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Yahoo, quale browser promuovere?

by Giorgio Marandola on August 21, 2009

Yahoo promuove Internet Explorer 8

Yahoo imbarazzante sulla promozione di browsers

Yahoo ne combina un’altra delle sue, non ci resta che piangere direbbe qualcuno.
La questione del browser da promuovere è ardua, qual’è il migliore? Qual’è il più sicuro ed il più veloce?

Oggi è Mozilla FIrefox 3.5.. No no.. contrordine oggi è Internet Explorer 8 !

Tutto ciò dipende ovviamente da chi sborsa il denaro, in fondo si tratta solo di link a pagamento, e fin qui nulla di male, se non fosse che si tratta di Yahoo e ci dovrebbe essere un modello di comunicazione interna esemplare dietro le mosse di un colosso di tale portata. Sfortunatamente per loro questo modello non esiste ed io mi trovo a riportarlo amaramente dopo averne dette di cotte e di crude al colosso di Sunnyvale.

Circa un giorno fa Robin Wauters ha postato una foto (riportata qui sopra) che riprende un link apparso su Yahoo Sports in cui Yahoo stesso consiglia di passare a Internet Explorer 8, definito come il browser nuovo e sicuro. Fin qui nulla di strano se non fosse che, secondo quanto riportato da TechCrunch, su Yahoo Germany è Firefox 3.5 ad essere definito il più sicuro.

Per non sbagliare, sempre secondo quanto riportato da TechCrunch, Yahoo Mexico promuove entrambi i browsers.

Yahoo Mexico

A questo punto mi sono chiesto cosa stesse facendo la gestione italiana e mi sono avventurato su Yahoo Italia, partendo dalla pagina Yahoo Sports, proprio come ha fatto Robin Wauters, ma la pagina in questione, dipendendo da Eurosport, non presentava link e così sono tornato in homepage, ed in basso a sinistra ho trovato il link che raccomanda Mozilla Firefox 3.5, ma nessuna traccia di IE 8.

Yahoo promuove Firefox

Non c’è che dire, una gran bella confusione.

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Yahoo e Microsoft contro Google, inutile!

by Giorgio Marandola on July 30, 2009

Partnership Yahoo Microsoft contro Google

Bella partnership ma non basta

La partnership tra Microsoft e Yahoo alla fine è andata in porto, dopo vari tentativi più o meno vani, in cui Yahoo aveva addirittura stretto un’alleanza con Google sul fronte dell’advertising, per sfuggire a quella che veniva definita come un acquisizione tra le più infruttuose della storia del web, che vedeva Microsoft nel ruolo del compratore e Yahoo della povera verginella violata dal tiranno.

E quindi via con la partnership tra Yahoo e Google sul fronte advertising (no search quindi), defezioni come quella di Zawodny ed altri prestigiosi nomi all’interno di Yahoo, con Yang messo alle strette dagli azionisti e dai media e di fatto costretto alle dimissioni. Ma a sorpresa, l’accordo con Google, veniva definito come la mossa decisiva per liberarsi del giogo Micosoft.

Poi c’è stato il lancio di Bing, e l’annuncio è stato dato nel più classico dei modi: “Bing sfida Google!
Prima del lancio ufficiale il buzz intorno a BIng lo descriveva così come le press release voleva, Microsoft che sfidava Google, ma poi, l’effettiva operatività di Bing una volta rilasciato online ha mostrato quanto ancora lontana sia Microsoft dallo sviluppare e distribuire una tecnologia di ricerca quanto meno competitiva.

Ho già documentato con tanto di screenshot le lacune della tecnologia di cui si serve Bing, che, tra l’altro solo ultimamente permette di essere tracciato dai sistemi di statistiche come “Bing”, fino ad una settimana fa, controllando gli accessi, quelli provenienti dalla pseudo-novità Microsoft venivano taggati ancora come Windows Live Search.

Fino ad arrivare ad oggi, in cui Yahoo a sorpresa, o quasi, annuncia la sua partnership con Microsoft nel settore Search Engine.

L’affidabilità e le prestazioni della ricerca Yahoo sono comparabili a quelle di BIng, davvero non competitive nei confronti di un gigante come Google.
Quindi l’accordo ha più il sapore del marketing che dell’ operazione prettamente finanziaria basata su una volontà evolutiva e realmente concorrenziale, appare solo tesa a sfruttare l’eco del buzz generato da Bing tra gli appassionati di internet (e non tra chi è più di un appassionato).
La tecnologia di ricerca Yahoo privilegia nei primi risultati, dopo quelli sponsorizzati, quelli provenienti dalla propria directory, quindi non si ha un’organicità di ricerca estendibile e flessibile come quella di Google, è quasi forzata. L’integrazione con Bing sicuramente l’arricchirà, ma non risolverà certo le lacune concorrenziali che nel corso del tempo si sono andate accumulando, non colmeranno il gap tecnologico e strategico nei confronti di Google.

Un conto è vivere e lavorare solo sul settore search engine, un conto è voler dominare il mercato, e non a suon di monopolio o integrazioni forzate come quelle di Microsoft, ma a suon di feedback positivi ed utilizzo da parte degli utenti.
Google oltre al settore search engine, ha sviluppato moltissimi altri canali, come AdSense, Wave e via dicendo, i laboratori di Google sono in continuo fermento e nonostante qualche brutta battuta di arresto, ammissibile se si hanno mille progetti l’anno, le idee continuano a venire fuori senza soluzione di continuità, all’insegna della fornitura di un servizio globale, completo ed affidabile.

Sia Yahoo che Microsoft non hanno impiegato risorse sufficienti, o forse hanno allocato male quelle disponibili, nel realizzare un ampio spettro di servizi che potessero vantare tutti lo stesso grado di operatività e valore. Hanno sviluppato quelli che sono i canali più che ovvi per società del genere come il settore search con link sponsorizzati, i servizi paralleli e Yahoo ha anche attivato una sorta di competitor di AdSense. Ma tutto ciò è stato mal amministrato o mal gestito, come anche un altro settore iperprolifico (potenzialmente) che è quello del social networking, che ho ampiamente descritto nel post di addio a Yahoo 360.

Yahoo in realtà ha solo bisogno di una riorganizzazione interna all’insegna dell’usabilità e della semplificazione. Non dimentichiamoci che servizi quali Flickr e Delicious sono di proprietà della company di Sunnyvale già da lungo tempo, ma ancora non si è vista un’integrazione neanche a livello di personal profile. GIusto qualche mese fa, ma non tanti circa 2, si è cominciato a vedere un link, quasi impercettibile che mirava a collegare Yahoo profiles (che è una miniera d’oro) a Flickr passando anche per Yahoo Messenger.

Microsoft dal punto di vista dei servizi paralleli ha il suo fiore all’occhiello in Msn Messenger, ma in tutto il resto fa decisamente acqua, e francamente tra Yahoo e Microsoft, la prima se la potrebbe cavare con una riorganizzazione, ma la seconda, fermo restando il settore OS e Browsing, dovrebbe lavorare sodo sul fronte puramente web per poter vantare una posizione concorrenziale o quanto meno una presenza apprezzabile sul mercato.

Attrarre il potenziale user su dei risultati di ricerca per poi porlo al centro di una landa di disservizi (caso Yahoo) e di non servizi (caso Micosoft) non aiuterà certo le due companies a ridurre un gap vecchio di una decina di anni, che ha visto loro adagiarsi sugli allori e Google dominare il mercato, sul piano dell’affidabilità.

Ormai siamo nell’era in cui Google è diventato una parola d’uso quotidiano, ed è contro questo che Yahoo, Microsoft, Cuil e compagnia danzante si devono confrontare/scontrare.
Basta provare a leggere ad alta voce i termini qui sotto per accorgersi di un gap ormai incolmabile. Provate.

Mi serve una ricetta.
Cerca su Google.

Un video?
Vai su YouTube

Contro:

Mi serve la recensione dell’ultimo libro di Camilleri.
Cerca su Yahoo.

Che performance ha l’ultimo Mac Book?
Cerca su Bing.

E’ come il gioco “trova l’intruso”, chiunque abbia letto queste piccole formule si è accorto che le prime sono entrate nel vocabolario quotidiano, mentre le altre stenteranno ad entrarci per i prossimi anni.

Ma se finalmente, cercando “Flickr” su Bing, avrò Flickr.com come primo risultato e non come decimo, ben vangano queste partnerships.

Realmente non le ha mai notate nessuno queste cose sia in Yahoo sia in Microsoft?

Ed un altra domanda che mi sorge spontanea è: come mai non c’è mai nessuno asetticamente critico nei confronti di tali compagnie, e quindi pur avendo una testa ed un blog, se la press release dice che Bing sfida Google, allora il post dirà esattamente questo?
Io non lavoro in Google, sono solo un fruitore dei suoi svariati servizi, dal punto di vista operativo credo sia decisamente avanti, l’unico settore che potrebbe migliorare potrebbe essere quello della messaggistica istantanea, ma sinceramente la cosa di cui sono più convinto è che se in Yahoo non cambieranno le cose al suo interno, ci sarà poco da fare partnerships, non si andrà oltre l’effetto annuncio.
Microsoft? Dovrebbe ascoltare di più, imparare da Apple, nonostante i recenti passi falsi dei nuovi iPhones.

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Yahoo: 360 chiude, progetti ed occasioni perse

by Giorgio Marandola on May 31, 2009

Yahoo Search Marketing

La Reuters qualche giorno fa titolava in questo modo: “Yahoo interessata ad entrare nel mondo dei social network” e continuava con “Yahoo sta pensando di comprare società che le consentano di diventare un attore importante nel mercato dei social network e rinnovino i suoi prodotti. Lo ha confermato il responsabile del settore tecnologico dell’azienda Ari Balogh” .

Che dire, non male come progetto, se non si pensa al fatto che Yahoo ufficialmente è già nel mondo dei social networks ancor prima di Facebook e MySpace, quindi il problema all’interno della compagnia di Sunnyvale riguarda 2 cose in particolare: definizioni e memoria, principalmente, oltre che capacità tecniche ed occhi aperti.

Definizioni: come mai? Perchè da quando esiste internet esistono i profili Yahoo, è di fatto un social network, usato in stragrande maggioranza da persone provenienti da Asia e Paesi arabi, la lingua dominante è l’inglese ma moltissime persone lo usano in una maniera “particolare”, solo per comunicare, attraverso la chat e Yahoo Messenger, non hanno l’abitudine di avere un profilo completo su Yahoo, niente foto, niente info. Quando si tratta di mostrare un profilo propriamente da social network, la prima cosa che fanno è inviare il proprio link Friendster, mostrando un profilo completo ed aggiornato.
Quindi a mio avviso, è venuta a mancare in Yahoo una guida per l’utenza, una sorta di programma per invogliare gli utenti ad avere profili funzionali all’interno del network.
Tempo fa, qualche anno fa, è spuntato fuori Yahoo 360, che si andava ad aggiungere ai soliti profili, ma a quanto pare il programma sta ora chiudendo (come annunciato in questo post ), lasciando aperta solo una sezione geo-specifica per il Vietnam, visto che in questo Paese Yahoo 360 rappresenta la piattaforma bloging più utilizzata.

La storia si ripete.. proprio perchè Yahoo crea cose nuove non valorizzando ciò che ha già sotto il naso, infatti Yahoo 360 segue lo stesso amaro destino di Yahoo Mash, chiuso la scorsa estate.

Yahoo Mash Chiude

Sotto il “governo” del nuovo CEO Carol Bartz, molti altri servizi di Yahoo hanno chiuso, come Geocities, Farechase e Briefcase.

Memoria: e cioè? Ricordati Yahoo di quando avevi una quota di mercato maggiore di Google, e di quanto ti sei adagiato su di essa. Ricordati che sei stato il primo Social Network, ma non ti sei evoluto.
E in più nessuno si è mai preoccupato di monitorare l’utilizzo dei profili da parte degli utenti: infatti Yahoo è diventato il covo di spammers di ogni genere, ma principalemente quelli che indirizzano verso siti porno spacciandosi per avvenenti ragazze, ovviamente inesistenti.
I profili Yahoo ne sono pieni, se si guardano 10 profili, sicuramente 5 o 6 sono fittizi.
E questo si traduce inevitabilmente in quote di database buttate al vento, server in più acquistati… In gergo prettamente economico: una perdita secca !

Ultimamente un piccolo passo avanti è stato fatto, aggiungendo un piccolo lifestreaming al profilo. Basato evidentemente sul feed rss di MyBlogLog.

Yahoo profile Lifestreaming

E proprio da MyBlogLog arriva un’ altra riflessione, ma volendo anche da Flickr.

Quanto sarebbe meglio per Yahoo fare una sorta di unificazione dei profili?
Tenendo in qualche modo a parte Flickr, autonomo, visto il gran successo del network di photo sharing.
Che ne dici Yahoo di un’impostazione del genere?

My ideal Yahoo profile

Quindi l’ipotesi potrebbe essere: un unico profilo che accentri tutte le attività, l’unico link ad un profilo esterno sarebbe quello di Flickr.
Il volume di traffico, ed a mio parere, l’apprezzamento degli utenti sarebbe triplicato.
E’ inutile avere un profilo per MyBlogLog, un profilo per Yahoo Buzzes ecc ecc.. sarebbe molto più funzionale accentrare il tutto, per poi avere, all’interno di un unico profilo, delle pagine dedicate ad ogni servizio in cui l’utente è attivo, usando apposite tabs.
Lo schema delle tabs che già è presente nei profili Yahoo va più che bene.

Yahoo profile tabs

Inoltre, poniamo il caso dell’utente che si iscrive per la prima volta a Yahoo.

L’utente si registra e viene indirizzato sul suo profilo, vuoto, ha già a disposizione un username, una casella mail e Yahoo Messenger, ma si trova davanti a delle altre opzioni, quali Flickr, Yahoo Buzzes, MyBlogLog, Yahoo Pipes.. che cosa sono?
L’utente clicca sui nomi di questi servizi, li esplora, e se li ritiene utili li utilizza, sennò sceglie di non visualizzarli nel profilo, in maniera molto semplice.

Utenti già esistenti: Gli utenti già esistenti devono essere avvisati prima tramite mail, con una ricca guida, ma scritta in maniera molto semplice, che illustra i cambiamenti, con l’aggiunta di un video tutorial. Da parte della company invece il tutto dovrebbe essere accompagnato da una fase di “Word of Mouth” e “Buzz Generation” tramite comunicati stampa al mainstram, blogs personali di chi lavora in Yahoo e video che annunciano il cambiamento e mostrano screenshots del futuro profilo unificato.
A mio modesto parere sarebbe una mossa che rilancerebbe alla grande Yahoo, nel settore di mercato del social networking, in cui è sempre stato, ma che non ha saputo sfruttare.

Come già ho avuto modo di dire a proposito di Google Wave, il futuro dei servizi online, specialmente quelli forniti dai colossi della Silicon Valley, è quello di aggregare il più possibile i servizi a cui gli utenti sono iscritti.
Prendiamo il caso di Friendfeed, un utilissimo aggregatore sociale che sfrutta i feed di vari servizi, quello dei blogs, o addirittura versioni custom, per comporre un lifestreaming personalizzato.
Ma la particolarità sta nel fatto che Friendfeed è nato anni dopo Yahoo, non ha lo stesso peso, ha dovuto lavorare da zero.
Yahoo invece ha già tutto precostituito, deve solo far aguzzare l’ingegno a chi sta dietro all’organizzazione dei servizi, li deve spronare a lavorare in maniera creativa, seguendo e “rubando” da quello che sono le tendenze attuali dei suoi concorrenti.

Per prima cosa, bisognerebbe dare una bella pulita all’interno dei profili fake, e riorganizzare il team antispam e farlo lavorare sullo specifico, come già avviene su Yahoo Answers, in cui gli abusi vengono segnalati e puniti.
Nel disegno di riorganizzazione dei profili ovviamente rientra anche Yahoo Answers, che se ne starebbe in una sua tab dedicata in alto, invece di avere un ulteriore “semi-profilo” che richiama il principale, come avviene attualmente.

Ovviamente ogni servizio targato propriamente Yahoo, quindi escluso Flickr, dovrebbe essere rappresentato all’interno del profilo.

Altra nota dolente: la chat!

In Yahoo esiste una versione internazionale della chat, e nel nostro caso nazionale, una italiana.
Quindi? A livello di organizzazione?

Un profilo Yahoo, ed un profilo della chat italiana di Yahoo.. 2 profili, stessa persona, volendo diversi nickname.. disorganizzazione!

L’unificazione delle chat non sarebbe un’idea malvagia, creando un’apposita stanza chiamata Italia all’interno della macrocategoria “Regional” , e a ben pensarci esiste già la stanza Italia, ma è unicamente frequentata da persone di altre nazionalità e dagli immancabili Spam Bot, che continuano 24 ore su 24 imperterriti a far finta di essere donnine allegre che si spogliano in webcam, per poi indirizzare gli utenti su siti di terze parti.
Quelle poche volte in cui ho effettuato l’accesso alla chat internazionale Yahoo sono stato preso letteralmente d’assalto da spammers vari che mi proponevano link di ogni tipo. Un rimedio è segnalare gli stessi come spammers, ma vista il numero infinito di questi bots appare una sfida impari.
Devo dire che ultimamente le cose sono un pò cambiate, ma non troppo.
Prima di accedere ad una qualsiasi stanza della chat, l’utente viene convogliato su un controllo captcha, che ha contribuito a limitare i danni, ma non ha impedito il moltiplicarsi di questi molesti utenti.

L’accesso alla chat internazionale

Innanzitutto, per accedere alla chat internazionale bisogna scaricare la versione internazionale del client Yahoo Messenger, disponibile su Yahoo.com e non su Yahoo.it .
Poichè, come dicevo, le chat sono differenti, e quella italiana è decisamente inferiore a quella internazionale, a quanto mi risultava tempo fa è stata come “appaltata” a Lycos.

Quindi tramite Yahoo Messenger richiedo l’accesso alla chat, mi viene visualizzata una pagina di caricamento, che in maniera abbastanza scaltra mi mostra lo stato di avanzamento (molto breve) e punta a farmi vedere della pubblicità mentre aspetto..
Geniale, se non fosse che la pubblicità non viene assolutamente visualizzata.. Al massimo una volta ogni 10/12 caircamenti. Forse la pubblicità è troppo pesante da caricare per il tempo che ci mette la chat a caricare?
Le ragioni possono essere le più varie, fatto sta che non si vede alcuna pubblicità, c’è solo una scritta Advertisment che compare nel bianco della pagina, nulla più.

No ads on Yahoo Chat

Attualmente sto effettuando l’accesso per poter documentare quello che scrivo con degli screenshots, e noto con piacere che il capthca è stato integrato all’interno della pagina della stanza che intendo raggiungere invece che mostrare un link lungo 3 righe che poi porta all’immancabile angosciosa apertura di Internet Explorer.

Una volta confermato il codice di sicurezza, si entra finalmente nella chat.. Ovviamente i primi 3-4 messaggi che arrivano ad investire il nuovo utente sono di spam, è bene segnalarlo con l’apposito pulsante ed ignorare il tutto.

Ultimamente hanno affinato la tecnica, invece di mandar subito un link ad un sito lungo 2 o 3 righe (c’è ovviamente il relativo codice di affiliazione) cercano di intrattenere una conversazione, ma anche questa strampalata.. segno che viene messa su da script appositi.

Come si scopre lo script?

Il primo messaggio è sempre allettante: Ciao, ho 20 anni, sono femmina, vivo a Las Vegas..
Però ! L’utente ignaro di queste dinamiche è portato a pensare di essere veramente fortunato, ma basta poco per scoprire che si tratta di un bot.
Basta scrivere una domanda sciocca e stupida, anche in italiano, tipo, “ma a te piace il calcio?” “guardi i cartoni animati?” e la risposta arriva puntuale, ma non c’entra nulla, neanche lontanamente, con la domanda.

Un esempio pratico in questo screenshot

Esempio Spam Yahoo

La pubblicità latente anche in chat

Alcune volte succede che nella parte bassa della finestra della chat, il footer per intenderci, appare un bel banner pubblicitario in formato leaderboard, che riporta prodotti e servizi Yahoo, alcune volte però.. La media è la stessa della pubblicità che dovrebbe essere visualizzata al momento della connessione con la chat.
Praticamente non viene visualizzata quasi mai. E ancora, ripeto, una perdita secca per Yahoo.
Inoltre, anche Yahoo ha il suo network pubblicitario, Yahoo Publisher Nework (ancora inspiegabilmente non disponibile per l’Europa) che la stessa compagnia potrebbe sfruttare proprio sui suoi stessi servizi, invece di cercare di pubblicità latenti che non producono alcuna revenue.

Come si vede dallo screenshot qui sotto, al posto della pubblicità, c’è l’immancabile spazio bianco.

No ads in Yahoo Chat

La notizia della Reuters riportava l’intenzione di Yahoo di acquistare, spendere denaro ed attivare partnerships varie, ma il mio modesto parere è che Yahoo dovrebbe far tesoro di quello che ha ed ottimizzarlo, renderlo usabile, aggregarlo in maniera vincente. Tutto ciò non dipende da strategie marketing o business, dipende solo dall’intelligenza di chi pianifica la struttura dell’intera piattaforma, da colui, o coloro, che non dovrebbero far chiudere la compagnia a riccio cercando di spendere, ma dare un’occhiata alle tendenze attuali dei servizi online, e soprattutto dare un’occhiata al principale competitor, che è Google.

Cosa sta facendo Google intanto?

Google rilascerà Google Wave, ed ha già lanciato il suo social network con Google Profiles..
Come dicevo poco fa, aggrega, unifica!

Le quote di mercato di Yahoo secondo Comscore

Yahoo è il secondo motore di ricerca americano, con una quota di mercato, ad aprile, pari al 20,4%.

Google, invece, ha incrementato la sua percentuale di mezzo punto, salendo al 64,2% e stabilendo il record storico per l’azienda californiana.

Yahoo ha guadagnato 118 milioni di dollari nel primo trimestre, ma le sue vendite hanno perso il 13% in un anno, scendendo a 1,58 miliardi di dollari.

Conclusione

Anche il concetto stesso di blog è superato in rete, ora si parla di Lifestreaming, e quindi di aggregazione di contenuti, è il caso che Yahoo cerchi una modernizzazione ed un’ ottimizzazione invece di lasciare buchi neri a livello di usabilità e revenues?
Io credo proprio di si, è ora che Yahoo ristrutturi tutto invece di perdere altro denaro, sul breve, medio e lungo termine.

La battaglia dei motori di ricerca è persa, la partnership con Microsoft non porterebbe risultati faraonici.. l’unica cosa da fare è valorizzare il patrimonio degli users già in possesso di Yahoo, me compreso!

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Jerry Yang si dimette dalla carica di CEO di Yahoo

by Giorgio Marandola on November 19, 2008

Jerry yang

Alla fine quello che molti avevano pronosticato, o comunque si aspettavano è successo, Jerry Yang, CEO di Yahoo ha rassegnato le sue dimissioni.
Yang lascerà infatti l’incarico appena l’azienda avrà trovato un suo sostituto adeguato, pur mantendo il ruolo di Chief che aveva prima di giugno 2007. La compagnia, attraverso il suo presidente Roy Bostock, ha già attivato la ricerca del successore.

Co-founder del colosso di Sunnyvale (California) insieme a David Filo nel 1994, Yang aveva preso la guida del brand da 17 mesi, ed aveva vissuto da “scomodo protagonista” il difficile momento della tentata conquista di Yahoo da parte di Microsoft.
Momento in cui la decisione di non farsi acquisire da Billy Gates aveva suscitato un vespaio di polemiche attorno alla figura di Yang, che nonostante tutto aveva mantenuto ferma la sua decisione di far rimanere Yahoo una company ed un brand indipendente da Microsoft.
Allora le ragioni della Microsoft nel tentare l’acquisizione di Yahoo erano evidenti ed erano dettate dalla continua perdita di quote di mercato nell’ambito “search engine”, e tali ragioni sono ancora più che mai esisteti.

Il momento in cui Yang ha assunto la carica di CEO di Yahoo è coinciso con una parentesi negativa per la compagnia, una situazione in cui erano necessari profondi cambiamenti ed innovazioni. Lo stesso Yang in un post sul suo blog, etichetta il periodo in cui è stato in carica come un continuo crescere in positivo, anche se lo strapotere di Google non ne ha risentito più di tanto.
Ora si è dimesso ma rimarrà nel consiglio di amministrazione come Chief.
Secondo la maggior parte degli analisti, le dimissioni di Yang aprono la strada ad un rinnovato accordo con Microsoft, almeno per quanto riguarda il settore advertising.
Il presidente di Yahoo, Roy Bostock, in merito ha dichiarato: «Jerry e il consiglio d’amministrazione hanno avuto intavolato un dialogo sui tempi della successione e ora tutti concordiamo che sia il momento giusto per la transizione a un nuovo amministratore delegato ( CEO ) che ci porti al prossimo livello».
Tra i candidati alla successione figurano la presidente operativa Sue Decker, anche se fa parte di quella stessa squadra di manager che ha fatto infuriare gli azionisti e l’ex amministratore delegato Dan Rosenweig. Ma gli azionisti potrebbero anche rivolgersi a manager esterni, come Frank Biondi che ha guidato Viacom o John Chapple di Nextel.

Come ha reagito la borsa?

Le quotazioni di Yahoo a Wall Street hanno subito un’impennata subito dopo l’annuncio delle dimissioni di Yang, il valore acquisito dalla compagnia si aggira intorno a 1.8 miliardi di dollari.

Le origini di Yahoo

Jerry Yang e David Filo hanno cominciato a lavorare su Yahoo in una roulotte all’ Università di Stanford, inizialmente era solo una raccolta dei loro link preferiti, stilata mentre preparavano i loro dottorati in ingegneria. Il primo nome adottato per il portale era «La Guida di Jerry e David al World Wide Web», e solo succesivamente decisero di denominarla con l’acronimo di Yahoo, che significa Yet Another Hierarchical Officious Oracle (Ancora un’altro oracolo gerarchico ufficioso).

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La storia di Flickr

by Giorgio Marandola on September 23, 2008

Flickr Homepage Screenshot

Il tutto è cominciato ad opera di Caterina Fake e suo marito Stewart Butterfield, o meglio, ad opera di uno dei loro engineer. Infatti i due coniugi dirigevano una start up di giochi on line a Vancuver, British Columbia, e proprio uno degli addetti alla programmazione di questa start up ha progettato il primo tool che poi diventerà Flickr che noi tutti conosciamo.

E nel giro di pochi anni, passando per l’acquisizione di Flickr da parte di Yahoo, il sito è diventato una delle community di foto sharing più grande del web.

Caterina Fake ha più volte dichiarato: “Se ci fossimo seduti e avessimo deciso a tavolino di dar vita ad una applicazione di foto sharing avremmo fallito, avremmo sicuramente fatto troppi passi falsi”.

Quindi, secondo la co-founder del servizio, la casualità è stata la fonte di tutti i successi di Flickr, ma io direi che più che la casualità, a dettare i ritmi esponenziali del servizio di foto-sharing è stata la competenza di chi lo ha progettato e gli ha dato il taglio che ha.
In poche parole:

- Grafica eccellente, minimale, non invasiva, chiara e semplice, così da non distogliere l’utente finale dal prodotto al centro del sito, le foto.

- Semplicità di utilizzo

- Logo e colori pienamente distinguibili

- Widgets e integrazioni con servizi di terze parti, così da creare una circolazione del brand attraverso gli utenti

- Investimenti pubblicitari mirati (non dimentichiamoci che dietro Flickr c’è una start up già avviata, non è nato in un garage come YouTube)

La start up dei “coniugi Flickr” , la Ludicorp, non ha mai rilasciato il videogame su cui stava lavorando, ma è stata acquistata da Yahoo dopo poco tempo dalla creazione di Flickr e tutto il suo staff è stato trasferito a Sunnyvale, in California.
Il traffico di Flickr è cresciuto esponenzialmente del 448% aggiudicandosi 3.4 milioni di visitatori da Dicembre 2004 allo stesso mese del 2005, secondo l’agenzia Nielsen/NetRatings.
Dopo l’acquisto da parte di Yahoo, il sito è passato da 250.000 utenti registrati a più di 2 milioni, con la bellezza di 100 milioni di foto condivise.

Perfino Chad Hurley, CEO di YouTube, è diventato un fan di Flickr, ed imputa il successo del sito alla sua funzionalità base che, “ha risolto il problema di molti utenti internet, come condividere efficacemente le foto”.
Ed è da osservare come questo è il motivo per cui è stato fondato il sito YouTube, permettere agli utenti di condividere video che altrimenti non sarebbero potuti circolare tramite mezzi più convenzionali ( ovvero 1.0 ) quali la webmail.

Le innovazioni di Flickr rispetto agli altri siti di foto-sharing possono essere riassunte in:

- Gli amici possono controllare le foto appena postate attraverso la funzionalità di ricerca ed aggiungere commenti e note.

- Uno strumento distintivo consente ai bloggers di postare le foto sia sul blog che sul proprio account Flickr

- Il sistema di tag che permette l’aggiunta di “tags” così da rendere le foto più “easily searched”

Anche se il co-founder Stewart Butterfield ama ricordare che la più grande innovazione di flickr è stata quella di riconoscere la natura sociale della fotografia.

Uno degli esecutivi di Yahoo, Bradley Horowitz, in proposito ci ricorda che Flickr è stato acquisito da Yahoo ed in seguito a ciò non è mai stato promosso nella homepage Yahoo.com, riconoscendo al passaparola un valore molto più remunerativo che non il solito modus operandi pubblicitario. Ed è stato così!
Non c’è mai stato un link sulla homepage del motore di ricerca, e Flickr ha mantenuto la sua indipendenza fino a divenire il colosso che è!

Flickr cofounders Caterina Fake Steward Butterfield

Qui sotto un esempio di video postato su YouTube, realizzato usando una colonna sonora e le foto di Flickr. Una tendenza molto in voga tra gli utenti di Flickr è quella di realizzare un video mettendo in sequenza le proprie foto, dotarlo di una colonna sonora e poi postarlo sui siti di video sharing, aumentando così le possibilità che le proprie foto abbiano la dovuta visibilità o riscuotano successo.

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Yahoo riuscirà a lanciare Delicious 2.0 ?

by Giorgio Marandola on July 28, 2008

Delicious 2.0

E’ da Settembre 2007 che Yahoo sta tentando di lanciare il nuovo del.icio.us, ma questo restyling stenta ancora a vedere la luce, forse a causa delle vicissitudini in cui la società di Sunnyvale si è trovata nell’ultimo periodo (vicenda Microsoft) o forse solo per interminabili problemi venuti a galla durante questa estenuante fase di private beta.

Nel blog ufficiale di del.icio.us si afferma che la nuova versione del servizio sarà pronta tra non molto, ma ormai c’è chi ha etichettato la vicenda come la nuova barzelletta della Silicon Valley. Ma anche nel mese di Gennaio il blog di del.icio.us annunciava un lancio più che imminente, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: niente.
Secondo la fonti di TechCrunch, le principali cause del ritardo nel lancio sono legate a questioni di scalabilità del prodotto. Alcuni membri del team hanno suggerito il caching dei dati dei bookmarks allo scopo di alleggerire il carico del server del database, altri invece pensano di dover implementare una nuova serie di query del database ogni volta che un utente aggiunge un link a del.icio.us

A meno che lo staff di del.icio.us non stia cercando di creare una sorta di buzz intorno alla vicenda, cercando di aumentare la suspance e il “passaparola” annunciando l’ennesimo lancio, con risultati dubbi ed infruttuosi a questo punto, il servizio fondato da Joshua Schachter e marchiato Yahoo sta percorrendo la strada più sbagliata.
Speriamo che questa sia lavolta buona.

Per gli screenshots, clicca QUI

Delicious 2.0 screenshots

Delicious 2.0 screenshots

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Yahoo respinge l’ennesima offerta di Microsoft

by Giorgio Marandola on July 14, 2008

Yahoo Search Business

Yahoo ha rifiutato una nuova offerta di Microsoft, che, come le precedenti, mirava ad acquistare il settore ricerca di Yahoo (Yahoo search business).
L’offerta, che apparentemente è stato effettuata venerdi, è stata fatta in collaborazione con l’investitore Carl Icahn ed è stata una variazione della precendente offerta di Microsoft.
L’attuale offerta comprendeva, oltre ad un ovvio buyout, anche il proposito di sostituire in blocco lo Yahoo board (il consiglio di amministrazione) e l’ executive management team. In casa Yahoo, a Sunnyvale, oltre al rifiuto dell’offerta in sè, c’è anche chi ha definito la rimozione dei quadri dirigenziali come “assurdo e irresponsabile data la complessità delle cose.”

Yahoo ha ribadito che l’accordo concluso con Google è il futuro della società ed è l’unico “deal” da seguire per quanto riguarda partnerships con terze parti, quindi definendo l’offerta Microsoft non all’altezza delle aspettative.

Ma nella stessa press release, il consiglio di amministrazione di Yahoo ritiene fattibile l’acquisto dell’intera compagnia entro il 1 Agosto, suggerendo anche che l’offerta da 33 milioni di dollari, formulata tempo fa, può andare bene ora.

Per saperne di più, qui sotto il testo integrale della press release:

Yahoo! Rejects Microsoft/Icahn Search and Restructuring Proposal
Yahoo! Suggests Microsoft Make A Proposal To Acquire Whole Company

SUNNYVALE, Calif., Jul 12, 2008 (BUSINESS WIRE) — Yahoo! Inc. (Nasdaq:YHOO), a leading global Internet company, confirmed today that it has rejected a joint proposal from Microsoft Corporation and Carl Icahn for a complex restructuring of Yahoo! that would include the acquisition of Yahoo!’s search business by Microsoft.

The proposal was made on Friday evening and Yahoo! was given less than 24 hours to accept the proposal, the fundamental terms of which Microsoft and Mr. Icahn made clear they were unwilling to negotiate. After reviewing the proposal with its legal and financial advisers, Yahoo!’s Board of Directors determined that accepting the proposal is not in the best interests of its stockholders.

The Board’s rejection of the proposal was based on a number of factors, including the following:

1. Yahoo!’s existing business plus its recently signed commercial agreement with Google has superior financial value and less complexity and risk than the Microsoft/Icahn proposal.

2. The Microsoft/Icahn proposal would preclude a potential sale of all of Yahoo! for a full and fair price, including a control premium.

3. The major component of the overall value per share asserted by Microsoft/Icahn would be in Yahoo!’s remaining non-search businesses which would be overseen by Mr. Icahn’s slate of directors, which has virtually no working knowledge of Yahoo!’s businesses.

4. The Microsoft/Icahn proposal would require the immediate replacement of the current Board and removal of the top management team at Yahoo!. The Yahoo! Board believes these moves would destabilize Yahoo! for the up to the one year it would take to gain regulatory approval for this deal.

Roy Bostock, Chairman of Yahoo! said, “This odd and opportunistic alliance of Microsoft and Carl Icahn has anything but the interests of Yahoo!’s stockholders in mind. Clearly, Microsoft, having failed to advance in search, is aligning with the short-term objectives of Mr. Icahn to coerce Yahoo! into selling its core strategic search assets on terms that are highly advantageous to Microsoft, but disadvantageous to Yahoo! stockholders. Yahoo’s Board of Directors will not allow that to happen. Yahoo!’s Board remains open to any transaction that delivers full value to our stockholders - we just do not believe such a transaction should be dictated by Microsoft and a single short-term investor.”

Mr. Bostock continued, “After negotiating among themselves without the involvement of Yahoo!, Carl Icahn and Microsoft presented us with a ‘take it or leave it’ proposal under which we would be required to restructure the Company, hand over to Microsoft Yahoo!’s valuable search business and to Carl Icahn the rest of the Company, giving us less than 24 hours to respond. It is ludicrous to think that our Board could accept such a proposal. While this type of erratic and unpredictable behavior is consistent with what we have come to expect from Microsoft, we will not be bludgeoned into a transaction that is not in the best interests of our stockholders.”

Mr. Bostock also noted that Microsoft’s position that it would not deal with, or otherwise engage with, Yahoo!’s management to reach agreement on this proposal or to implement it, is completely absurd and irresponsible given the complexity of the deal - one that requires the removal of half of Yahoo!’s business from Yahoo! and then the integration of it into Microsoft.

Yahoo!’s Board points out that a transaction to acquire the whole company would be much more straightforward and involve far less risk than the new proposal or any similar alternative. The Board believes a whole company transaction could be negotiated and executed prior to August 1st. In rejecting the Microsoft/Icahn proposal, Yahoo! not only repeated its offer to sell the entire Company to Microsoft for at least $33 per share, but also offered to negotiate an improved search only transaction. Microsoft rejected both offers.

Ironically, Carl Icahn, who jointly with Microsoft developed and presented this proposal, had previously urged Yahoo! not to sell its search business to Microsoft. Specifically, in an interview on CNBC’s Fast Money program, on June 4, 2008, Mr. Icahn said, “… it’s crazy for this company now to do this alternative deal and give the store away, because obviously, an alternative deal is a poison pill because once you’ve done an alternative deal and given the search to Microsoft, you don’t need Microsoft to buy you anymore. So, that would be a poison pill….”

Significantly, the Board believes Microsoft and Mr. Icahn are overstating the value their search and restructuring proposal would deliver to Yahoo! stockholders and are substantially understating the risks. Yahoo! noted that a transaction that would separate the Company’s search and display businesses is an undertaking of great complexity. While the Board acknowledges that the current proposal contains a number of improvements over Microsoft’s earlier proposal, the Yahoo! Board’s conclusion that the current proposal is not in the best interests of stockholders is based on a number of factors, including:

– The revenue guarantees suggested, which are conditional and subject to reduction, are well below the search revenue that the Company is expected to generate on its own and in association with its announced commercial agreement with Google. That agreement alone is estimated to generate $250 to $450 million of incremental cash flow for the first twelve months following implementation, while allowing Yahoo! to remain a principal in paid search;

– The success of the remaining Company is critically dependent on Microsoft’s ability to effectively monetize search;

– Microsoft/Icahn’s proposed Traffic Acquisition Costs rates are below market;

– The proposal calls for Yahoo! to sell its industry-leading algorithmic search business and its related strategic and valuable intellectual property portfolio for no incremental consideration; and

– Many of the components of the headline value that Mr. Icahn and Microsoft put forward, such as the spin-off of the Yahoo!’s Asian assets and the return of cash to stockholders, are steps that could be taken by Yahoo! on its own and the Board continues to evaluate these options.

Mr. Bostock concluded, “Microsoft and Mr. Icahn are trying to dismantle the Company and deliver our search business to Microsoft on terms that would be disadvantageous to Yahoo! stockholders. We are prepared to let our stockholders, not Microsoft and Carl Icahn, decide what is in their best interests and we look forward to the upcoming vote.”

Carl Icahn

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Yahoo perde anche Kent Goldman

by Giorgio Marandola on June 28, 2008

Kent Goldman

Il vero e proprio “esodo” dall’esecutivo di Yahoo continua inesorabile, la multinazionale di Sunnyvale perde un altro pezzo, questa volta si tratta di Kent Goldman, il direttore del Corporate Development.
Goldman viene, no a torto, definito da TechCrunch “one of their top deal guys”. E’ entrato in Yahoo nel 2004 come Director of Business Strategy, quindi se si contano tutti quelli che hanno lasciato l’azienda dal gennaio 2007, il numero ammonta a 115. 18 tra i top executive hanno abbandonato Yahoo in quest’ultimo mese, tra cui Brad Garlinghouse, Jeff Weiner, Vish Makhijani, Qi Lu, Caterina Fake, Stewart Butterfield e Joshua Schachter.

In fin dei conti non si può dire che l’abbandono dei top executives di Yahoo sia, di per sè, una buona o una cattiva notizia, infatti spesso ciò avviene in funzione di un’offerta migliore da parte di un altro operatore di pari o più elevato livello, ma visto lo scalpore e tutte le conseguenze che hanno seguito il rifiuto dell’offerta di Microsoft è legittimo pensare che ci sia un qualche link tra il fatto e le defezioni degli utlimi tempi.
Un chiaro esempio di abbandono della compagnia a causa di un’offerta più allettante lo fornisce Michael Marquez, che nel 2007 ha lasciato Sunnyvale per andare a ricoprire il ruolo di Vice President of Strategy and Corporate Development per la CBS Interactive (recentemente promosso a EVP).

Quindi, può darsi anche che Kent Goldman ha accettato un’offerta da parte di un altro operatore che semplicemente…non poteva rifiutare.

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Google Talk e Yahoo Messenger lavoreranno insieme

by Giorgio Marandola on June 16, 2008

Google Talk e Yahoo Messenger

Le due società californiane sono partite da un accordo che riguardava le pubblicità, come abbiamo già anticipato, ma lo stesso comprenderà anche il fronte instant messaging per poter far lavorare insieme Yahoo Messenger e Google Talk.

Quindi, nel momento in cui questo accordo sarà reso operativo, non si avrà più bisogno di hack specifici di terze parti per far operare insieme i 2 clients di messaggistica.

Gli addetti PR di Google hanno dichiarato: ” Yahoo e Google permetteranno l’interoperatività di Google Talk e Yahoo Messenger, al fine di permettere una comunicazione più facile e più ampia tra gli utenti.

Yahoo e Microsoft offrono già l’interoperatività tra Msn Messenger e Yahoo Messenger, ora, con questo nuovo accordo gli utenti avranno orizzonti più ampi su cui spaziare. Dal punto di vista delle due società, la vera svolta nell’affare sarà l’implementazione di nuovi “ads” di Google su software Yahoo, anche perchè accedendo sulla chat internazionale di Yahoo, lo spazio in basso sotto l’editor di testo, riservato alla pubblicità, spesso lavora malissimo, portando rallentamenti nella chat e visualizzazioni degli sopnsor che non sempre si materializzano. Dal punto di vista dell’utenza, niente di più comodo di una chat in cui non ci sono pubblicità invasive, ma sul fronte Yahoo non so quanto possa convenire.

Visto che Yahoo sta attraversando un periodo di (più o meno) fiorente ristrutturazione dovrebbe pensare anche al nostro Paese, che dal punto di vista di accesso alla chat internazionale di Yahoo è fortemente penalizzato.

Infatti se un utente si reca sul portale in lingua italiana di Yahoo per scaricare il client di Yahoo Messenger, il download effettuato riguarderà la versione italiana del software, che non permette l’accesso alla chat internazionale. Il motivo è presto detto: Il portale italiano di Yahoo ospita una chat che sembra essere stata “appaltata” a Lycos, con una interfaccia ed un’organizzazione francamente “imbarazzante”. Il tutto si svolge come se si fosse in una sorta di “Love Boat” con tanto di capitano virtuale (un bot antipaticissimo) che per ogni Caps involontario o altra fesseria ti invita a non urlare o anon fare questo o quello… Veramente fastidioso. L’utente iscritto in chat può passare di livello fino a diventare membro dell’equipaggio, ed il tutto avviene con finestre pop-up difficili da richiudere (almeno con l’attuale Mozilla Firefox).

L’articolare la chat con tutti questi riferimenti marinareschi, riesce ad attrarre solo una fetta del potenziale pubblico, mentre larga parte, magari non apprezzando questo stile e le relative funzioni,preferisce parlare in inglese con gente proveniente dall’Asia o dagli Stati Uniti, optando per la chat internazionale, molto più sobria e funzionale, ma con l’enorme difetto di ospitare una miriade incontrollata di bots e spammer che nemmeno l’ultima misera versioe di antispam è riuscita a debellare.

Ma come si accede alla chat internazionale tramite Yahoo Messenger?

Bisogna scaricare la versione del client da Yahoo.com, la quale è dedicata agli utenti internazionali, che, credo, non vogliano avere a che fare con mozzi o inservienti vari della chat-nave italiana.

Speriamo che questo post venga letto da qualcuno in Yahoo che si metta una mano sul cuore e renda la fruizione italiana dei servizi un pò più standard rispetto a quella internazionale.

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Partnership Google Yahoo, è ufficiale!

by Giorgio Marandola on June 13, 2008

Google Yahoo agreement

Un pò in ritardo rispetto alle apettative (1:30 pm, ora della California) è arrivato l’annuncio da Sunnyvale che descrive i termini dell’accordo tra Yahoo e Google. Alla fine lo stesso si riferisce solamente all’ambito Marketplace (in particolare AdSense per la ricerca e per i contenuti) e permette a Yahoo di visualizzare, a lato dei suoi risultati di ricerca gli annunci sponsorizzati di Google, per quanto riguarda il motore di ricerca e altri suoi prodotti del panorama americano e canadese.
Ma l’accordo non è esclusivo, infatti, permette a Yahoo di visualizzare anche annunci pubblicitari di terze parti, inseriti, insieme a quelli di Google in un circuito di rotazione.

Per la press release di Google andate qui.

Qui sotto la press release in lingua originale di Yahoo.

Yahoo! to Strengthen Competitive Position in Online Advertising Through Non-Exclusive Agreement With Google

Agreement Advances Yahoo!’s Open Strategy; Enhances Ability to Compete in Converging Search and Display Marketplace

SUNNYVALE, Calif.–(BUSINESS WIRE)–Yahoo! Inc. (Nasdaq:YHOO), a leading global Internet company, announced today that it has reached an agreement with Google Inc. that will enhance its ability to compete in the converging search and display marketplace, advancing the company’s open strategy. The agreement enables Yahoo! to run ads supplied by Google alongside Yahoo!’s search results and on some of its web properties in the United States and Canada. The agreement is non-exclusive, giving Yahoo! the ability to display paid search results from Google, other third parties, and Yahoo!’s own Panama marketplace.

Under the terms of the agreement, Yahoo! will select the search term queries for which – and the pages on which – Yahoo! may offer Google paid search results. Yahoo! will define its users’ experience and will determine the number and placement of the results provided by Google and the mix of paid results provided by Panama, Google or other providers. The agreement applies to paid search and content match and does not apply to algorithmic search. The agreement also applies to current partners in Yahoo’s publisher network.

Yahoo! CEO and co-founder Jerry Yang said, “We believe that the convergence of search and display is the next major development in the evolution of the rapidly changing online advertising industry. Our strategies are specifically designed to capitalize on this convergence — and this agreement helps us move them forward in a significant way. It also represents an important next step in our open strategy, building on the progress we have already made in advancing a more open marketplace.”

“This agreement provides a source of funds to both deliver financial value to stockholders from search monetization and to invest in our broader strategy to transform display advertising and advance our starting point objectives with users,” said Yahoo! President Sue Decker. “It enhances competition by promoting our ability to compete in the marketplace where we are especially well positioned: in the convergence of search and display.”

Agreement Provides Attractive Economics and Enhances Search Monetization

Yahoo! believes that this agreement will enable the Company to better monetize Yahoo!’s search inventory in the United States and Canada. At current monetization rates, this is an approximately $800 million annual revenue opportunity. In the first 12 months following implementation, Yahoo! expects the agreement to generate an estimated $250 million to $450 million in incremental operating cash flow.

The agreement will enhance Yahoo!’s ability to achieve its goal to grow operating cash flow significantly, while at the same time providing flexibility to continue to invest in ongoing initiatives such as algorithmic search innovation and search and display advertising platforms. It gives Yahoo! complete flexibility to continue to use its Panama paid search results.

Significant Benefits Will Flow to Users, Advertisers, Publishers and Employees

Users will also benefit from Yahoo!’s ability to invest incremental operating cash flow in ongoing improvements to its search services, building upon recent major innovations such as Search Assist and SearchMonkey. Advertisers will continue to benefit from multiple marketplace alternatives including Panama, Google and others. Publishers will benefit from a winning combination of distribution, monetization and services to help them grow their businesses. The financial benefits will enable Yahoo! to broaden the scope of its investments and initiatives, enhancing Yahoo!’s ability to offer attractive career opportunities to its employees.

Terms of the Agreement

The agreement will enable Yahoo! to run ads supplied by Google’s AdSense™ for Search and AdSense™ for Content services next to Yahoo!’s internally generated paid search and algorithmic search results. Yahoo may also run Google-supplied ads on non-search Yahoo web properties, as well as on current members of its partner network. The agreement has a term of up to ten years: a four-year initial term and two, three-year renewals at Yahoo!’s option. It applies to Yahoo!’s operations in the U.S. and Canada only. Advertisers will continue to pay Yahoo! directly for clicks served by Yahoo! from Yahoo!’s Panama and Content Match marketplaces. Advertisers will pay Google directly for each click on Google paid search results appearing on Yahoo! owned and operated network or certain affiliate sites. Google will share a percentage of such revenue with Yahoo!.

In addition, Yahoo! and Google agreed to enable interoperability between their respective instant messaging services, bringing easier and broader communication to users.

The agreement allows either party to terminate the agreement in the event of a change in control of either party. The agreement also requires Yahoo! to pay a termination fee if the agreement is terminated as a result of a change in control that occurs within 24 months. The termination fee is $250 million, subject to reduction by 50 percent of revenues earned by Google under the agreement.

Although Google and Yahoo! are not required to receive regulatory approval of the deal before implementing it, the companies have voluntarily agreed to delay implementation for up to three and a half months while the U.S. Department of Justice reviews the arrangement.

Goldman, Sachs & Co., Lehman Brothers and Moelis & Company are acting as financial advisors to Yahoo!. Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom LLP is acting as legal advisor to Yahoo!, and Munger Tolles & Olson LLP is acting as counsel to the outside directors of Yahoo!.

Yahoo! will host a conference call to discuss the agreement with Google at 6:30 p.m. Eastern Time today. To listen to the call live, please dial 877-391-6847 (reservation number 70308474#). A live audiocast of the conference call can be accessed through the Company’s Investor Relations website at http://yhoo.client.shareholder.com/index.cfm. In addition, an archive of the audiocast can be accessed through the same link. An audio replay of the call will be available following the conference call by calling 888-286-8010 (reservation number 84138579).

About Yahoo! Inc.

Yahoo! Inc. is a leading global Internet brand and one of the most trafficked Internet destinations worldwide. Yahoo! is focused on powering its communities of users, advertisers, publishers, and developers by creating indispensable experiences built on trust. Yahoo! is headquartered in Sunnyvale, California.

Non-GAAP Financial Measures

This release refers to operating cash flow (operating income before depreciation, amortization of intangible assets, and stock-based compensation expense, or OCF), which is a non-GAAP financial measure. The most comparable GAAP measure is income from operations. With respect to the OCF numbers provided in this release, the estimate of income from operations is the same as the estimated OCF, as the Company does not expect to incur any additional depreciation and amortization or stock-based compensation expense related to this agreement.

Forward Looking Statements

This release (including without limitation the statements and information in the quotations from management in this press release) contains forward-looking statements that involve risks and uncertainties concerning Yahoo!’s projected financial performance as well as Yahoo!’s strategic and operational plans. Actual results may differ materially from those described in this press release due to a number of risks and uncertainties. The potential risks and uncertainties include, among others, the expected benefits of the services agreement with Google may not be realized, including as a result of actions taken by United States or foreign regulatory authorities and the response or acceptance of the agreement by publishers, advertisers, users and employees; the implementation and results of Yahoo!’s ongoing strategic initiatives; Yahoo!’s ability to compete with new or existing competitors; reduction in spending by, or loss of, marketing services customers; the demand by customers for Yahoo!’s premium services; acceptance by users of new products and services; risks related to joint ventures and the integration of acquisitions; risks related to Yahoo!’s international operations; failure to manage growth and diversification; adverse results in litigation, including intellectual property infringement claims; Yahoo!’s ability to protect its intellectual property and the value of its brands; dependence on key personnel; dependence on third parties for technology, services, content and distribution; general economic conditions and changes in economic conditions; and potential continuing uncertainty arising in connection with the withdrawal of Microsoft’s unsolicited proposal to acquire Yahoo!, and the announced intention by a stockholder to seek control of our Board of Directors, the possibility that Microsoft or another person may in the future make another proposal, or take other actions which may create uncertainty for our employees, publishers, advertisers and other business partners, and the possibility of significant costs of defense, indemnification and liability resulting from stockholder litigation relating to the Microsoft proposal. More information about potential factors that could affect Yahoo!’s business and financial results is included under the captions “Risk Factors” and “Management’s Discussion and Analysis of Financial Condition and Results of Operations” in Yahoo!’s Annual Report on Form 10-K for the fiscal year ended December 31, 2007, as amended, and the Quarterly Report on Form 10-Q for the quarter ended March 31, 2008, which are on file with the Securities and Exchange Commission (“SEC”) and available at the SEC’s website at www.sec.gov. All information in this release is as of June 12, 2008, unless otherwise noted, and Yahoo! does not intend, and undertakes no duty, to update or otherwise revise the information contained in this release.

Yahoo! and the Yahoo! logos are trademarks and/or registered trademarks of Yahoo! Inc. All other names are trademarks and/or registered trademarks of their respective owners.

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