Ultimamente non passa giorno in cui su Twitter non sbuchi un VIP o un personaggio televisivo o un politico, frutto dello sdoganamento del medium fatto da Fiorello, o almeno della ribalta mainstream che questo mezzo ha avuto con Il più grande spettacolo dopo il weekend, il programma in cui Fiorello è stato chiamato a proporre un’operazione molto ben riuscita di social tv.

In questi giorni chi più chi meno ha cominciato a twittare, ed al contrario, alcuni ne hanno approfittato per mollare pagine fan ed account, l’ultimo caso è quello di Fabio Volo, che ha espressamente dichiarato di non volerne più sapere della pagina Il Volo del mattino, causa commenti negativi a quanto pare.

Ieri mi ha colpito una discussione sviluppatasi su Friendfeed a proposito della gestione dell’account Twitter di Massimo Boldi, le obiezioni per carità sono in larga parte fondate, anzi a guardarci meglio si pensa persino ad un fake account, e l’ipotesi sembra abbastanza veritiera.

Ma partendo da un presupposto di veridicità dell’account, dovremmo tener conto anche del modo in cui un personaggio pubblico può interpretare la sua presenza sui social media, secondo me ci sono due strade: la prima è quella di mostrare un volto quanto più umano possibile, l’altra è quella di tener fede al proprio personaggio principale, e nel caso di Boldi, necessariamente il bauscia milanese tipo anche un pò arrogante.
Attualmente non si fa che parlare di questa invasione di VIP sui social, ed il più delle volte in maniera critica e negativa, come se le stesse regole social valide per un brand o un’azienda debbano essere per forza valide per qualsiasi pinco pallino, famoso o no, approdato sui social media.

Effettivamente si, il buon vicinato conta e parecchio, ma non siamo proprio noi a predicare la trasparenza ed il volto umano dei social, ed in particolare l’informalità di Twitter?
Ognuno interpreterà la sua presenza sui social media nel miglior modo possibile, e nel momento in cui ad un brand è per forza di cose (e per processi decisionali complessi) proibito rispondere per le rime ad un detrattore, lo stesso non può dirsi valido per un personaggio singolo, specialmente attualizzando su Massimo Boldi, nel momento in cui sta tenendo fede ad un personaggio che lo ha reso celebre.

Guardiamo al recente passato del Web 2.0 in Italia, non abbiamo forse mai risposto male su Twitter o Facebook?
Persino la Guzzanti ha detto la sua con la naturalezza che contraddistingue Twitter, non c’è da stupirsi.
Non c’è stato nessuno che ha voluto creare un personaggio idealizzato lontano mille miglia dalla propria realtà quotidiana?
E come tale agire in status updates, comportamenti e metafore?

I Vip su Twitter ed il comportamento per forza formale

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  • http://twitter.com/alwonttell al wonttell

    ciao, dei vip su twitter mi sono occupato anche io un paio di settimane fa. Come dici tu e’ importante come il vip interpreta la sua presenza. Pero’, per come la vedo io, se scegli di tenere fede al tuo personaggio stai facendo branding come qualsiasi azienda (e questo penso sia l’80% dei casi) e allora giudico il tuo operato come giudico quello delle aziende. Se invece cerchi il confronto allora non scappi (come ha fatto Volo) e ti tieni le critiche. A me sembra che per molti vip i social network siano solo un posto per promuoversi, un’estensione del loro regno televisivo dove ricevere applausi 24/7 (nelle loro speranze). Naturalmente poi ci sono distinzioni da fare per ogni caso.

    • http://www.technicoblog.com/ Technico Blog

      Bhè per come la vedo io, attualizzando sul caso Boldi, il suo è un mix di sè stesso e del personaggio che lo ha sempre caratterizzato, il che è moto diverso da un’azienda che punta alle vendite, in realtà tutti noi su Twitter facciamo abbastanza branding (o no?) pur essendo persone e non società per azioni. Volo addirittura è scappato perchè temeva che i commenti negativi su libro e film influenzassero poi le vendite, ma non ha certo scelto la via giusta, ha solo detto che non si occuperà più della sua pagina, quindi le critiche continueranno a fare il loro corso influenzando poi le vendite senza contraddittorio, un ibrido strano.
      Ovviamente lo vedono come un luogo in cui promuoversi, e questo lo facciamo tutti, siamo sinceri. Anche le vaire ed osannate Twitstars italiane (alcuni di loro) hanno fama su Twitter perchè ce l’hanno mainstream.

      • http://twitter.com/alwonttell al wonttell

        Innanzitutto grazie per la risposta. Poi ti dico, per me qualsiasi attivita’ umana e’ legata all’autopromozione, pero’ si puo’ fare in vari modi. A me sembra che questi vip non vogliono partecipare alla conversazione, ma sfruttarla. E poi per noi “comunicatori vari” usare Twitter e’ quasi un obbligo per loro no, il che rende la loro presenza ancora piu’ spinta come promozione.
        p.s. chi sono per te le Twitstars italiane?

        • http://www.technicoblog.com/ Technico Blog

          Intendevo i vari “sono famoso perchè ero in tv ed ora ho aperto il blog e mi riciclo come twitstar”. Non facciamo nomi.

          Ps. comunque l’account di Massimo Boldi è vero :-)

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    ciao, dei vip su twitter mi sono occupato anche io un paio di settimane fa. Come dici tu e’ importante come il vip interpreta la sua presenza. Pero’, per come la vedo io, se scegli di tenere fede al tuo personaggio stai facendo branding come qualsiasi azienda (e questo penso sia l’80% dei casi) e allora giudico il tuo operato come giudico quello delle aziende. Se invece cerchi il confronto allora non scappi (come ha fatto Volo) e ti tieni le critiche. A me sembra che per molti vip i social network siano solo un posto per promuoversi, un’estensione del loro regno televisivo dove ricevere applausi 24/7 (nelle loro speranze). Naturalmente poi ci sono distinzioni da fare per ogni caso.