Ultimamente le proteste sulla questione della privacy su Facebook, l’implementazione del protocollo Open Graph e dei nuovi social tools come il Like Button stanno divampando in ogni angolo della rete. Facebook, ed in particolare Mark Zuckerberg ne stanno vedendo di tutti i colori. [click to continue...]
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TechCrunch in trattativa con Time Warner AOL per l’acquisizione
A rivelarlo è Kara Swisher, che afferma anche che la cifra si aggira intorno ai 20 milioni di dollari. Inizialmente, Michael Arrington, il fondatore e principale azionista di TechCrunch, aveva chiesto 10 milioni più, ma le fonti della Swisher hanno recentemente ridimensionato l’importo della cifra.
Kara Swisher valuta l’accordo tra AOL e TechCruch molto positivamente, ma, ad esempio, Tom Foremski, di Silicon Valley Watcher, pone l’accento su quella che secondo lui è una valutazione economica scarsa del blog di Arrington, affermando che TechCrunch dovrebbe essere valutato al di sopra delle consuete stime per quanto riguarda i blogs, che, tra l’altro, sono sempre molto generose.
Lo stesso Foremski, confronta le revenues medie dei blogs con quelle, ad esempio, di Paid Content, recentemente acquisito da Guardian Media per 30 milioni di dollari, e fa notare che Paid Content ha ricavi più alti di un blog, e la valutazione è stata poverissima. Quindi l’opinione che si sta diffondendo nella blogosfera vede un Arrington che si sta per accontentare di “spiccioli”.
Recentemente Michael Arrington ha parlato di piani di TechCrunch che riguardano l’acquisizione di altri siti di notizie online, quindi staremo a vedere se, una volta perfezionato l’accordo con Time Warner AOL, questo risulterà essere un trampolino di lancio per Arrington o una palla al piede.
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Invia la tua applicazione all’ iPhone App Store
Sembra che tutto sia in ordine per il lancio dell’ iPhone App Store entro questa settimana, la deadline agli sviluppatori per l’invio delle applicazioni sviluppate erano le 12 di oggi (lunedi).
Il comunicato che avverte del lancio dice agli sviluppatori:
“Cercate di avere le vostre applicazioni pronte e inviate prima del lancio dell’ App Store. Per garantire che la vostra applicazione sia considerata per l’inclusione, presentate la candidatura entro il 12 AM PDT, il 7 luglio 2008.
Noi continueremo ad accettare le domande dopo questo tempo, tuttavia le applicazioni arrivate dopo questo termine potrebbero essere disponibili solo dopo il lancio dell’ App Store. Condotta la prova finale della vostra applicazione con iPhone OS beta otto e inviate la vostra applicazione oggi stesso.”
Secondo TechCrunch, l’App Store verrà lanciato venerdi, il giorno del lancio dell’ iPhone 3G, ma qualche sviluppatore afferma che il lancio avverrà prima.
In più, se siete degli sviluppatori, inviate una demo video a TechCrunch e otterrete una review il giorno del lancio.
Invia la video demo cliccando QUI
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L’ Elevator Pitches di TechCrunch per le imprese web
All’inizio di questo mese TechCrunch ha lanciato la sezione Elevator Pitches, un sito per la nuove start up in cui i CEO possono caricare un video di 60 secondi che illustra la propria attività, che poi verrà votata direttamente dagli utenti. Un modo social ed, in qualche modo “ascendente”, che permetterà direttamente ai fruitori della rete e dei servizi resi di valutare il potenziale intrinseco in ciascuna start up.
La prima risposta è stata molto incoraggiante. Infatti il sito ha ottenuto 50.000 pageviews nei primi 3 giorni (alcune di queste pageviews fanno capo agli autori di questo blog).
Una curiosità rivelata in proposito da Erick Schonfeld di TechCrunch è il “mea culpa” riguardo all’organizzazione dell’upload dei video da parte degli utenti: il processo era troppo macchinoso, ed il lavoro di back-end troppo articolato (e il traffico è diminuito). Fortunatamente lo stesso Schonfeld dichiara di aver imparato la lezione:
“Non lanciare un audience-submitted video site senza fornire un’interfaccia super-facile per gli utenti per quanto riguarda l’invio di video.”
Il processo è stato ulteriormente semplificato:
- Carica il video su YouTube
- Taggalo con “tcpitch”
- Inserisci l’url del video QUI
Dopo questi semplici passi, il video entrerà in una coda di moderazione, non appena approvato, sarà immediatamente visibile nella sezione apposita di TechCrunch.
Inoltre, ogni start up approvata enterà a far parte del database delle imprese web e tecnologiche chiamato CrunchBase (per chi non ne sa ancora nulla, CrunchBase è una sorta di directory delle imprese censite o solamente nominate da TechCrunch, l’archivio comprende anche persone singole e fornisce tutti i dati relativi alla fine di ogni post.)
Molto importante è il fatto che TechCrunch sta cercando, e quindi valuterà in modo più positivo, i cosiddetti “verbal pitch“, quindi spiegazioni della start up incentrate sulla parola, su un discorso, e fa espresso divieto di inviare screencasts o slideware.
Sono ammessi i Props ma solo se saranno usati in maniera quanto più creativa possibile.
Di seguito, un esempio di video inviato da ThoughtFarmer, molto semplice ma efficace.
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Facebook blocca le pubblicità di MySpace e compagnia, ma solo dagli Usa
Giorni fa Techcrunch pubblicava un articolo in cui illustrava come Facebook bloccasse la possibilità di pubblicizzare servizi paralleli al suo, insomma, la concorrenza. E lo stesso blog pubblicava uno screenshot del tentativo negato in cui il termine MySpace veniva accompagnato dalla scritta “The text contains a blocked word or phrase” . Come si può notare dallo screenshot qui sotto.
Abbiamo fatto un po’ di indagini e sommariamente abbiamo scoperto che seguendo la stessa procedura su Facebook, seguendo il link suggerito da Techcrunch, potevamo tranquillamente pubblicizzare MySpace.
Come mostrato qui sotto.
Le considerazione da fare a priori è una: nello screen di Techcrunch si può vedere in alto che l’utente che sta tentando di pubblicizzare MySpace è registrato al sito, infatti sono presenti e voci “ Profile “ accompagnata da “edit” e “Inbox”, mentre noi abbiamo provato senza accedere al servizio.
Quindi la nostra conclusione potrebbe non essere veritiera al 100%, ma eccola comunque.
Seguendo il link di Techcrunch che portava alla pagina “Crea annuncio” di Facebook siamo stati reindirizzati nella versione italiana ed abbiamo potuto seguire la procedura comodamente in italiano, quindi le cifre di Facebook riguardo al numero di utenti (italiani) a cui era rivolta la pubblicità calava drasticamente rispetto alla moltitudine di users in lingua inglese.
A questo punto la prima riflessione è che Facebook vede come eventuale “minaccia” ai suoi users solo pubblicità concorrenziali in lingua inglese e quindi abbia impostato questo filtro solo per gli ip provenienti da Paesi anglofoni, Usa in particolare.
Non ci resta che provare con un utente regolarmente iscritto a Facebook, vi terremo informati.
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