanto pare il programma sta ora chiudendo (come annunciato in questo post ), lasciando aperta solo una sezione geo-specifica per il Vietnam, visto che in questo Paese Yahoo 360 rappresenta la piattaforma bloging più utilizzata.

La storia si ripete.. proprio perchè Yahoo crea cose nuove non valorizzando ciò che ha già sotto il naso, infatti Yahoo 360 segue lo stesso amaro destino di Yahoo Mash, chiuso la scorsa estate.

Yahoo Mash Chiude

Sotto il “governo” del nuovo CEO Carol Bartz, molti altri servizi di Yahoo hanno chiuso, come Geocities, Farechase e Briefcase.

Memoria: e cioè? Ricordati Yahoo di quando avevi una quota di mercato maggiore di Google, e di quanto ti sei adagiato su di essa. Ricordati che sei stato il primo Social Network, ma non ti sei evoluto.
E in più nessuno si è mai preoccupato di monitorare l’utilizzo dei profili da parte degli utenti: infatti Yahoo è diventato il covo di spammers di ogni genere, ma principalemente quelli che indirizzano verso siti porno spacciandosi per avvenenti ragazze, ovviamente inesistenti.
I profili Yahoo ne sono pieni, se si guardano 10 profili, sicuramente 5 o 6 sono fittizi.
E questo si traduce inevitabilmente in quote di database buttate al vento, server in più acquistati… In gergo prettamente economico: una perdita secca !

Ultimamente un piccolo passo avanti è stato fatto, aggiungendo un piccolo lifestreaming al profilo. Basato evidentemente sul feed rss di MyBlogLog.

Yahoo profile Lifestreaming

E proprio da MyBlogLog arriva un’ altra riflessione, ma volendo anche da Flickr.

Quanto sarebbe meglio per Yahoo fare una sorta di unificazione dei profili?
Tenendo in qualche modo a parte Flickr, autonomo, visto il gran successo del network di photo sharing.
Che ne dici Yahoo di un’impostazione del genere?

My ideal Yahoo profile

Quindi l’ipotesi potrebbe essere: un unico profilo che accentri tutte le attività, l’unico link ad un profilo esterno sarebbe quello di Flickr.
Il volume di traffico, ed a mio parere, l’apprezzamento degli utenti sarebbe triplicato.
E’ inutile avere un profilo per MyBlogLog, un profilo per Yahoo Buzzes ecc ecc.. sarebbe molto più funzionale accentrare il tutto, per poi avere, all’interno di un unico profilo, delle pagine dedicate ad ogni servizio in cui l’utente è attivo, usando apposite tabs.
Lo schema delle tabs che già è presente nei profili Yahoo va più che bene.

Yahoo profile tabs

Inoltre, poniamo il caso dell’utente che si iscrive per la prima volta a Yahoo.

L’utente si registra e viene indirizzato sul suo profilo, vuoto, ha già a disposizione un username, una casella mail e Yahoo Messenger, ma si trova davanti a delle altre opzioni, quali Flickr, Yahoo Buzzes, MyBlogLog, Yahoo Pipes.. che cosa sono?
L’utente clicca sui nomi di questi servizi, li esplora, e se li ritiene utili li utilizza, sennò sceglie di non visualizzarli nel profilo, in maniera molto semplice.

Utenti già esistenti: Gli utenti già esistenti devono essere avvisati prima tramite mail, con una ricca guida, ma scritta in maniera molto semplice, che illustra i cambiamenti, con l’aggiunta di un video tutorial. Da parte della company invece il tutto dovrebbe essere accompagnato da una fase di “Word of Mouth” e “Buzz Generation” tramite comunicati stampa al mainstram, blogs personali di chi lavora in Yahoo e video che annunciano il cambiamento e mostrano screenshots del futuro profilo unificato.
A mio modesto parere sarebbe una mossa che rilancerebbe alla grande Yahoo, nel settore di mercato del social networking, in cui è sempre stato, ma che non ha saputo sfruttare.

Come già ho avuto modo di dire a proposito di Google Wave, il futuro dei servizi online, specialmente quelli forniti dai colossi della Silicon Valley, è quello di aggregare il più possibile i servizi a cui gli utenti sono iscritti.
Prendiamo il caso di Friendfeed, un utilissimo aggregatore sociale che sfrutta i feed di vari servizi, quello dei blogs, o addirittura versioni custom, per comporre un lifestreaming personalizzato.
Ma la particolarità sta nel fatto che Friendfeed è nato anni dopo Yahoo, non ha lo stesso peso, ha dovuto lavorare da zero.
Yahoo invece ha già tutto precostituito, deve solo far aguzzare l’ingegno a chi sta dietro all’organizzazione dei servizi, li deve spronare a lavorare in maniera creativa, seguendo e “rubando” da quello che sono le tendenze attuali dei suoi concorrenti.

Per prima cosa, bisognerebbe dare una bella pulita all’interno dei profili fake, e riorganizzare il team antispam e farlo lavorare sullo specifico, come già avviene su Yahoo Answers, in cui gli abusi vengono segnalati e puniti.
Nel disegno di riorganizzazione dei profili ovviamente rientra anche Yahoo Answers, che se ne starebbe in una sua tab dedicata in alto, invece di avere un ulteriore “semi-profilo” che richiama il principale, come avviene attualmente.

Ovviamente ogni servizio targato propriamente Yahoo, quindi escluso Flickr, dovrebbe essere rappresentato all’interno del profilo.

Altra nota dolente: la chat!

In Yahoo esiste una versione internazionale della chat, e nel nostro caso nazionale, una italiana.
Quindi? A livello di organizzazione?

Un profilo Yahoo, ed un profilo della chat italiana di Yahoo.. 2 profili, stessa persona, volendo diversi nickname.. disorganizzazione!

L’unificazione delle chat non sarebbe un’idea malvagia, creando un’apposita stanza chiamata Italia all’interno della macrocategoria “Regional” , e a ben pensarci esiste già la stanza Italia, ma è unicamente frequentata da persone di altre nazionalità e dagli immancabili Spam Bot, che continuano 24 ore su 24 imperterriti a far finta di essere donnine allegre che si spogliano in webcam, per poi indirizzare gli utenti su siti di terze parti.
Quelle poche volte in cui ho effettuato l’accesso alla chat internazionale Yahoo sono stato preso letteralmente d’assalto da spammers vari che mi proponevano link di ogni tipo. Un rimedio è segnalare gli stessi come spammers, ma vista il numero infinito di questi bots appare una sfida impari.
Devo dire che ultimamente le cose sono un pò cambiate, ma non troppo.
Prima di accedere ad una qualsiasi stanza della chat, l’utente viene convogliato su un controllo captcha, che ha contribuito a limitare i danni, ma non ha impedito il moltiplicarsi di questi molesti utenti.

L’accesso alla chat internazionale

Innanzitutto, per accedere alla chat internazionale bisogna scaricare la versione internazionale del client Yahoo Messenger, disponibile su Yahoo.com e non su Yahoo.it .
Poichè, come dicevo, le chat sono differenti, e quella italiana è decisamente inferiore a quella internazionale, a quanto mi risultava tempo fa è stata come “appaltata” a Lycos.

Quindi tramite Yahoo Messenger richiedo l’accesso alla chat, mi viene visualizzata una pagina di caricamento, che in maniera abbastanza scaltra mi mostra lo stato di avanzamento (molto breve) e punta a farmi vedere della pubblicità mentre aspetto..
Geniale, se non fosse che la pubblicità non viene assolutamente visualizzata.. Al massimo una volta ogni 10/12 caircamenti. Forse la pubblicità è troppo pesante da caricare per il tempo che ci mette la chat a caricare?
Le ragioni possono essere le più varie, fatto sta che non si vede alcuna pubblicità, c’è solo una scritta Advertisment che compare nel bianco della pagina, nulla più.

No ads on Yahoo Chat

Attualmente sto effettuando l’accesso per poter documentare quello che scrivo con degli screenshots, e noto con piacere che il capthca è stato integrato all’interno della pagina della stanza che intendo raggiungere invece che mostrare un link lungo 3 righe che poi porta all’immancabile angosciosa apertura di Internet Explorer.

Una volta confermato il codice di sicurezza, si entra finalmente nella chat.. Ovviamente i primi 3-4 messaggi che arrivano ad investire il nuovo utente sono di spam, è bene segnalarlo con l’apposito pulsante ed ignorare il tutto.

Ultimamente hanno affinato la tecnica, invece di mandar subito un link ad un sito lungo 2 o 3 righe (c’è ovviamente il relativo codice di affiliazione) cercano di intrattenere una conversazione, ma anche questa strampalata.. segno che viene messa su da script appositi.

Come si scopre lo script?

Il primo messaggio è sempre allettante: Ciao, ho 20 anni, sono femmina, vivo a Las Vegas..
Però ! L’utente ignaro di queste dinamiche è portato a pensare di essere veramente fortunato, ma basta poco per scoprire che si tratta di un bot.
Basta scrivere una domanda sciocca e stupida, anche in italiano, tipo, “ma a te piace il calcio?” “guardi i cartoni animati?” e la risposta arriva puntuale, ma non c’entra nulla, neanche lontanamente, con la domanda.

Un esempio pratico in questo screenshot

Esempio Spam Yahoo

La pubblicità latente anche in chat

Alcune volte succede che nella parte bassa della finestra della chat, il footer per intenderci, appare un bel banner pubblicitario in formato leaderboard, che riporta prodotti e servizi Yahoo, alcune volte però.. La media è la stessa della pubblicità che dovrebbe essere visualizzata al momento della connessione con la chat.
Praticamente non viene visualizzata quasi mai. E ancora, ripeto, una perdita secca per Yahoo.
Inoltre, anche Yahoo ha il suo network pubblicitario, Yahoo Publisher Nework (ancora inspiegabilmente non disponibile per l’Europa) che la stessa compagnia potrebbe sfruttare proprio sui suoi stessi servizi, invece di cercare di pubblicità latenti che non producono alcuna revenue.

Come si vede dallo screenshot qui sotto, al posto della pubblicità, c’è l’immancabile spazio bianco.

No ads in Yahoo Chat

La notizia della Reuters riportava l’intenzione di Yahoo di acquistare, spendere denaro ed attivare partnerships varie, ma il mio modesto parere è che Yahoo dovrebbe far tesoro di quello che ha ed ottimizzarlo, renderlo usabile, aggregarlo in maniera vincente. Tutto ciò non dipende da strategie marketing o business, dipende solo dall’intelligenza di chi pianifica la struttura dell’intera piattaforma, da colui, o coloro, che non dovrebbero far chiudere la compagnia a riccio cercando di spendere, ma dare un’occhiata alle tendenze attuali dei servizi online, e soprattutto dare un’occhiata al principale competitor, che è Google.

Cosa sta facendo Google intanto?

Google rilascerà Google Wave, ed ha già lanciato il suo social network con Google Profiles..
Come dicevo poco fa, aggrega, unifica!

Le quote di mercato di Yahoo secondo Comscore

Yahoo è il secondo motore di ricerca americano, con una quota di mercato, ad aprile, pari al 20,4%.

Google, invece, ha incrementato la sua percentuale di mezzo punto, salendo al 64,2% e stabilendo il record storico per l’azienda californiana.

Yahoo ha guadagnato 118 milioni di dollari nel primo trimestre, ma le sue vendite hanno perso il 13% in un anno, scendendo a 1,58 miliardi di dollari.

Conclusione

Anche il concetto stesso di blog è superato in rete, ora si parla di Lifestreaming, e quindi di aggregazione di contenuti, è il caso che Yahoo cerchi una modernizzazione ed un’ ottimizzazione invece di lasciare buchi neri a livello di usabilità e revenues?
Io credo proprio di si, è ora che Yahoo ristrutturi tutto invece di perdere altro denaro, sul breve, medio e lungo termine.

La battaglia dei motori di ricerca è persa, la partnership con Microsoft non porterebbe risultati faraonici.. l’unica cosa da fare è valorizzare il patrimonio degli users già in possesso di Yahoo, me compreso!

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