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Tutto sull’ iPad

by Giorgio Marandola on January 28, 2010

Apple iPad

Ieri è stato lanciato ufficialmente il nuovo gioiello di casa Apple, una via di mezzo tra il celebre iPod ed un laptop, un ibrido che rientra nella categoria dei tablet pc.

Recentemente si è assistito ad un’evoluzione del concetto di pc: dal laptop, che rimane pur sempre lo strumento di lavoro principale, si è passati al netbook, un laptop di dimensioni ridotte che permette un trasporto più agevole, per poi approdare ai tablet, che rappresentano l’ultima novità in fatto di dispositivi portatili. [click to continue...]

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Google Wave, l’onda della nuova comunicazione

by Giorgio Marandola on May 30, 2009

Google Wave

Alla Conferenza annuale di San Francisco è stato presentato Wave, un nuovo strumento per comunicare di casa Google, che permette di gestire su un’ unica schermata, la messaggistica istantanea, la chat, la posta elettronica e tutti i servizi aggiuntivi targati Google.

Google Wave segue la tendenza ormai consolidata da tempo dell’aggregazione dei servizi in un’unica interfaccia.
Quando il Web 2.0 ha avuto la sua affermazione abbiamo assistito alla nascita di applicazioni che potevano essere usate su pagine web ma che avevano le stesse caratteristiche delle app che girano in locale, sul proprio pc.
Dopo un periodo di utilizzo, sperimentazione ed affermazione di questi servizi, si è passati alla larga diffusione delle A.P.I. che permettevano Mash-ups delle stesse applicazioni rendendole integrabili su qualsiasi sito o blog. In questo modo il Web 2.0 ha avuto la sua massima affermazione.

La nuova tendenza a questo punto è stata quella di aggregare, tutto, dalle notizie ai video, dai post dei blog ai servizi Web 2.0

Già ora cè chi parla di Ricerche semantiche, Web 3.0 , ma per ora io direi di collocare questa fase di aggregazione di contenuti/servizi in una sorta di area grigia, un Web 2.5
Una sorta di evoluzione naturale che ha il merito di semplificare l’utilizzo di determinate applicazioni e di renderle tutte fruibili in un solo click.

Ed è proprio questa la politica che sta adottando Google, una strategia business ovviamente, ma anche molto funzionale.

Creato, con l’aiuto di un manipolo di sviluppatori dell’ufficio di Sidney, dai due programmatori ai quali si deve Google Map, Wave è un ibrido che raccoglie in una sola schermata le e-mail, gli instant message, e tutte le soluzioni esistenti per il video e l’audio sharing.
Usando Wave gli utenti possono scambiarsi testi, immagini, video, musica e conversare, il tutto in tempo reale e lo possono fare in una situazione di gruppo avendo inotre la possibilità (come si fa con un registratore) di riavvolgere la conversazione - anche a distanza di giorni - e vedere quello che è stato discusso e casomai aggiungere dei nuovi contenuti o apportare delle modifiche a quelli già pubblicati.

Google definisce questo nuovo tipo di comunicazione collaborative conversation stream, flusso di conversazione collettiva.

Praticamente la chat di Msn Messenger (o Yahoo Messenger, AIM), ma su piattaforma Google e molto più perfezionata e social.
Che potrà essere utilizzata tra semplici amici, gruppi di lavoro transnazionali o semplicemente tra parenti sparsi per il mondo, gli utilizzi sono infiniti.

La nuova applicazione sarà disponibile al pubblico a partire dai prossimi mesi. Intanto per invogliare i programmatori accorsi a San Francisco da tutto il mondo per sperimentare il nuovo strumento, Google ha messo a disposizione dei convenuti la nuova versione, il G2, del suo Google-phone e il nuovo sistema operativo Android 1.5.

“Le comunicazioni sul web sono ferme al secolo scorso”, ha dichiarato Lars Rasmussen, che col fratello Jen aveva creato Google Map quando ancora lavorava a Where 2 Tech (che fu poi acquistata da Google), “Con Jen avevamo cominciato a discutere già un paio di anni fa di come sarebbero state le e-mail del futuro e ci rendemmo conto che non c’era ragione di mantere le conversazioni testuali separate dai video, dagli audio e dalle immagini”.

A livello di contraccolpi, si può cominciare a dare un’occhiata alle ripercussioni che questo lancio avrà sui bilanci di società come Social Text e simili.
L’onda di Google si farà sicuramente sentire.

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Finalmente Skype per iPhone

by Giorgio Marandola on March 30, 2009

Skype for iPhone

Come già era trapelato nei giorni scorsi, l’applicazione Skype per iPhone verrà lanciata intorno a martedi, diciamo che nel corso della giornata avverrà il lancio ufficiale, ma non si può mai sapere se ci sarà qualche ritardo dell’ultimo momento.
L’applicazione permetterà di effettuare chiamate Voip ad amici e parenti in tutto il mondo.

Skype per iPhone sarà disponibile presso l’App Store gratuitamente.

L’applicazione ovviamente non consente di fare chiamate Voip direttamente dall’ iPhone 3g, ma attraverso la rete Wifi a cui è collegato.
Sarà inoltre possibile chattare con i propri contatti Skype direttamente usando la tastiera dell’iPhone, che provvederà anche ad importare gli avatars.

Quante quote di mercato soffieranno ai gestori tradizionali di telefonia?
Il clamore che avrebbe suscitato l’esclusione di un operatore come Skype dal panorama delle applicazioni gratuite iPhone sarebbe stato veramente assordante, quindi aspettiamo questa utile applicazione augurandoci che non venga boicottata dal cartello “mobile-telefonico” italiano.

La stessa applicazione sarà disponibile per il Blackberry entro la fine di Maggio.

Skype for iPhone

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Apple annuncia il nuovo Safari 4

by Giorgio Marandola on February 26, 2009

Safari browser

Arriva la versione beta pubblica di Safari 4 della Apple, il web browser per Mac e Windows PC. L’engine Nitro dell’ultima versione fa girare JavaScript 4.2 volte più velocemente di Safari 3. Nuove funzionalità rendono la navigazione poi ancora più intuitiva e divertente. Con ‘Top Sites’ si avrà l’anteprima delle pagine visitate più frequentemente, mentre la ‘Full History Search’ darà l’opportunità di cercare tra i titoli, gli indirizzi e il testo completo delle pagine visitate più recentemente. C’è poi ‘Cover Flow’ per passare tra gli elementi della cronologia o dei segnalibri e ‘Tabs on Top’ per rendere la navigazione tra i pannelli ancora più semplice. Basato sulle più avanzate tecnologie di navigazione del mondo, esegue JavaScript fino a trenta volte più velocemente di IE 7 e almeno tre volte più velocemente di Firefox 3.

“Safari 4 è il browser più veloce ed efficiente per Mac e Windows, con una eccezionale integrazione di HTML 5 e CSS 3, standard internet che abilitano la futura generazione di applicazioni web interattive”, afferma Philip Schiller, il vice presidente senior del product marketing globale di Apple.

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G-1 , il Google Phone firmato HTC

by Giorgio Marandola on October 7, 2008

Google Phone HTC

La collaborazione tra Google, HTC e T-Mobile ha portato al concepimento del nuovo smartphone dotato del sistema operativo opensource Android (ideato a Mountain View e sviluppato da un consorzio di 34 aziende, ta cui Telecom Italia).
Il prezzo negli Stati Uniti promette scintille all’interno delle logiche di mercato: soli 180 dollari! Staremo a vedere in Italia quanto costerà.

Il lancio del nuovo Google Phone seguirà questo schema: dal 22 ottobre negli Stati Uniti, da novembre nel Regno Unito e dal 2009 nel resto d’Europa.
A livello di prezzi, la manovra di Google è un colpo all’impennata causata dall’ingresso nel mercato dell’ iPhone di casa Apple, e mira a polarizzare i prezzi verso il basso nell’ intero ambito Smartphones.

Come affermano Gianni Rusconi e Mario Cianflone, del Sole 24 Ore:

“Htc, vuole scuotere il mondo dei cellulari, colpire forte il mercato della telefonia mobile, aggredendo le enormi aree di mercato composte dagli smartphone con sistema operativo Symbian (tipicamente Nokia), e dai sempre più numerosi device con Windows Mobile di Microsoft. E stiamo parlando di numeri enormi: solo nel secondo trimestre dell’anno in corso sono stati venduti 18 milioni di cellulari con Symbian e 3,8 milioni con Windows Mobile, mentre gli iPhone sono stati meno di 900mila.”

Mentre, secondo Strategy Analytics: l’Htc con Android potrebbe superare il tetto dei 400mila pezzi venduti entro la fine dell’anno, pari a una quota del 4% del mercato americano.

La caratteristica a mio avviso più importante del nuovo googlefonino è la sua ampia connettività alla rete, praticamente è in grado di connettersi ovunque e comunque: come si comporteranno le compagnie telefoniche nostrane? Inibiranno il tutto? Si renderà necessario “sbloccare” il G-1 alla stregua dei primi iPhones che arrivavano dagli Usa?

Si accede comodamente alle mille funzionalità dello smartphone attraverso un touchscreen, che ormai è divenuto un “must” ed una tastiera Qwerty a scomparsa. Il sistema touchscreen è completamente personalizzabile dall’utente con una combinazione possibile tra migliaia di comandi. La tastiera fisica, che molti utenti preferiscono al touch puro, permette una compilazione rapida di email e messaggi.
Tra le altre dotazioni del googlefonino, da segnalare una bella fotocamera da 3.1 megapixel con zoom, un ricevitore A-Gps per la navigazione satellitare che può essere utilizzato in combinazione con Google Maps, ma anche in qui serve, come nel caso dell’iPhone un vero software per la navigazione tipo TomTom, Garmin o Navigon.

In Italia, la compagnia telefonica che la prossima primavera “metterà il cappello” sullo smartphone di Google sarà Telecom Italia Mobile, visto che è una delle società consorziate all’interno della Open Handset Alliance.

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Cuil, il nuovo concorrente di Google

by Giorgio Marandola on July 28, 2008

Cuil

Vi presento Cuil, un nuovo motore di ricerca, messo a punto e creato da due ex dipendenti di Google, Tom Costello e Anna Patterson.

Le feature in evidenza riguardano il database, rappresentato da 120 billioni di siti, la tutela della privacy degli utenti in quanto gli indirizzi ip non vengono registrati per cui gli stessi non potranno essere mai ceduti a terze parti, un approccio del motore di ricerca semi-semantico per cui Cuil riconosce le relazioni tra le parole contenute in un sito web rendendo un migliore ranking all’interno dei risultati di ricerca.
Di primaria importanza, almeno a mio avviso, è il fatto che la pagina di Cuil è totalmente a sfondo nero, il che garantisce un risparmio energetico e meno fatica per gli occhi: totalmente in contrasto con l’home di Google.

I risultati della ricerca sono organizzati in maniera diametralmente opposta a quelli di Google, in una pagina chiara e riportati in modo da ricordare la prima pagina di un giornale più che la classica classificazione in colonna.
I risultati sono distribuiti su 3 colonne, la maggior parte con piccole immagini tratte dai siti.
Cuil, poi, suggetisce anche ricerche correlate elencate per concetti: ed è questo, credo, il luogo in cui approderanno le sponsored searches.
Ms Patterson ha affermato che queste ricerche correlate sono generate interamente dagli algoritmi utilizzati dal sito e non hanno nessuna influenza causata manualmente a livello di codice.

Di solito, le queries efetuate su Google vengono gestite da centinaia di terminali, l’intuizione di Tom Costello nel dare alla luce Cuil, sta nel fatto che il 90 % delle queries vengono gestite da un solo computer. Infatti Anna Patterson ha dichiarato che il suo Cuil ha effettuato ricerche su 120 billioni di pagine web utilizzando solo 140 servers.

Inoltre la stessa Anna ha riportato una stima di Yahoo: ” Ci vogliono ben 300 milioni di dollari per entrare nel business della ricerca, ma noi abbiamo un’architettura tale da permettere lo stesso accesso con un prezzo di serie B”.
Lo ha riferito mentre la compagnia va incontro al secondo round di finanziamento attraverso venture capitals, che si aggirerà intorno alle decine di milioni di dollari e non alle centinaia come preventivato da Yahoo.
Finora Cuil ha beneficiato di 2 round di finanziamento, uno di 8 milioni di dollari e l’altro di 25 milioni, ma finora ne ha spesi solo 7 ( per buona pace del famigerato italia.it, vergogna! )

Con non poco orgoglio Ms. Patterson ha dichiarato: “D’ora in poi la gente potrà dire: ciò che non trovo su Google, lo trovo su Cuil ! ”
Paragonando Cuil al colosso di Mountain View ha affermato che il database del neonato motore di ricerca ha un database 3 volte più ampio di quello di Google.

Staremo a vedere quale sarà il destino di questo promettente motore di ricerca, che finalmente promette di fare quello che Yahoo e Microsoft non sono riusciti a fare in ambito di valida concorrenza a Google, a livello di accuratezza, ampiezza e qualità di ricerca.
Per il momento le cose sembrano girare nel verso giusto, basta cercare di raggiungere il sito per incappare nel messaggio “Torneremo presto. Il motore di ricerca è temporaneamente non disponibile” a causa dell’elevato traffico generato dall’interesse intorno a questo nuovo prodotto.

Cuil screenshot

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Condé Nast lancerà Wired in Italia e in Inghilterra

by Giorgio Marandola on July 1, 2008

Wired Cover

Condé Nast lancerà una versione in iglese di Wired con relativo sito web l’anno prossimo e ha assunto l’editor del Jewish Chronicle, David Rowan, come direttore.
Il debutto inglese arriverà nella prima metà del 2009.
Wired, che ha cominciato la sua sfolgorante carriera a San Francisco nel 1993, è stato acquistato da Condé Nast nel 1998. Per quanto riguarda il Regno Unito si tratta di un gradito ritorno visto che la rivista aveva chiuso i battenti in quel Paese circa 11 anni fa.

La notizia più importante è che Wired verrà finalmente lanciato in Italia (io personalmente non vedevo l’ora), il direttore sarà Riccardo Luna, ex direttore de “Il Romanista”. Il lancio italiano precederà addirittura quello inglese.

Nicholas Coleridge, amministratore delegato di Condé Nast, ha dichiarato: ” Wired è un leader di mercato delle riviste che vertono su come la tecnologia sta cambiando il mondo, un titolo altamente influente e visionario che esplora idee e innovazione, cultura, politica e affari, come la tecnologia si interfaccia sulla civiltà contemporanea.

Jamie Jouning, editore associato di GQ dal 2004, diverrà editore di Wired.
Jamie Bill, publishing director di GQ dal 2003, ricoprirà lo stesso incarico per tutte e due le edizioni di Wired. Rowan è stato direttore del Jewish Chronicle dal 2006, dopo aver precedentemente lavorato presso il Guardian per 10 anni.

Questi saranno i coloro che tireranno le redini di questa nuova iniziativa.

Rowan lascerà il Jewish Chronicle entro l’anno, per ora sta negoziando una data opportuna con il giornale. Motivando la sua scelta ha commentato: “Mi è stata fatta una proposta troppo eccitante per rifiutare ! “

Noi, lo capiamo perfettamente!!

QUI potete trovare l’archivio completo delle passate edizioni di Wired per il Regno Unito prima che venisse chiuso.

David Rowan Wired David Rowan

Moby Wired Cover

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