Bhè non credo sia esattamente il tipo di regalo che uno si aspetta, di quelli belli, di valore, e di un certo rilievo, ma in fin dei conti si può benissimo inserire nella categoria dei regali utili che ogni tanto si ricevono. L’ho regalato ad una persona non perchè credo ne abbia bisogno, ma perchè sono convinto che avere Twitter e saperlo usare possa rappresentare un modo decisamente valido per arrivare a tutta una serie di infromazioni di nicchia che altrimenti non verrebbero raggiunte se non attraverso i classici feed rss o aspettando in vano la stampa italiana. [click to continue...]
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Twitter: licenziata in 140 caratteri
Twitter, il geniale servizio di microblogging, ha avuto la sua bella parte nel destino di Connor Riley, una studentessa che, dopo aver fatto domanda di assunzione alla Cisco, ed aver ottenuto un posto di lavoro, ha pensato bene di twittare il suo disappunto nei confronti del lavoro imminente con questi leggendari 140 caratteri:
“Cisco just offered me a job! Now I have to weigh the utility of a fatty paycheck against the daily commute to San Jose and hating the work.”
Inutile dire che il caso è diventato subito di portata internazionale, tanto che la Cisco ha preferito tagliare i ponti ed ogni tipo di rapporto con la studentessa, e, anche se sul web non è riportato, forse c’è stata anche qualche missiva di natura legale.
Tanto che Connor Riley, nel suo blog, ha postato pubbliche scuse nei confronti di Cisco in ogni sua pagina, ed ha preferito, dopo aver imparato la lezione, proteggere i suoi tweets.
La spettacolarità della vicenda non ha conosciuto limiti su internet, tanto da portare alla creazione di CiscoFatty.com , un sito dedicato alla vicenda.
La lezione che c’è dietro
La lezione è stata imparata dalla studentessa, almeno così recita il monologo sul suo blog, ed è essenziale: Internet può essere un utile strumento per trovare lavoro, un medium che ti permette di farti conoscere (anche tramite un blog), ed è sempre più usato sia nel recruiting che nel cercare lavoro, ma fate bene attenzione a come lo usate, i prossimi ad essere licenziati, o mai assunti, via Twitter, potreste essere voi.
Quindi, fate attenzione a:
- Non parlare male dei vostri datori di lavoro sui social media
- Se proprio dovete farlo, controllate che non siano tra i vostri contatti
- Non postate foto imbarazzanti o compromettenti
- Chiedete ai vostri amici di non postare boiate sui vostri spazi social
- Settate correttamente le opzioni privacy per quanto riguarda Facebook, oppure tenete i vostri tweets privati
- Siate intelligenti
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Twitter, impossibile accedere: che fare?
Sono un paio di giorni che ho questo problema con Twitter, non riesco ad accedere. Non sono un amante delle notifiche via mail quindi non ho mai effettivamente collegato il mio account Twitter alla mail, quindi scava scava, arrivo a quella giusta, anche perchè avendo mille caselle mail e due account Twitter ( @technicoblog e @facebookcafe ) non è sempre così intuitivo.
Atto primo:
Trovo la mail che recita così,
Due to concern that your account may have been compromised in a phishing attack that took place off-Twitter, your password was reset. Please create a new password by opening this link in your browser:
Con un link da cliccare per poter resettare la password, ma sfortunatamente la cosa non va a buon fine, la pagina a cui sono indirizzato non vuole saperne di funzionare.
Atto secondo:
Noto che il sistema di resyndication del mio blog, Twitter Tools del buon Alex King non ne vuole sapere di funzionare, quindi vado per accedere all’ account @technicoblog di Twitter e niente.. tutto da rifare, riapro la mail, stesso testo e link.
Il secondo tentativo va a buon fine e rientro in possesso del mio account, per fortuna.
Cosa fare se il link non funziona?
Basta andare sulla pagina di login di Twitter e seguire la normale procedura di cambio password, tutto andrà liscio.
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I nuovi headquarters di Twitter
Una galleria entusiasmante della nuova sede di Twitter, ben fatta e ben articolata sul blog Penn Olson.
La nuova sede più che sembrare il quartier generale di Twitter, ha tutta l’aria di essere un enorme loft dedicato alla socializzazione e al comfort, compresa la grande cucina e la postazione del dj.
Guarda tutte le foto, clicca qui.
Se vuoi avere una panoramica degli uffici più belli della scena Web 2.0 e tecnologica internazionale allora dai un’occhiata a Office Snapshots, facendo particolare attenzione agli uffici di Google a Zurigo, e alla sezione Home che propone le postazioni di lavoro da casa di tantissimi Geek.
C’è rischio dipendenza, ma clicca qui lo stesso.
Su Office Snapshots c’è anche una galleria più dettagliata della nuova sede di Twitter, la trovi Qui.
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Evan Williams, il punto sul business plan di Twitter
Evan Williams, co-fondatore e CEO di Twitter ultimamente non sembra far altro che dover difendere la sua creatura dalle critiche, principalmente ed unicamente sul piano business. Infatti, il celebre servizio di microblogging, ancora non sta guadagnando, pur avendo ottenuto un round di finanziamento da venture capital di ben 150 milioni di dollari.
Il mancato guadagno di Twitter è legato ad una politica ben precisa della dirigenza che vede nell’usabilità e nell’ utilità del servizio il primo focus all’interno dei piani finanziari della compagnia, a discapito di revenues ed introiti derivati dalla pubblicità. Nei mesi scorsi, insieme al restyling dell’homepage, è stata lanciata una nuova sezione del sito in cui viene introdotta la possibilità di ottenere servizi in più a pagamento per chi fa un uso professionale del servizio.
Il 21 Ottobre, Twitter ha annunciato un accordo con Microsoft e Google per arricchire i contenuti dei loro motori di ricerca con gli updates dei milioni di utenti che lo popolano, e ciò consiste in un altro decisivo passo in avanti in direzione della più completa e precisa “real time search”, in quanto Twitter fornisce aggiornamenti in tempo reale su tutto ciò che interessa maggiormente gli utenti della rete in un apprezzabile lasso di tempo. Un accordo ben congeniato, per quanto riguarda l’arricchimento del database di Bing e Google, ed ovviamente gli analisti del settore, ancora una volta, hanno posto la fatidica domanda: “Google e Microsoft pagheranno Twitter per avere il suo data-feed?” Attualmente non ci sono cifre, ma una prima definizione del business model di Twitter comincia ad affiorare.
Nel recente passato una dichiarazione shock di un non meglio precisato baby-stagista della City aveva scosso gli umori degli analisti di Twitter, rivelando che gli adolescenti non usano Twitter, preferendo al microblogging il social networking puro rappresentato da Facebook. Argomento ripreso anche recentemente da addetti del settore in Italia in occasione di Venice Session, un evento patrocinato da Telecom che si tiene periodicamente a Venezia. Ma a tutto ciò Evan Williams come reagisce?
In un’intervista a Fortune, per la rubrica “40 rising stars under 40“, il CEO di Twitter sembra non curarsene più di tanto, preferendo dati più pragmatici quali la recente impennata nel numero di utenti del suo servizio. Crescita che sfiorava recentemente percentuali vicine al 90% mensile, ma che ora sta diminuendo, a detta di Williams per un “effetto saturazione” fisiologico a fronte di una crescita così repentina.
La pragmaticità di Evan Williams nel citare numeri e statistiche confligge in maniera più o meno evidente con l’organizzazione molto poco strutturale del business plan di Twitter.
In realtà, andando ad analizzare le recenti dichiarazioni di Evan Williams a proposito della sua creatura emerge lo stesso pragmatismo dimostrato nell’analizzare le cifre ed i numeri di Twitter, attraverso un concetto molto semplice: “A biz plan can wait.”
Nei giorni scorsi anche il Business Week ha titolato tuonando contro il business plan di Twitter, o meglio, nei confronti della sua completa assenza, affermando: “the search for a practical business model has been a cloud hanging over Twitter’s head for some time now.”
Come detto, un titolo di questo tenore rappresenta l’opinione comune tra gli analisti del settore “social media business”, ma ancora una volta, Evan Williams difende strenuamente l’operato dei suoi, addirittura prendendosi gioco del titolo del Business Week nel corso dell’intervista a Fortune, con testuali parole: “la ricerca di un business plan? Non capisco perchè tutti affermino che siamo alla ricerca di un piano del genere. Dov’è il business plan? Dove l’abbiamo messo? Forse è tra i cuscini del divano.”
Williams in realtà spiega il suo operato in maniera molto più dinamica che economica, si concentra su due aspetti fondamentali della strategia di Twitter, vale a dire, la lungimiranza nella produzione di un valore come servizio e la fornitura di tecnologia a costo zero per gli utenti dello stesso, la sua pianificazione sembra essere potenzialmente infinita e tendente più a badare al valore nel lungo periodo unicamente incentrato sull’esperienza d’uso da parte di chi lo utilizza che non sul guadagno nel breve e medio termine. Il CEO però, facendo leva sul suo lato pragmatico, sancisce anche l’esistenza di una timeline, ancora avvolta nel mistero, in cui il servizio verrà utilizzato per produrre denaro, e questo sembra essere esattamente ciò che è riuscito a far entrare i recenti 150 milioni di dollari nelle casse della compagnia, anche se a detta di Williams, i recenti accordi con i venture capitalists sono stati incentrati su una “big vision” globale più che sul conto economico.
A cosa servono tutti questi soldi?
Evan Williams anche su questa domanda, più che insistente, si concentra ancora una volta sul valore del servizio e sulle persone, e vedendo la cifra da capogiro entrata di recente nelle tasche della company, come una sorta di assicurazione sulla sua “long term vision“, anche considerando il fatto che Twitter conta nel suo organico meno di 100 persone, il CEO ha stabilito che i fondi ottenuti saranno utilizzati per potenziare l’organico ed investire in tecnologie ed infrastrutture.
I detrattori di Twitter, come di Facebook e di altri servizi Web 2.0 esisteranno sempre, sia nel web che in altri contesti è una cosa che accade ciclicamente, ma ciò che fa ben guardare all’operato di Evan Williams è la sua predilezione per l’utente, per il servizio in quanto valore, ma la sua pragmaticità nel portare avanti il suo progetto, nel rispondere con decisione anche a critiche autorevoli, fanno ben sperare anche chi ha deciso di investire nei cinguettii di milioni di persone. Non ci resta che aspettare l’arrivo della segretissima timeline ed osservare le reazioni non dei detrattori, ma della community che effettivamente utilizza il servizio, e che rappresenta la valutazione economica effettiva di Twitter.
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Twitter, la feature Retweet diventerà di serie
Novità in casa Twitter, la funzione che ormai è diventata un must per tutti i blogs e per qualsiasi altro contenuto in rete, il Retweet, entrerà a far parte delle funzioni build in di Twitter.
Il Retweet, originariamente lanciato da TweetMeme, e propagatosi praticamente in maniera virale a completamento degli strumenti di condivisione, sarà a disposizione di tutti gli utenti Twitter nel modo in cui è illustrato nella foto qui sotto.
Ciò che è emerso dai dettagli rilasciati nel Twitter’s API Announcement Group, è che la sintassi del Retweet non avrà la forma a cui siamo abituati, e cioè “RT @username“.
Qualcosa di curioso
Da qualche tempo è stato lanciato il servizio Retweet.com , e cioè la copia esatta di TweetMeme, strutturato nello stesso modo, con lo stesso tipo di bottone, e la promozione è stata affidata a questo improbabile “venditore” che prometteva 10.000 dollari ad un fantomatico vincitore, in cambio dell’inserimento nel proprio sito/blog del bottone retweet in questione.
Non credo che TweetMeme soffrirà più di tanto a causa dell’implementazione della funzione direttamente in Twitter, visto che tutti i contenuti esterni, su blog o siti continueranno ad avere il suo bottoncino di RT, ma questo servizio clone accuserà decisamente visto che la fase di lancio è stata affidata a questo video abbastanza scadente ed ha incontrato il colpo di grazia sferrato direttamente da Twitter.
Somiglia a Facebook
In sintesi la situazione all’interno delle timelines di Twitter cambierà e di tanto, saranno aggiornati i codici disponibili nella sezione A.P.I. con un limite di 100 retweets, ed il tutto assomiglierà in maniera incredibile al “Mi piace” di Facebook, mostrando solo il primo retweeter in versione testo e gli avatar di chi ha retweetato.
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Mistah F.A.B - “Hit Me On Twitter” Official video Rock Jacobs
Una canzone ispirata e dedicata a Twitter.
Ne esiste anche una seconda, riportata da Mashable, ma il video su YouTube è stato rimosso per questioni di copyright.
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Il Time vende pubblicità sui suoi profili Facebook e Twitter
Il Time, colosso mediatico di fama mondiale ha cominciato a vendere spazi pubblicitari sui suoi profili social, Twitter e Facebook, sfidando anche la riluttanza che ha Twitter nell’inserire pubblicità al suo interno.
Sembra voler dire: se Twitter non si sbriga a far monetizzare i profili, allora ci pensiamo da soli, delineando una strategia che sicuramente illuminerà la via nel futuro dell’advertising sui social media.
La pubblicità su Twitter
La pubblicità su Facebook
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Sponsored Tweets, guadagnare su Twitter
Sponsored Tweets è un servizio ideato da Izea, che permette a tutti gli utenti Twitter di ricevere offerte per tweets sponsorizzati, in modo da guadagnare con ogni click generato. In sintesi si può definire come il Pay per Click applicato a Twitter.
Ovviamente il servizio è in lingua inglese, ed attrae sempre più utenti, tra cui Blogstars quali Jeremy Shoemoney e John Chow.
Ultimamente Sponsored Tweets ha lanciato un referral program, per cui facendo iscrivere altri utenti al servizio avrete modo di guadagnare il 10% delle loro transazioni nel corso di 2 anni dall’iscrizione.
L’iscrizione a Sponsored Tweets è facilissima, infatti si tratta, a livello di codice non di un sito, ma di un’applicazione costruita usando le A.P.I. di Twitter, quindi sia l’iscrizione che il login avviene tramite le vostre credenziali Twitter.
Sono iscritto al servizio e posso affermare con certezza che si tratta di un’applicazione sicura visto che ne esistono parecchie molto invasive che tendono a twittare usando il vostro account in maniera automatica, non è questo il caso!
In occasione del lancio del referral program, Sponsored Tweets ha organizzato anche un referral contest mettendo in palio per chi lo vincerà un viaggio per due persone a Santo Domingo.
Per vincere non si deve far altro che totalizzare il maggior numero di referral.
Sponsored Tweets mette a disposizione di ogni utente un link affiliato e varie creatività della misura 125×125 o 728×90 più un tweet preconfezionato.
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Facebook acquisisce Friendfeed
Friendfeed accetta l’amicizia di Facebook
Ok dico la verità, l’acquisizione è solo un pretesto..per prendere le cose a modo mio… Twitter è il fenomeno del momento e sta per eguagliare come performance quelle di Facebook, ma effettivamente Friendfeed è molto più efficace, molto meglio strutturato, molto più semplice da usare.. e la cosa che usandolo salta subito agli occhi e lo pone, secondo il mio modesto parere, un passo avanti a Twitter è che se c’è un aggiornamento di stato, i commenti i “like” appaiono subito sotto l’aggiornamento in questione.
Efficenza? No.. solo normalità.. è giusto così, è logico così.
Se ne parlava tempo fa in giro, Friendfeed veniva definito come un servizio molto più efficiente di Twitter, ma destinato a morire inutilizzato..
Per fortuna che qualcuno a Palo Alto non l’ha pensata esattamente in questo modo.
Per cui Facebook ha acquisito Friendfeed, e sicuramente è un colpaccio, almeno sulla carta. Ora Mark Zuckerberg ed il suo enturage si misureranno con logiche per certi versi differenti da quelle che dominano gli scenari da social network puro e semplice. L’utente Friendfeed, come me, come tutti i bloggers che si rispettino, è un utente esperto, che ha esigenze ben definite, sa cosa vuole e cosa aspettarsi.
Non ne facciamo solo una questione di Marketing, qui si tratta di usabilità orientata alla condivisione di contenuti, si tratta pure di fare concorrenza allo strapotere mediatico di Twitter. E per far ciò, il caro Mark californiano dovrà attirare su Friendfeed le masse, perchè, Twitter è uno strumento di marketing strausato ora, da redazioni, bloggers e professionisti di svariati settori, ma anche dall’utente web medio, che non ha nella sua presenza online un fine puramente commericale.
A livello di “conversione” pura e semplice è quello il tipo di utente che fa gola, che clicca ancora sui banner, che contribuisce al successo economico di un servizio non avendo competenze avanzate.
Rimarrà solamente il cruccio tipico di questo tipo di servizi, la monetizzazione.
Ora Twitter sta cercando di studiare un programma di servizi a pagamento per i suoi utenti professionali, quasi come a voler tornare al Web 1.0 la cui proverbiale bolla è nota a tutti, esperti e non.
Zuckerberg si trova ad affrontare una sfida molto diversa da quella rappresentata da Facebook, ha messo le mani su un servizio che ha un potenziale indescrivibile, adesso è il momento di dimostrare che l’esperienza di Facebook ha lasciato un segno, dovrà dimostrare maturità.
Buona fortuna Mark! Dimostra di essere cresciuto!
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